lunedì 19 dicembre 2005

E un bel giorno Rutelli incontrò Calvi

Finanziapoli, quando Rutelli incontrava (segretamente) Calvi
Il Velino del 19 dicembre 2005
di Lanfranco Palazzolo


Roma - Le vicende legate all’inchiesta sulla scalata della compagnia bolognese alla Bnl, che vede indagato l’amministratore delegato di Unipol Giovanni Consorte, hanno provocato una serie di critiche contro i Democratici di sinistra, soprattutto da parte dei loro principali alleati della Margherita con i quali i post comunisti dovrebbero costruire il Partito democratico. Nel sito Margheritaonline.it il festival della soddisfazione per i problemi che ha incontrato Unipol nella scalata della Bnl è iniziato da qualche giorno. Basta andare nello spazio dei forum per leggere Kalash che scrive: “Bene bene. Ora che i nodi vengono al pettine, vorrei che qualcuno di coloro che, da illuminati della politica, mi avevano spiegato che l'operazione era ‘perfettamente lecita’, in piena sintonia col mondo e gli scopi delle Cooperative, e soprattutto assolutamente avulsa dal contesto politico (Fassino telefonava a Consorte per augurargli la buonanotte), si facessero avanti, e mi trovassero nuove spiegazioni. Se la politica del futuro deve essere questa, fermiamola subito. Ha ragione Parisi quando parla di ‘questione morale’; e il futuro Pd (partito democratico, ndr) dovrebbe prendere le distanze da questo modus operandi”. Aguate gli viene subito dietro e sottolinea: “Beh, questo è il riformismo che va di moda...No?”. Matthelm aggiunge qualche ora dopo: “...e, ma come tu sai, se a fare certe cose è la sinistra tutto è lecito”. Ma qualche difensore della Quercia spunta fuori e spiega che non bisogna gioire sulle disgrazie altrui, come fa RiccardoP: “O facciamo gli alleati critici ma leali, o passiamo al centrodestra e facciamo continuare la strada al Silvio, che lo vogliamo o meno, non siamo la maggior forza della coalizione, e i nostri armadi non sono privi di scheletri”. Alla fine arriva il filosofo che cerca di mettere tutti d’accordo. Per Ranvit occorre un certo equilibrio di giudizio: “Concludo dicendo che nel caso specifico (Unipol) non conosco i dettagli e credo che sia ancora presto per emettere giudizi. Ma vale quanto detto prima: nessun partito è esente…quindi nessuno si senta più ‘morale’ degli altri e facciamo sempre fronte comune contro i corruttori o corrotti, concussori o concussi”. Intanto il leader della Margherita Francesco Rutelli continua i suoi appelli alla legalità, e prende le distanze. “Il Parlamento deve approvare subito la legge sul risparmio”, “la politica deve rimanere estranea a scalate, cordate e interessi affaristici” diceva qualche giorno fa, ospite di Riccardo Berti, a Batti & Ribatti. Affermazioni nette, frutto forse di un'esperienza vissuta dallo stesso Rutelli più di vent'anni fa, ricordata in una biografiia che ricostruisce i passaggi della sua ormai lunghissima vicenda politica. Alla vigilia del fallimento del banco Ambrosiano, il presidente Roberto Calvi si impegnò in una serie di incontri con esponenti politici. In Cicciobello del potere (Kaos edizioni), l’anonimo Lucio Giunio Bruto racconta che quando all’interno del partito Radicale - partito nel quale Rutelli militava - scoppiò una furibonda polemica con il gruppo del partito che voleva avvicinarsi alle posizioni del Psi, Geppi Rippa, in polemica con Pannella, rivelò che nella primavera del 1981 l’allora segretario del partito radicale Francesco Rutelli aveva incontrato presso la sede romana del Banco Ambrosiano in via del Tritone proprio Roberto Calvi. Francesco Rutelli chiese di fare l’incontro presso la sede del partito radicale, ma il banchiere propose e ottenne - secondo quanto è stato riferito - di far svolgere l’incontro presso la sede capitolina della sua banca. Sull’incontro Rutelli e Spadaccia, che lo aveva accompagnato, non pubblicarono alcun comunicato stampa. Dopo le rivelazioni di Rippa, Rutelli è costretto a spiegare cosa era effettivamente accaduto. Lo fa sulla rivista trimestrale Libertaria (Inverno 1993) nella quale spiega con filosofia: “Nella vita – e anche nella politica – non su tutte le cose si fa un comunicato stampa. Soprattutto quando l’argomento può prestarsi a speculazioni. Abbiamo accettato questo incontro perché ci veniva richiesto e perché non avevamo niente in contrario a stare a sentire chi voleva parlarci, fosse Calvi, fosse Curcio o fosse Freda. O fosse Andreotti. Ogni giorno, nel palazzo e fuori, si incontra tanta gente equivoca, questo non ci impedisce di rimanere puliti, diversi e loro avversari, com’è noto”. (pal)