mercoledì 13 luglio 2005

Giolitti leghista? Interpretazione di uno statista

Ritratto inedito dello statista di Dronero
ne "L'azzardo del 1915", di Lanfranco Palazzolo
"Il Velino" cultura del 13 luglio 2005

Roma, 13 lug (Velino) - Nell’ultimo libro pubblicato dallo storico Gian Enrico Rusconi dal titolo L’azzardo del 1915 – Come l’Italia decide la sua guerra (Il Mulino) viene pubblicato un ritratto inedito di Giovanni Giolitti. L’opera dello studioso è interessante perché permette di capire le ambiguità e le incertezze che hanno accompagnato l’atteggiamento dell’Italia alla vigilia dell’entrata nella Prima guerra mondiale. Il libro permette anche di avere un ritratto inedito di Giovanni Giolitti, uno dei politici più abili dell’inizio dello scorso secolo. In alcune parti del libro vengono raccontati i tentativi di Giolitti per evitare che l’Italia entrasse in guerra contro i suoi alleati nella Triplice alleanza (Germania e Austria-Ungheria) e restasse neutrale. Lo scontro tra Giolitti e l’allora presidente del Consiglio Antonio Salandra. Il capo del Governo è un convinto interventista, e non vuole perdere l’occasione di allearsi con gli inglesi e i francesi per entrare in guerra. Il 18 maggio del 1915, sei giorni prima della guerra, Giolitti incontra Olindo Malagodi, direttore del quotidiano La Tribuna e si rende conto che la partita per l’entrata in guerra è quasi persa. In quella circostanza, l’ex presidente del Consiglio si rende conto di essere stato giocato da Salandra al quale Giolitti aveva dato la fiducia nel marzo precedente in Parlamento: “Salandra venne da me prima di quel voto e si mostrò d’accordo con me in tutto. Mi assicurò che il Governo avrebbe perseverato nei negoziati senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà inerenti alla questione. Non mi nascose che Sonnino (ministro degli Esteri, ndr) gli pareva propenso alla guerra; ma lui l’avrebbe trattenuto. È stato tutto un inganno, da pugliese”. Gian Enrico Rusconi è imbarazzato per questa citazione: “Le confesso che non avrei voluto scrivere questa frase. Ma alla fine ho pensato che non fosse giusto omettere le parole di Giolitti”. Rusconi aggiunge che “quello di Giolitti non era razzismo nel senso leghista del termine. Certo, Giolitti poteva risparmiarsi quella battuta. Non è una frase encomiabile. La sostanza politica però è che Giolitti era convinto che il Governo si facesse guidare dai suoi consigli. Ma in realtà è Salandra a ingannare Giolitti”.

(pal) 13 lug 2005 12:17