sabato 6 marzo 2004

Gli ultras dei "girotondi" abitano a Parigi

Il Velino del 6 marzo 2004
Perché "Le Monde" è più antiberlusconiano di Moretti?
di Lanfranco Palazzolo

Roma, 6 mar (Velino/Cultura) - “La vérité s’il vous plait”. I quotidiani francesi sono da sempre molto critici nei confronti del governo italiano. E gli attacchi della stampa d’oltralpe sono stati spesso oggetto di studio e di ricerca. Perché tanto livore nei confronti dell’Italia? Anche gli italiani normali hanno cercato una risposta alle critiche degli ambienti giornalistici e culturali d'oltralpe senza riuscire a dare una risposta esauriente. In questi ultimi tre anni, la linea di tendenza non è mai cambiata, pur con qualche piccola eccezione e su Le Monde del 30 marzo del 2002 troviamo un’analisi di Daniel Vernet che aveva fatto incavolare non poco il ministro della Cultura francese del Governo Jospin, Catherine Tasca. Scriveva Vernet: “La sinistra francese ha la tendenza ad essere più antiberlusconiana degli antiberlusconiani italiani, dimenticando che il Cavaliere aveva iniziato la propria carriera politica nella scia del partito socialista di Bettino Craxi e che aveva ricevuto in regalo la quinta rete televisiva dalle mani di Francois Mitterand”. Da questo amarcord, Vernet ricavava la conclusione che “la sinistra francese ha sempre riversato sui suoi compagni transalpini miti e illusioni che hanno falsato le sue analisi sulla situazione politica. Ancora oggi, essa si mostra volentieri più radicale nei confronti di Berlusconi di quanto non lo siano i rappresentanti dell’opposizione italiana”. Ma quella di Vernet è stata una voce nel deserto.
Se si guarda bene a cosa è accaduto ai quotidiani d’oltralpe dopo la vittoria della Cdl nel 2001 si scopre che molte analisi hanno ruotato attorno al’interrogativo se l’affermazione del centrodestra italiano possa essere paragonata all’avvento di De Gaulle al potere il 13 maggio del 1958. Questo parallelismo, nonostante qualche riflessione critica come quella che abbiamo citato, non ha certo contribuito a modificare una linea di contrasto acritico divenuta sempre più arrogante e pretestuosa. Soprattutto da parte di Le Monde, il più influente quotidiano francese sulla scena internazionale anche perché controlla, attraverso Le Monde pubblications international, il 100 per cento di Corriere International]/C]. Quest’ultimo periodico rilancia con costanza maniacale tutto quanto viene scritto contro Berlusconi, e i commenti di Repubblica trovano sempre una compiaciuta ospitalità. Non basta: Le Monde possiede il 51 per cento di Le Monde diplomatique, che a sua volta possiede il 34 per cento di Politis editionsSA, editore della rivista Politis, settimanale francese vicino ai movimenti e alle campagne per un'economia solidale. Il fondatore di questa rivista si chiama Bernerd Langlois ed è tra i membri fondatori dell’associazione Attac (associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e per l’aiuto ai cittadini), il faro dell’antiglobalizzazione. Nell’elenco dei fondatori di Attac si trova anche il Syndicat de la Magistrature (SM), il sindacato di sinistra dei magistrati francesi che intrattiene ottimi rapporti con Magistratura democratica. Forse una prima risposta potrebbe essere data partendo proprio da questi intrecci.
Non stupisce allora se il 18 giugno del 2003, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea Le Monde dedica una seconda pagina effigiata con il vetriolo al Cavaliere per denunciare sottolinea che Berlusconi “è un intrattenitore, un imbonitore, un trasgressore, più verosimilmente Giano bifronte. Un miscuglio tra antico e nuovo che ne fa un fenomeno sconcertante ed esplosivo”. Non è un caso che anche Repubblica abbia ripreso questo articolo, sia pure con ben dieci giorni di ritardo (vedi a pagina dieci del quotidiano fondato da Eugenio Scalari, edizione del 28 giugno). Liberation era stato addirittura più duro nei confronti di Berlusconi con la copertina apparsa il 4 maggio del 2001 e il titolo cubitale: “E pericoloso”, con la “e” senza accento. Jacques Almaric aveva scritto sul premier italiano: “Affarista fino al midollo, silenzioso sulle origini della sua immensa fortuna, risparmiato di volta in volta dalla giustizia”. Da allora sui media francesi, soprattutto su Le Monde, scorazzano gli antiberlusconiani di professione. I Tabucchi e gli Scalfaro. Ma il più presente è Nanni Moretti, che il 13 febbraio del 2002 informa: “Si è permesso a Berlusconi, caso unico nel mondo democratico, di avere tre canali televisivi nazionali. E, contro le leggi in vigore, di venire eletto, per diventare Presidente del Consiglio e di qui a qualche anno, perché no, Presidente della Repubblica”. Una guerra mediatica.
All’inizio abbiamo ricordato una delle poche eccezioni di un tentativo di analisi oggettiva del fenomeno Berlusconi da parte di un collaboratore di Le Monde. Se ne potrebbe citare una seconda. Se si legge l’edizione del 28 novembre del 2003 si troverà un pezzo nel quale è scritto che la riforma Moratti di scuola e università “ha rivitalizzato un sistema obsoleto”. Ma le agenzie di stampa non hanno rilanciato questo articolo, Nanni Moretti non ne ha parlato con i girotondini e Repubblica non lo ha ripreso. Chissà se almeno i lettori di Le Monde se ne erano accorti.

(Lanfranco Palazzolo) 6 mar 2004 12:00