venerdì 19 dicembre 2003

Prodi, diamo le armi alla Cina

Armi alla Cina, comunisti e Prodi isolati a Strasburgo
di Lanfranco Palazzolo
Il Velino del 19 dicembre del 2003

Roma, 19 dic (Velino) - Rifondazione comunista, i comunisti italiani e Romano Prodi vogliono togliere l’embargo delle armi alla Cina, ma l’Europarlamento dice “no”. Questo è quanto risulta dai tabulati del Parlamento europeo che riguardano il voto della plenaria di ieri sulla risoluzione comune sulle vendite di armi votata dall’assemblea di Bruxelles. In concomitanza con il voto dell’aula è stato reso noto che “il presidente Prodi é a favore di una revoca dell’embargo” sulla vendita di armi alla Cina. Lo ha fatto sapere il portavoce del presidente della Commissione Ue, Reijo Kemppinen, rispondendo ad una domanda sull’opinione di Prodi sulle conclusioni del recente Consiglio Ue. La scorsa settimana, su proposta della Francia, i Quindici avevano chiesto di “rivedere” l’embargo sulla vendita delle armi alla Cina. Ma l’europarlamento ha detto di no. L’esito della votazione dell’aula è stato schiacciante con 373 no, 32 sì e 29 astenuti.
Il gruppo parlamentare che si è schierato in massa contro il mantenimento dell’embargo è stato quello della Sinistra unita europea, che raccoglie tutte le forze di matrice comunista, compresi i “pacifisti” di casa nostra. Nel tabulato della votazione sull’intera risoluzione delle ore 12:30:45 risulta che Rifondazione comunista ha votato a favore con l’onorevole Luigi Vinci e l’onorevole Giuseppe Di Lello. Lo stesso ha fatto il Comunista italiano Lucio Manisco. Tra i favorevoli troviamo anche il deputato della Margherita Luigi Cocilovo, iscritto al Partito popolare europeo.
Il Parlamento europeo, nella risoluzione finale, si dice “fermamente convinto che la Cina debba dimostrare di aver compiuto progressi significativi nel campo dei diritti umani prima che l’Unione possa prendere in considerazione una revoca del divieto”. L’Assemblea, inoltre, “ritiene che, tenuto conto delle minacce cinesi nei confronti di Taiwan, non sia questo il momento di aprire la strada a una revoca dell’embargo”. Secondo il Parlamento europeo, “la situazione dei diritti dell’uomo nella Repubblica popolare cinese, seppur migliorata negli anni, resta insoddisfacente, in quanto le violazioni delle libertà fondamentali continuano, così come continuano le torture, i maltrattamenti (anche nei confronti dei malati di Hiv-Aids) e le detenzioni arbitrarie, cui si aggiungono, nota l’Assemblea, l’elevato numero di sentenze capitali registrato ogni anno e la mancanza di rispetto e di tutela dei diritti delle Minoranze”.

(pal) 19 dic 2003 17:30