sabato 3 giugno 2006

Da che parte sta il cielo di Rino Gaetano?

Zuffe ideologiche. Era nero o rosso il cantante Rino Gaetano ?
IL VELINO CULTURA del 3 giugno 2006
di Lanfranco Palazzolo

Roma, 3 giu (Velino) - Il “cielo” di Rino da che parte sta? Ricordare un cantautore che non c’è più è sempre un atto meritorio. Ma se il ricordo coincide con un interesse di carattere politico possono sorgere delle perplessità. A 25 anni dalla scomparsa di Rino Gaetano due quotidiani politici, il Secolo d’Italia e l’Unità, ricordano l’artista annotando l’appuntamento del 7 giugno all’Auditorium di Roma dove verranno eseguite le canzoni del cantautore. Non è una novità lo scontro dei partiti politici su Rino Gaetano. I Democratici di sinistra fanno ascoltare nelle manifestazioni che organizzano Il cielo è sempre più blu e questo comportamento non è piaciuto a Forza Italia. Il consigliere regionale degli azzurri Claudio Bucci aveva contestato questa scelta nel corso della campagna elettorale delle elezioni europee: “Gaetano è un patrimonio di tutti. Non ci sono artisti di destra o di sinistra. L’artista può essere schierato, ma l’espressione del suo talento è senza bandiere” (Corriere della Sera, 20 aprile 2004). Lo stesso giorno si era mobilitato anche Il Secolo d’Italia che aveva parlato di “scippo” e scrivendo che “in fatto di randagismo canoro la Quercia ha un curriculum invidiabile. Da quelle parti si canta di tutto. Si va dall’internazionale a Jovanotti, passando per La storia siamo noi di De Gregori”. A pagina 20 dell’edizione di giovedì scorso , l’Unità ha intervistato Gianni Cuperlo, responsabile della Comunicazione della Quercia che interpreta il senso della canzone di Gaetano: “È un brano positivo, noi lo abbiamo letto così e funziona molto. Purtroppo non possiamo chiedere a Gaetano cosa ne pensa. Ma credo anche che le canzoni non si possono spiegare fino in fondo: si capiscono come si capisce o non si capisce una barzelletta”. Una frase singolare da parte di Cuperlo che poche righe prima aveva detto che Gaetano “era un talento anche nel linguaggio”. Il ritratto di Federico Gennaccari sulle pagine del Secolo d’Italia risulta forse più corretto perché ha il merito di non arruolare Gaetano in An. Sul giornale di An, diversamente da l’Unità, non c’è la volontà di interpretare con la chiave di lettura di oggi i testi di Rino Gaetano. Anzi, il quotidiano di An storicizza il significato delle parole e della musica di Gaetano negli anni in cui è vissuto parlando di “un figlio del settantasette, un figlio del popolo che non risparmiava sberleffi e doppi sensi nei confronti del palazzo, in piena fase di compromesso storico, e di tutti i partiti, compreso il Pci. E quindi, con un simile biglietto da visita, davvero non poteva essere ricordato dall’intellighenzia politica e canora”. L’allusione del Secolo è al brano Nontereggaepiù bollato da molti come un attacco qualunquista alla classe politica italiana di allora e anche al Pci che veniva citato nella canzone. Ma l’Unità finge di non ricordarlo scrivendo che la canzone “non venne capita subito, tanto da attirargli infondate accuse di qualunquismo”.

(pal) 3 giu 2006 10:12