mercoledì 7 giugno 2006

I bianconeri e quel precedente del 1913

Quell'escamotage che già una volta salvò la Juve dalla B
di Lanfranco Palazzolo
Il Velino el 6 giugno del 2006

Roma, 7 giu (Velino) - Nei giorni che precedono il campionato del mondo tutti si chiedono quale sarà la sorte della Juventus nel prossimo campionato e se sarà costretta dalla giustizia sportiva giocare in serie B. I mezzi di informazione parlano chiaramente di prima retrocessione della squadra bianconera, mentre si tratterebbe della seconda retrocessione. Sono in pochi a sapere che la squadra piemontese era già retrocessa nella stagione calcistica del 1913, quando ancora non esisteva il girone unico per la serie A. A questo proposito va detto che i dirigenti della Juventus non hanno mai nascosto in passato questo episodio come testimonia la testimonianza di Giampiero Boniperti nel libro La storia della Juventus a cura di Bruno Perucca, Gianni Romeo e Bruno Colombero, uscito nel lontano 1988 con la casa editrice fiorentina Casa dello sport. Infatti, nell’anno che precedette lo scoppio del primo conflitto mondiale in Europa la Juventus faceva parte del girone piemontese dell’Italia settentrionale con il Pro Vercelli, il Casale, il Torino, il Piemonte e il Novara. Gli altri gironi dell’Italia settentrionale erano quello Ligure-Lombardo e il veneto-emiliano. I bianconeri si classificarono all’ultimo posto del girone con soli tre punti rispetto ai 19 punti della prima classificata: il Novara. La Juventus si era classificata ultima anche due stagioni prima nel 1911, ma in quel campionato non era ancora entrata in vigore la retrocessione. Quella del 1913 fu una sconfitta amara per la Juventus. Ma la retrocessione per la squadra bianconera durò pochissimo per “merito” dell’ingegner Umberto Malvano. L’ingegnere era un ex giocatore di Juventus e Milan, aveva le giuste conoscenze: grazie ad alcuni prolungati contatti con l’ex vicepresidente federale Giovanni Mauro e il fratello Francesco (dirigente interista) su incarico dei dirigenti bianconeri, riuscì a far ripescare la Juventus in serie A.
Alla fine della stagione, i dirigenti della squadra erano sconcertati per l’esito disastroso di quel campionato ed erano decisi a sciogliere la società calcistica. La prima riunione dei dirigenti della Juventus dopo il campionato fu molto tesa. Infatti, vi fu il rischio che la seduta degenerasse in rissa tanto che alla porta dello studio in cui si riunirono i dirigenti fu messo un ragazzo incaricato di chiamare la polizia se vi fossero stati accenni di rissa. Nel corso della riunione, arrivò nell’ufficio della Juventus, nell’attuale via Verdi vicino al teatro regio, l’ingegner Malvano che comunicò ai presenti che la retrocessione era stata evitata. Infatti, nel nuovo girone lombardo-Piemontese appena costituito era stato possibile inserire la Juventus perché nel campionato successivo le squadre di quel girone erano dispari. Grazie a questo escamotage la Juventus tornò immediatamente in serie A. L’anno successivo la Juventus si sarebbe comportata meglio. L’aria della Lombardia fu molto salutare per i bianconeri che chiusero la stagione senza vincere il campionato, ma arrivarono al secondo posto dietro l’Internazionale raccogliendo ben 28 punti. Tre punti in meno dei nerazzurri. Ma da allora in casa juventina non si parlò più di retrocessione.

(pal) 7 giu 2006 15:50