venerdì 3 novembre 2006

E Prodi-Napolitano mandarono l'esercito a Napoli

Napoli 97, quando Prodi e Napolitano
mandarono l'esercito
--IL VELINO--3 novembre 2006
di Lanfranco Palazzolo

Roma - Oggi il centrosinistra dichiara che non è il caso di inviare le nostre forze armate a Napoli, ma nel luglio del 1997 prevalse un punto di vista di segno opposto. Anche allora a Palazzo Chigi c'era Romano Prodi, che fece approvare in meno di venti giorni un decreto grazie al quale veniva inviato l’esercito a Napoli nell’ambito dell’operazione “Partenope 2”. Il decreto fu poi convertito il 22 luglio del 1997 alla Camera e il 30 luglio al Senato. Il costo dell’operazione fu di sette miliardi. Però, tutti i partiti rappresentati nel Governo Prodi erano d’accordo (tranne Rifondazione che si astenne). Partecipando al vertice Nato del 7 luglio del 1997 Prodi disse che quella scelta era frutto di “una decisione unanime e immediata” del governo e che sarebbe servita a “sostituire carabinieri e poliziotti nella protezione degli uffici pubblici, in modo che questi possano fare il lavoro che è loro più proprio”. Il ministro dell'Interno dell'epoca, Giorgio Napolitano, nel giorno in cui il decreto 215 del 1997 fu votato alla Camera il 22 luglio del 1997, dichiarò: "La decisione adottata dal Governo e ora sottoposta all'approvazione della Camera costituisce un aspetto e uno sviluppo significativo del più generale impegno che stiamo da tempo portando avanti di rafforzamento della lotta contro la camorra e ogni forma di criminalità nella città e nella provincia di Napoli, in una più ampia visione metropolitana e regionale. Abbiamo voluto dare un nuovo segno di preoccupata e solidale attenzione dello Stato e della comunità nazionale verso i cittadini di Napoli e verso tutti coloro che operano in condizioni difficili in quella provincia, in quell'area e in Campania, con l'invio di un contingente dell'esercito che liberasse da compiti di vigilanza fissa circa 300 unità delle forze di polizia da impiegare in attività di contrasto della criminalità sul territorio e, più in generale, concorresse a un clima di maggiore sicurezza per la popolazione...". (pal)