mercoledì 1 dicembre 2004

L'ex segretario del PLI nella Margherita

Zanone, un nuovo petalo della Margherita bipolare
Il Velino del 1 dicembre 2004
di Lanfranco Palazzolo

Roma - Arriva anche Valerio Zanone e nella Margherita si riaccende lo scontro tra laici e cattolici. L’ex leader del Partito liberale italiano entra nel partito guidato da Francesco Rutelli affiancandosi al petalo di Enrico Manca. Zanone è stato l’unico segretario del vecchio pentapartito risparmiato dalla scure dei giudici di “mani pulite” e in dieci anni ha conseguito un record invidiabile: quello dei ritorni alla politica. Era ritornato nel 1996 in occasione delle elezioni politiche e lo avevano candidato come capolista in rappresentanza della federazione liberale nell'Unione democratica di Antonio Maccanico e dei Popolari di Gerardo Bianco: “Se fossi andato in un collegio uninominale avrei dovuto chiedere i voti a Rifondazione comunista. Il che mi imbarazzava” (Il Giornale, 21 novembre 1998). Non viene eletto. Zanone era “ritornato” anche per le europee del 1999 spiegando che “la disaffezione nei confronti della politica si sente andando in giro in questi giorni per l’Italia ed è forte” (Corriere della Sera 9 giugno 1999). Non viene eletto. Nel 2002 appoggia il centrosinistra a Genova e spiega: “L’Italia ha ancora bisogno dei liberali perché niente va dimenticato in questo paese giovane che è stato paralizzato per un’intera generazione dal fascismo” (Il Secolo XIX, 5 marzo 2002). Ma il liberalismo di centrosinistra non sfonda e i vecchi protagonisti del Pli restano ai margini della vita politica dell’Ulivo. Del resto, La neonata “Associazione per la democrazia liberale” si è presentata nella Margherita di Rutelli in questo modo: “Non vogliamo essere un nuovo partito, né una corrente di partito”. Questa “nuova cosa” all’interno della Margherita oggi è autorizzata a chiamarsi “petalo”. E nel partito sono in molti a storcere il muso, ma pochi a dirlo apertamente. Se non altro perché questo ingresso alimenta le polemiche tra laici e cattolici nella Margherita e indebolisce la corrente popolare. Non va dimenticato che Zanone è stato “tra i pochissimi che non hanno votato il concordato di Craxi” (L’Opinione, 31 agosto 2004) e si è dichiarato a favore del referendum sulla procreazione assistita. Infatti, il vicepresidente dei deputati della Margherita Franco Monaco ha spiegato che quella inaugurata da Rutelli è “l’idea di un’articolazione Margherita in componenti organizzate riconducibili alle tradizionali culture politiche”. Per il parlamentare, questa situazione conduce “all’estremo di distinguerci tra laici e cattolici”. Una versione singolare del bipolarismo. (pal)