Vi invito a guardare questo bellissimo fuorionda raccolto dal mitico Andrea Atzori. Dovete osservare il comportamento della Bindi dopo il collegamento con Sky. Al termine di questo collegamento l'ex ministro spiega di non aver gradito la collocazione che le impediva di parlare a Marco Di Fonzo dalla stessa altezza. L'obiezione ricorda la gara tra Adenoyd Hynkel e Benito Napaloni ne il "Grande dittatore", dove i due capi si ritrovavano dal barbiere e facevano a gara tra su chi doveva stare più in alto oppure nella scena in cui Hynkel costringeva Musolesi a sedere in una sedia più bassa. Questa seconda scena l'ho messa qui sotto.
domenica 5 luglio 2009
La luna
E' inutile evitare l'argomento. Questo mese ci faranno una capoccia grande come una casa per ricordare la conquista sulla Luna. L'argomento è affascinante, ma denso di insidie. Ecco perchè vorrei trattarlo a modo mio fino alla fatidica data del 40° anniversario della conquista della Luna. Vi chiedo di avere pazienza e di sopportare tutte le cose che scriverò in queste due settimane. Ma io non posso proprio fare a meno della luna. Buon allunaggio.
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sabato 4 luglio 2009
Una ritorsione contro l'Mpa
Intervista a Giovanni Pistorio Voce Repubblicana del 4 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo
Le modifiche allo Statuto della Regione siciliana sono un’azione ritorsiva contro la giunta Lombardo in Sicilia. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Giovanni Pistorio dell’Mpa.
Senatore Pistorio, perché è stato presentato un ddl che chiede di cambiare lo Statuto della Regione Sicilia?
“Le modifiche allo Statuto della Regione siciliana non erano necessarie. Questa è stata un’iniziativa dei vertici Pdl al Senato che ha un carattere ritorsivo rispetto all’iniziativa assunta dal Presidente della giunta siciliana Raffaele Lombardo, il quale ha deciso di procedere ad un azzeramento della sua giunta e alla sua riformulazione su presupposti diversi e di maggiore coerenza e solidarietà nell’azione di governo. In Sicilia questa iniziativa ha un carattere di discontinuità rispetto al passato. Oggi, per la Sicilia occorre un governo che sappia produrre efficienza nel mezzo di una crisi internazionale difficilissima e in vista di un più ampio federalismo. Ecco perché la giunta è stata azzerata”.
Chi si è opposto a questa svolta in Sicilia?
“Abbiamo avuto il contrasto forte dell’Udc, un sostegno incerto del Pdl siciliano. Di questa situazione Lombardo ha tratto le conseguenze azzerando la giunta chiedendo il sostegno a chi intendeva condividere quel progetto di rinnovamento. Questa scelta ha indispettito i vertici del Pdl al Senato che hanno avviato una procedura del tutto illogica. Con un’iniziativa unilaterale, questi signori hanno previsto l’istituto della sfiducia costruttiva soltanto per la Regione siciliana, consentendo all’ARS di poter sfiduciare il Presidente eletto dal popolo e di eleggerne nel suo seno un altro modificando il principio del ‘simul stabunt, simul cadent’ che ispira tutti i sistemi di governo regionale dopo la riforma del 2001”.
Come si sta procedendo in I° Commissione?
“Il ddl di modifica dello Statuto non è stato discusso. Martedì, il Presidente della Commissione Affari Costituzionali Vizzini ci ha informato che, dopo la presentazione di un ddl dell’Udc (e un secondo del Pd), il quale introduce la sfiducia costruttiva e il principio dell’elezione assembleare del presidente della Regione, ha ritenuto di rinviare tutto in attesa dell’acquisizione di questi disegni di legge per definire una nuova calendarizzazione di questi testi”.
Cosa accadrà ora?
“Auspico una riflessione dei vertici del Pdl al Senato, forse accompagnata anche da un confronto con i vertici politici del Pdl – a cominciare dal Presidente Berlusconi – possa consentire a questi esponenti del partito un’onorevole uscita da questa situazione. Credo che sia sbagliato introdurre l’istituto della sfiducia costruttiva in una sola regione e non come principio generale dell’ordinamento. In questi termini credo che sia una misura ritorsiva contro l’Mpa”.
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venerdì 3 luglio 2009
giovedì 2 luglio 2009
Statuto della Regione Sicilia: parla il senatore Pistorio dell'MPA
Perchè si cerca di cambiare lo Statuto della Regione Sicilia? L'ho chiesto, per Radio Radicale, ad un esponente del MPA. Ecco cosa mi ha detto il senatore Giovanni Pistorio. Clicca qui sopra e lo saprai. Nella foto sopra potete vedere il parlamentare siciliano con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
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Iran: un'audizione soddisfacente
Intervista a Lapo PistelliVoce Repubblicana del 3 luglio 2009
di Lanfranco Palazzolo
Il quadro del ministro degli Esteri Frattini è sull’Iran è stato molto acuto. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Lapo Pistelli, responsabile dell’ufficio esteri del Pd.
