lunedì 20 novembre 2006

Parla il Presidente del Pri

Finanziaria, La Malfa: Opera di imbroglioni e incompetenti
--IL VELINO--20 novembre 2006

di Lanfranco Palazzolo

Roma - Solo degli imbroglioni e degli incompetenti possono pensare che con l’aumento delle tasse migliorerà la situazione economica del paese. Questo è l’impietoso giudizio del presidente del Pri Giorgio La Malfa che sulla Finanziaria dichiara al VELINO: “Il voto di fiducia era inevitabile. Quando una legge Finanziaria è composta da oltre 217 articoli e il governo la imposta male, con tali dimensioni, la fiducia è l’epilogo naturale. Sia la maggioranza sia l’opposizione hanno presentato la stessa mole di emendamenti. Bisognerebbe fare una legge di 30 articoli. Inoltre il governo è arrivato alla Finanziaria senza aver fatto un vero accordo nel corso del Consiglio dei ministri. Il vero spettacolo sono stati gli emendamenti della maggioranza presentati per conto dei ministri scontenti del governo Prodi: il ministro Mussi è scontento per l’università e fa presentare degli emendamenti; il ministro Di Pietro è scontento per le strade e fa presentare degli emendamenti; il ministro Mastella fa altrettanto. E così via”.

Quindi hanno trasformato il Parlamento nel Consiglio dei ministri...

“Esatto. Hanno fatto alla Camera, e faranno al Senato, quello che avrebbero dovuto fare nel Cdm. Questa situazione evidenzia come non ci sia una guida politica per questo governo. Il presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro sono due tecnici e la politica non sanno farla, non sanno dove sia di casa”.

Lei ha sostenuto in più occasioni che si tratta di una Finanziaria che frustra ogni ambizione di sviluppo...

“È così poco favorevole allo sviluppo che, in base alle cifre ufficiali del governo, si stima che l’anno prossimo il reddito dovrebbe crescere dell’1,3 per cento e non dell’1,55 come prevede la tendenza economica. E nel 2011 crescerebbe dell’1,7, cioè la metà di quanto cresce in Irlanda, in Spagna e in Inghilterra. È il governo stesso che lo dice candidamente. Nessun governo cade dopo sei mesi. Ma basta vedere i sondaggi di opinione per capire che questo è un governo spacciato”.

Qual è l’aspetto più duro della manovra?

“Le tasse non fanno crescere un paese. La lotta all’evasione conclamata come se fosse un ‘Sacro Graal’ è una cosa che ucciderà il prelievo fiscale. Come ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, questa Finanziaria porta la pressione fiscale ai livelli più alti della storia. Se un governo permette questo incoraggia l’evasione fiscale che si combatte abbassando le aliquote. Soltanto degli imbroglioni e degli incompetenti possono pensare che prima possono aumentare le tasse e poi, quando la gente ha pagato, le abbasseranno. Nel frattempo queste persone avranno dichiarato il loro fallimento. È chiaro che il Paese è in rivolta contro questo governo”.

Quanto è stato importante per Prodi il giudizio del Fmi?

“Il giudizio degli ispettori di Washington è legato semplicemente al fatto che l’Italia rientri automaticamente nei parametri di Maastricht. Ma se l’Italia ci rientra viva o morta al Fmi non interessa. Può darsi che con queste misure si vada sotto il 3 per cento, ma con questa politica non si rientra nella crescita, nello sviluppo, nell’aumento dell’occupazione. Personalmente, andando in giro per l’Italia, non ho trovato nessuno, nelle categorie tradizionalmente vicine al centrosinistra, che parla bene di questa Finanziaria”.

Eppure Confindustria sembrava aver incoraggiato l'avvio di una fase politica nuova...

“Il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo ha fatto il tifo perché questo governo nascesse. Il fatto che Confindustria abbia cercato di far vincere un governo con Rifondazione comunista resta un mistero. Ma da quel giudizio favorevole siamo passati a un giudizio molto negativo. È chiaro che Montezemolo si arrampica sugli specchi perché oggi sente su di sé una base industriale che è furibonda per questo esecutivo. E quindi si trova in grande difficoltà. Sono contraddizioni che alla lunga si chiariranno”. (pal)