mercoledì 7 gennaio 2004

Perchè il Ft attacca il professore?

Financial Times e Prodi,
un odio nato con Eurostat
7 gennaio 2004
di Lanfranco Palazzolo

Perché tutti si ostinano a dire che Romano Prodi ha annullato il seminario sull’antisemitismo che aveva promesso di organizzare all’indomani delle polemiche che hanno riguardato il sondaggio sull’eurobarometro? Per cancellare un impegno è necessaria una condizione: che l’appuntamento sia stato fissato ed organizzato o che almeno la macchina di preparazione dell’incontro sia stata messa in moto. In realtà Romano Prodi e gli uffici della Commissione europea non si sono posti neanche il problema dell’organizzazione del seminario, stando alla dichiarazione di Cobi Benatoff diffusa ieri, in cui il principale esponente della comunità ebraica europea tiene a precisare alcune cose in merito al “seminario fantasma” sull’antisemitismo in Europa. Il presidente del Congresso ebraico europeo conferma che l’appuntamento è stato “più volte messo in programma e poi è slittato”. Benatoff prosegue che “da allora non abbiamo saputo più nulla e ad oggi (6 gennaio, ndr) non c’è ancora una data certa. Siamo all’inizio di gennaio e l’organizzazione sarebbe dovuta partire ora per arrivare in tempo in quella data”. Un altro retroscena che è stato svelato in queste ore riguarda anche la genesi dell’articolo sul Financial Times. I due esponenti del congresso ebraico europeo e mondiale, il secondo è Edgard Bronfman, avevano scritto l’articolo all’indomani del fallimento della Conferenza intergovernativa di Bruxelles e prima dell’attentato contro Romano Prodi. I due non erano d’accordo con la titolazione del quotidiano finanziario e hanno anche criticato il giornale per questo motivo. Su questo inasprimento è chiaro che nei confronti di Prodi il giornale della City non è mai stato troppo tenero. Il FT non ha mai gradito le minacce ricevute dal Presidente della Commissione europea durante il caso Eurostat. Infatti, il giornale londinese lo scorso settembre era stato minacciato di querela dal presidente dell’esecutivo dell’Unione per gli attacchi sullo scandalo dell’istituto di statistica. Per tutta risposta, il Financial Times aveva continuato ad occuparsi del gravissimo scandalo senza più citare Prodi. Ma alla fine, il presidente della Commissione ha fatto la sua ricomparsa sul giornale per altri demeriti. (pal)