Onorevole Pistelli, come è andata l’audizione nelle Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato con il ministro degli Esteri Franco Frattini?
“Il ministro Frattini ha tracciato un quadro molto complesso. La mia impressione è che l’audizione sia stata molto soddisfacente. Di fronte a giudizi che appaiono molto dettati dall’emozione per quanto sta accadendo (le violenze, i brogli, le denunce del ‘Jerusalem Post’ sulle esecuzioni sommarie degli oppositori), che potrebbero infiammare gli animi e la politica, il ministro degli Esteri ha fatto un quadro molto acuto della situazione politica e ricco di sfumature sia davanti al sostanziale fallimento dello sforzo del 5+1 e anche sulle iniziative che la comunità internazionale prenderà nei prossimi mesi. Uno dei meriti della posizione espressa dal ministro degli Esteri italiano è stata la scelta di non unirsi al giudizio liquidatorio nei confronti del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e della sua politica della mano tesa”.
Cosa pensa di quello che sta accadendo in Iran?
“C’è in corso una lotta nell’establishment del potere politico iraniano. Questa è una lotta politica trasversale e durissima. Ma in questo momento non è il caso di semplificare tutto dicendo che è in corso una lotta del popolo contro il regime o di dire che quella in corso è una lotta tra un leader politico e un altro”.
Come ha trovato la posizione assunta dall’Unione europea rispetto a quella assunta dagli Stati Uniti? A qualcuno la posizione dell’Ue è apparsa più convinta anche se le differenziazioni non sono mancate.
“Le differenziazioni in Europa sono all’ordine del giorno perché non esiste una politica estera unica. E’ importante che l’Unione europea – anche negli incontri preparatori del G8 – abbia cercato in ogni modo di coinvolgere la Russia e la Cina. Chiunque conosce quello scacchiere sa che non esiste una soluzione che non passi attraverso il meccanismo di coinvolgimento regionale. Le ambizioni nucleari dell’Iran e il riconoscimento di questo paese come potenza regionale passano assolutamente attraverso un coinvolgimento diverso della Russia. Penso che su questo l’Europa abbia lavorato bene finora”.
Pensa che il regime iraniano cercherà ancora di più l’appoggio della Russia nel momento in cui sente la sua leadership dimezzata?
“Credo che Ahmandinejad dovrà fare dei conti all’interno della politica iraniana. Ci sono almeno un centinaio di parlamentari che non intendono votarlo e non vogliono riconoscerlo come leeder. Sono convinto che l’Iran resta un attore chiave nel meccanismo di stabilizzazione dell’Afghanistan, in Iraq e in Pakistan”.
Onorevole Pistelli, come è andata l’audizione nelle Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato con il ministro degli Esteri Franco Frattini?
“Il ministro Frattini ha tracciato un quadro molto complesso. La mia impressione è che l’audizione sia stata molto soddisfacente. Di fronte a giudizi che appaiono molto dettati dall’emozione per quanto sta accadendo (le violenze, i brogli, le denunce del ‘Jerusalem Post’ sulle esecuzioni sommarie degli oppositori), che potrebbero infiammare gli animi e la politica, il ministro degli Esteri ha fatto un quadro molto acuto della situazione politica e ricco di sfumature sia davanti al sostanziale fallimento dello sforzo del 5+1 e anche sulle iniziative che la comunità internazionale prenderà nei prossimi mesi. Uno dei meriti della posizione espressa dal ministro degli Esteri italiano è stata la scelta di non unirsi al giudizio liquidatorio nei confronti del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e della sua politica della mano tesa”.
Cosa pensa di quello che sta accadendo in Iran?
“C’è in corso una lotta nell’establishment del potere politico iraniano. Questa è una lotta politica trasversale e durissima. Ma in questo momento non è il caso di semplificare tutto dicendo che è in corso una lotta del popolo contro il regime o di dire che quella in corso è una lotta tra un leader politico e un altro”.
Come ha trovato la posizione assunta dall’Unione europea rispetto a quella assunta dagli Stati Uniti? A qualcuno la posizione dell’Ue è apparsa più convinta anche se le differenziazioni non sono mancate.
“Le differenziazioni in Europa sono all’ordine del giorno perché non esiste una politica estera unica. E’ importante che l’Unione europea – anche negli incontri preparatori del G8 – abbia cercato in ogni modo di coinvolgere la Russia e la Cina. Chiunque conosce quello scacchiere sa che non esiste una soluzione che non passi attraverso il meccanismo di coinvolgimento regionale. Le ambizioni nucleari dell’Iran e il riconoscimento di questo paese come potenza regionale passano assolutamente attraverso un coinvolgimento diverso della Russia. Penso che su questo l’Europa abbia lavorato bene finora”.
