martedì 16 gennaio 2007

"Io credo" di vincere a Sanremo

Musica e politica, quando l'onorevole sogna di vincere Sanremo
--IL VELINO SERA-- 16 gennaio 2007

di Lanfranco Palazzolo (A sinistra, l'on Turnaturi)

Roma - Chissà perché, la politica non ha mai avuto un buon rapporto con il festival di Sanremo. L’edizione di quest’anno si è distinta per l’esclusione di una canzone “scritta” da Rita Levi Montalcini ed eseguita dai Jalisse. Eppure, in passato c’è stato un parlamentare che ha corso il rischio di vincerlo davvero il festival di Sanremo, entrando nella serata finale. Si trattava di Francesco Turnaturi, deputato della Democrazia cristiana scomparso nel gennaio del 2005. Il parlamentare voleva andare al festival con una sua canzone e aveva anche il sogno segreto di battere tutti gli altri concorrenti. Nel 1975, annus horribilis del festival di Sanremo, Turnaturi, già sottosegretario alla marina mercantile nel governo Tambroni e al Lavoro in quello Leone, riuscì a far ammettere il suo brano dal titolo “Io credo”. Una sorte diversa, dunque, dal testo della Montalcini, che figura tra i “grandi esclusi” di quest’anno insieme con Alda Merini, che non vedrà eseguita la sua canzone “Sull'orlo della grandezza”, l’astrofisica Margherita Hack e il poeta Edoardo Sanguineti. Turnaturi non era un parlamentare come gli altri che erano immersi nel dibattito politico dalla mattina alla sera. Il deputato amava rifugiarsi da solo nel Transatlantico per scrivere le sue canzoni. Una volta che la commissione approvò il suo motivo non restava che scegliere il cantante. Turnaturi sperava che Gianni Nazzaro o Peppino Gagliardi scegliessero di eseguire il suo brano. Ma le cose non andarono bene da questo punto di vista. La canzone fu cantata da Nico dei Gabbiani, al secolo Nino Tirone che cercava di rinverdire il successo di “Cento campane”, il brano che fu portato al successo da Lando Fiorini all’inizio degli anni Settanta. Il brano “Io credo” era un motivetto melodico che parlava della necessità di avere fiducia nella vita nonostante le avversità della vita. Nonostante l’iniezione di fiducia, la canzone si classificò all’ottavo posto in quell’edizione anonima. Per capire la levatura dei brani dell’epoca basterebbe scorgere chi si classificò prima di “Io Credo”. Per esempio, al quarto posto spiccava il brano “Come Humphrey Bogart” eseguito da Franco e le Piccole Donne. Sia Turnaturi, sia Nico Tirone abbandonarono i loro sogni di gloria. Il primo non avrebbe mai più visto un suo motivo eseguito a Sanremo, mentre Nico dei Gabbiani ci sarebbe tornato qualche anno dopo per curare i collegamenti della trasmissione Domenica In con il festival. (pal)