giovedì 6 agosto 1992

Dc incompatibile

Così la stampa cattolica
Di Lanfranco Palazzolo
“Voce Repubblicana” del 6 agosto 1992
(A sinistra il segretario della Dc Arnaldo Forlani)

LA COMPLESSA situazione politica che il nostro paese sta attraversando, lascia in molti sconcerto e dubbi sulla reale capacità dell'attuale classe politica al governo di affrontare le emergenze degli ultimi anni. Il momento è senza dubbio delicato, in questo scenario emergono due forze, due schieramenti che vogliono risolvere i problemi italiani in termini diversi. Anche la storia è costellata di dualismi, per risolvere i problemi ci sono sempre due strade. Maurice Duverger nel suo libro “I partiti politici” pubblicato negli anni Sessanta scriveva: “Attraverso la storia, tutte le grandi lotte di fazione furono dualiste: armagnacchi e borgognoni, guelfi e ghibellini, cattolici e protestanti girondini e giacobini. Ogni qualvolta l’opinione pubblica viene posta dinnanzi a grandi problemi, essa tende a catalizzarsi intorno a due poli opposti. Il movimento naturale della società è incline al bipartitismo”. Questa dicotomia sembra oggi riproporsi all’interno delle molte forze politiche presenti in Italia. I segnali più chiari in questo senso vengono dalla democrazia cristiana, vittima in questo ultimo periodo di forze contrapposte. All'indomani della formazione dell'ultimo governo sono stati in molti a salutare con la loro approvazione la proposta di incompatibilità voluta dai vertici del partito. I giornali e le riviste cattoliche hanno identificato questo gesto come un atto di buona volontà per il futuro che si prospetta sempre più difficile. E per la prima volta, dopo mesi, la Dc è riuscita a coagulare attorno a sé i consensi della maggioranza della stampa cattolica. Non si tratta di un approvazione incondizionata, quanto di un piccolo incoraggiamento per continuare su questa strada. Il settimanale cattolico “L'Ortobene” di Nuoro come molti altri periodici della stessa tendenza è favorevole alla piccola svolta “Il principio dell'incompatibilità sostenuto dalla Dc, quale che sia il giudizio sul piano strettamente giuridico, assume uno straordinario significato politico. Non solo i cittadini hanno approvato. Ma ora anche gli altri partiti ne riconoscono la validità. Noi speriamo che sia solo l'inizio di un profondo rinnovamento che investa l'intera Dc”. I giudizi sono cauti, anche perchè sono noti a tutti i Problemi di divisione che ci sono all'interno del partito. Ma il rinnovamento del paese e della classe politica si gioca anche su altri temi. Ecco cosa scrive su questo argomento l'on. Torchio sul “Nuouo Torrazzo” di Crema: “In un periodo di grandi sacrifici richiesti al paese è importante il segnale dell'incompatibilità tra mandato ed incarico ministeriale, senza però dimenticare l'incompatibilità con la dirigenza nei partiti. Ha un valore l'azzeramento dei tesseramenti dubbi ed inquinati, ma è soprattutto il riconoscimento della necessita di una rigenerazione sostanziale della vita politica italiana. Il parlamentare democristiano ha ragione quando afferma che è ora di fare chiarezza dentro i partiti. E’ indispensabile una nuova politica oltre ad un necessario chiarimento tra le forze politiche. Il rigetto della “vecchia guardia” resta uno dei punti fermi di questo rinnovamento. “L'Unione Monregalese su questo tema è molto chiara: “E dà il piacere dell'impossibile vedere il divo Giulio finalmente libero dopo 45 anni di impegni governativi; e sapere che non ci sarà più l'ineffabile Cirino pomicino, né Prandini, nè Tognoli...”. Quel grande uomo di Stato che fu Vittorio Bachelet, parlando dei problemi italiani sostenne che l'impegno per la ripresa doveva essere duro e non casuale, fondato davvero su di un severo impegno: “I cristiani sanno bene che non c'è azione politica feconda se non è sostenuta da un disegno e da una continua elaborazione culturale e da un radicamento nella realtà”. Oggi ci rendiamo conto che sia l'elaborazione culturale che il radicamento nella realtà mancano completamente. Sono assenti quando ai cittadini è impedito di partecipare alla vita politica di un partito. Un altro parlamentare Dc, l'on. Vito Scalia, ha scritto recentemente una lettera aperta al settimanale cattolico di Catania “Prospettive”, indicando i problemi della Dc etnea. In questa interessante lettera sono criticati i criteri di gestione del tesseramento controllato negli ultimi mesi da un commissario inviato da Roma, l'on. Nicola Sanese: “Fin dalla sua nomina, il commissario si è distinto per la pervicacia con la quale ha tentato di proporre ed imporre la più grave delle vulnerazioni possibili: quella della libera e personale, volontaria adesione di qualsiasi libero cittadino della Repubblica italiana”. A queste gravi critiche segue un interessante prospetto nel quale sono elencate le quote azionarie delle varie correnti locali per il prossimo congresso della Dc. Cosa significa tutto questo? E' presto detto, dove i partiti voltano le spalle alla società civile, di cui dovrebbero far parte, il rinnovamento rimane sempre circoscritto nei limiti dell'utopia. Le dimissioni dell'on. Scotti dalla carica di ministro degli Esteri per non sottostare alla regola dell'incompatibilità, hanno gettato altre ombre sulla reale capacità del primo partito politico italiano di rigenerarsi. Anche il ritiro delle dimissioni di Forlani è stato oggetto di grosse preoccupazioni in seno alla stampa cattolica. Ecco come la direzione de “Il Nuovo Torrazzo” di Crema: “Ciò che temevo è successo Forlani ha ritirato le dimissioni. Lasciamo perdere le nobili motivazioni che lo hanno spinto prima al gesto di abbandono e poi a rimangiarsi la parola. Ciò che conta è il senso politico della decisione... Pare che le correnti democristiane non riescano a mettersi d'accordo su un nome nuovo”. Molto Più duro è stato il commento di “Avvenire” sulle dimissioni di Scotti: “Ha poco senso domandarsi quale futuro politico attende l'on. Scotti...In un paese responsabile, in un partito serio, su personaggi siffatti è giusto e auspicabile che cali la tela”. Forse sarebbe meglio calarla su una Parte del partito che dimostra ancora la vitalità necessaria ad imbrigliare il Processo di rinnovamento.