Pensa che il regime iraniano cercherà ancora di più l’appoggio della Russia nel momento in cui sente la sua leadership dimezzata?
“Credo che Ahmandinejad dovrà fare dei conti all’interno della politica iraniana. Ci sono almeno un centinaio di parlamentari che non intendono votarlo e non vogliono riconoscerlo come leeder. Sono convinto che l’Iran resta un attore chiave nel meccanismo di stabilizzazione dell’Afghanistan, in Iraq e in Pakistan”.
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Nanni Moretti "gira" un nuovo film: "La stanza del commercialista"
Da “La stanza del figlio” alla “stanza del commercialista”. Per Nanni Moretti non c’è pace. Proprio nei giorni in cui sta mettendo a punto il progetto di un nuovo film ambientato in Vaticano, il regista bandiera dell’antiberlusconismo cinematografico ha dovuto sbrigare una pratica fastidiosa. A nove anni dalla fine delle riprese del suo film “La stanza del figlio”, Nanni Moretti è tornato nel capoluogo marchigiano. Questo ritorno però non è dovuto alla nostalgia del capolavoro girato dal regista romano tra il 1999 e il 2000 ma ad una testimonianza in una causa civile in tribunale. La vicenda non è di poco conto visto che in ballo ci sono 38.000 euro. Una cifra consistente per il regista e per la sua casa di produzione cinematografica. A volere questi soldi sono tre commercialisti che chiedono alla società di produzione di Nanni Moretti la “Sacher” per l’occupazione, da parte del set, di un immobile di loro proprietà andata oltre i termini nel 2000. La testimonianza di Nanni Moretti non è stata certo una passeggiata visto che il regista ha svolto circa mezz’ora di deposizione davanti al giudice Alessandra Alessandrini. Per Moretti, che si è presentato con il solito look da regista impegnato: camicia celeste a maniche corte, pantaloni marroni e mocassini (Chissà se le scarpe calzate ieri dal regista avrebbero fatto colpo sul Michele di “Sogni d'oro!?”). Il regista ha spiegato al giudice che il ritardo delle riprese fu causato da uno sciopero dei lavoratori dello spettacolo, ma anche da esigenze artistiche. Il regista non riusciva a concludere il film perché cambiava idea su tutto. Per questo il set lasciò l’appartamento (che durante la locazione era stato acquistato dai commercialisti Camillo Catana, Stefano Coppola e Giancarlo Corsi) con due mesi di ritardo, il 3 aprile invece che il 30 gennaio come previsto da una proroga. Circostanze che avrebbero procurato problemi ai commercialisti, che stavano in affitto altrove, in un periodo particolarmente intenso di lavoro. Ricordiamo che il mese di aprile è particolarmente impegnativo per i commercialisti visto che proprio in quei mesi inizia la procedura per la compilazione dei 730. I legali della Sacher hanno fatto un’offerta alla controparte. Non è stato possibile sapere quanto la casa di produzione abbia offerto ai tre commercialisti privati del loro nuovo studio. Il giudice se l’è presa molto comoda e ha rinviato la causa al 4 novembre prossimo. I commercialisti dovranno aspettare ancora 4 mesi per vedere giustizia per il loro danno o accettare il risarcimento proposto dalla Sacher. Chissà se nel frattempo, se non resteranno soddisfatti dall’offerta della controparte, i commercialisti non stiano progettando un girotondo intorno al Palazzo di giustizia di Ancona. Magari ci viene anche Silvio Berlusconi…
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Un nubifragio abbatte un albero
Oggi pomeriggio (2 luglio 2009) un nubifragio si è abbattuto su Roma con inaudita violenza. Quello di oggi sembrava un pomeriggio tranquillo per le strade di Roma: il sole illuminava la città e nulla lasciava pensare che di li a poco, alle 18.30 circa, la città si sarebbe trasformata in una gigantesca pozzanghera a causa di violento nubifragio estivo. Nel ridente quartiere di Casalbertone, dove qualche mese fa è crollato un semaforo, è stramazzato a terra anche un grande albero all'incrocio tra via Alberto Pollio e via di Casalbertone. Probabilmente l'albero non ha retto alle raffiche di vento e alla pioggia. Queste immagini sono state girate intorno alle 20.00, un'ora 1/2 dopo il nubifragio. Come potete vedere l'albero ha bloccato una strada di accesso al centro commerciale Auchan, dove passa anche il bus di linea 545 in direzione Stazione Tiburtina. I vigili o la municipale non si erano ancora fatti vedere nel luogo dove era caduto l'albero.
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