martedì 4 novembre 2003

Esce "Le sfumature di Camus"

Radio Radicale pubblica un libro di Enrico Rufi
Gli intellettuali francesi non amano l'Italia di Berlusconi
di Lanfranco Palazzolo

Il Velino del 4 novembre del 2003

Roma, 4 nov (Velino) - “Le Monde” e gli intellettuali non amano l’Italia dal maggio 2001 e la storia se ne ricorda. Enrico Rufi è uno dei giornalisti di Radio Radicale più apprezzati per la profonda conoscenza della vita culturale e politica francese. Da più di un anno, Rufi conduce una rubrica su Radio radicale, nella quale si occupa dei fatti dell’attualità politica e culturale francese. Questa rubrica è diventato un libro dal titolo Le sfumature di Camus, quelques chose de gauche sulla Francia benpensante pubblicato in questi giorni in coproduzione tra la casa editrice Memini e l’emittente radicale, attraverso la quale sarà venduto. I fatti francesi tra il marzo 2002 e il maggio 2003 hanno fornito numerosi spunti di riflessione, dalla polemica degli “intellos” italiani contro Berlusconi, al ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi, fino all’inaspettato successo di Jean-Marie Le Pen ex reperto della destra storica. Il libro cerca di colmare un vuoto di attenzione su ciò che accade oltre le alpi. Enrico Rufi, forte delle sue conoscenze e del suo dottorato di ricerca alla Sorbona, riporta all’attenzione di coloro che non si accontentano delle cronache dei corrispondenti da Parigi della Rai un’analisi di ciò che è passato sotto i ponti della Senna, a cominciare dalle polemiche scaturite dal salone del libro di Parigi dell’aprile del 2002. Nei capitoli che riguardano questa vicenda, Rufi spiega i retroscena della mobilitazione contro Berlusconi mossa da Antonio Tabucchi e dal quotidiano Le Monde e raccolta dal ministro della Cultura francese Madame Tasca, amica del lider Maximo Fidel Castro. Riprendendo l’interrogativo di Piero Citati su chi dice più stupidaggini tra gli intellettuali francesi e quelli italiani, l’autore del libro scrive, riportando la risposta di Citati e poi le sue considerazioni: “Probabilmente i primi - aveva risposto Citati - ma in realtà è difficile individuare con certezza i campioni di questa disciplina. Noi, ad esempio, non ci sentiamo di sbilanciarci più di tanto. Ci accontentiamo di notare che in questi ultimi tempi le stupidaggini vengono veicolate perché alle fesserie dei francesi se ne aggiungono molte di quelle degli italiani, che vengono fedelmente tradotte per la soddisfazione dei lettori d’Oltralpe”. Rufi ricorda un episodio già dimenticato dagli italiani: “In un colpo solo sono stati sorpresi in fragranza di stupidità ben 250 firmatari di un appello per boicottare le università israeliane pubblicato da Liberation”. Un altro clamoroso esempio riguarda Giuliano Ferrara, invitato da una radio francese a discutere di uno degli attacchi riservati dall’intellighenzia italiana “esiliata” a Parigi. “Qualche tempo fa, per discutere di un altro articolo di denuncia di un grande italiano antiberlusconiano, Dario Fo, la tv francese la Chaine Info aveva chiesto un commento a Giuliano Ferrara, in qualità di ex ministro di Berlusconi e di direttore di un giornale di cui è azionista la moglie di Berlusconi. Ferrara spiazzò l’intervistatore dicendo che Fo, da giovane, era stato repubblichino, mentre lui da giovane era stato gauchiste, e che suo padre era stato un deputato comunista che aveva fatto la Resistenza. Interdetto, il bravo giornalista farfugliò qualcosa del tipo: ‘Monsieur Ferrara si assume la responsabilità di quello che ha detto, e ci penserà qualcuno eventualmente a querelarlo’”. Gli schemi dell’intervistatore francese non prevedevano una realtà così complessa.

4 nov 2003 17:00