venerdì 23 gennaio 2004

Walter demagogico contro Bossi

Veltroni e Roma ladrona, dietro la querela a Bossi
Il Velino del 23 gennaio 2004

di Lanfranco Palazzolo

Roma - Ai vertici della demagogia. Il sindaco di Roma Walter Veltroni querela il ministro delle Riforme istituzionali Umberto Bossi attraverso gli avvocati del Campidoglio perché in tre occasioni diverse è tornato a parlare di “Roma ladrona”. Non è la prima volta che un esponente della Lega viene denunciato per queste parole. Lo stesso Umberto Bossi era stato querelato dal consigliere capitolino della Margherita Luca Nitiffi lo scorso 15 ottobre. In quella occasione Veltroni non aveva presentato alcuna querela e non lo aveva fatto nemmeno quando il leghista Speroni, commemorando Alberto Sordi il 25 febbraio del 2003, aveva ricordato che l’attore era stato “l’interprete di Roma ladrona”. Ma dietro la “rabbia” di Veltroni nei confronti del ministro Bossi c’è un grave problema per il sindaco: i soldi, i soldi e i soldi. La denuncia del primo cittadino di Roma è del 21 gennaio del 2004. Il giorno prima Veltroni aveva scritto una lettera strappalacrime al vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini in cui chiedeva di dare a Roma il ruolo che merita come “simbolo della storia unitaria e segno essenziale di identità del nostro paese”. Veltroni era stato ascoltato l’11 novembre dalla Commissione affari Costituzionali del Senato sulla riforma della seconda parte della Costituzione e aveva chiesto al senatore Francesco D’Onofrio, relatore di maggioranza, di cambiare l’articolo su “Roma capitale”. Una richiesta che il senatore D’Onofrio condivide come dimostrano le sue dichiarazioni di questi giorni. Ma i buoni propositi di Veltroni non convincono tutti. Il deputato di Forza Italia Francesco Giro accusa il sindaco di non fare il suo “lavoro” invitandolo ad “uscire dall’ambiguità e scegliere se fare il sindaco a tempo pieno o l’aspirante leader dell’Ulivo, altrimenti le sue richieste al Governo, più che legittime, rischiano di apparire strumentali ed ingannevoli verso i romani”. Infatti, il deputato degli azzurri ed altri non avevano gradito le dichiarazioni di Veltroni che, qualche giorno prima di inviare la lettera a Fini, aveva magnificato le qualità della capitale dopo che il Censis aveva pubblicato dei dati secondo i quali la capitale contribuisce in maniera maggiore alla produzione della ricchezza in Italia e che ponevano Roma davanti ad altre città come Milano. Secondo il sindaco che chiede che non siano ridotti i fondi per la città eterna, i dati del Censis non sono sorprendenti “perché la capitale non è più da tempo burocratica e sonnolenta. Roma non è più quella di un tempo. Ormai il 73% degli addetti non lavora nel settore pubblico e la crescita è tale che l’occupazione è cresciuta nel 2003 dell’1,8% contro l’1% della media nazionale”. Una bella sorpresa per la città che ha bisogno dei fondi pubblici. Ma come li utilizza questi soldi Veltroni? Le opposizioni in Campidoglio, che condividono le richieste di Veltroni, vorrebbero più concretezza e meno demagogia. Il 17 gennaio, ad esempio, Veltroni ha presentato “Romafrica”, la prima manifestazione per porre sotto i riflettori i problemi del continente africano e metterli “al primo posto dell’agenda politica mondiale”. La manifestazione sarà articolata in diverse iniziative, con l’immancabile concerto, con l’obiettivo portare almeno 100.000 persone nella capitale il prossimo 15 aprile. Il problema che si sono posti i consiglieri dell’opposizione è se spetta al comune di Roma, al sindaco del “Continente nero” o ai vicini della Fao affrontare questo tema. Con i soldi della comunità. (pal)