lunedì 22 gennaio 2007

Un poeta contro la Coca-Cola

La Coca cola e il massacro di piazza Tienanmen
--IL VELINO SERA--22 gennaio 2007
di Lanfranco Palazzolo

Roma - Edoardo Sanguineti, candidato alle primarie del centrosinistra per il comune di Genova, non finisce mai di stupire. Ieri è intervenuto sul massacro di piazza Tienanmen nel 1989 criticando gli studenti cinesi che protestavano contro il regime comunista: “Quelli erano veramente dei ragazzi, poveretti, sedotti da mitologie occidentali, un poco come quelli che esultarono quando cadde il muro; ma insomma, erano dei ragazzi che volevano la Coca Cola”. Una lettura a dir poco riduttiva rispetto alle motivazioni della rivolta, questa di Sanguineti, che peraltro non ha giustificato il massacro consumato dall’esercito di Pechino. E ci mancherebbe. Ma la battuta del poeta è indicativa dell’odio di una certa sinistra contro la Coca cola, diventata un simbolo dell’impero del male. Un odio che allunga le sue radici nel tempo. Negli anni Cinquanta Antonello Trombadori, storico dirigente del Pci, si rifiutava di citare quella bevanda definendola su Vie Nuove come la “Bibita zeta-zeta”. Lo stesso Palmiro Togliatti, nel corso di un intervento alla Camera dei deputati contro il Patto Atlantico, si rivolse a un parlamentare della Dc così: “Onorevole Tonengo, si auguri che con l’approvazione della Nato non venga approvata qualche clausola segreta con la quale s’imponga persino a lei di bere la Coca cola anziché il vino dei colli dell’astigiano”. Le cose oggi non cambiano di molto. Se durante il fascismo, ci furono alcuni professori che non giurarono fedeltà al fascismo, oggi abbiamo docenti universitari che decidono di bandire la bevanda dall’Università RomaTre, come è accaduto nel corso della riunione del Senato accademico dell’ateneo nel marzo del 2005. Anche al Comune del kennediano Walter Veltroni la Coca cola è stata boicottata. Hanno messo al bando la bibita gli uffici del VI, del X e dell’XI municipio (vedi Repubblica del 10 marzo del 2005). Lo scrittore Vittorio Emiliani precisa sull’Unità del 15 marzo del 2005 che per essere critici contro la Coca cola “non c’è poi bisogno di essere antiamericani”. Emiliani ha ragione: basta essere militanti di una certa sinistra. Nel novembre del 2005, ben dodici consiglieri comunali (Rc-Lega-DS-Pdci e Verdi) sono riusciti a far approvare un ordine del giorno in cui si auspica "l’esclusione delle bevande prodotte dalla Coca-cola" negli uffici dell’amministrazione comunale. Repubblica del 26 novembre del 2005 riferisce che Fausto Bertinotti ha rifiutato un invito a visitare gli stabilimenti della multinazionale americana in Colombia. Infine, tra gli avversari della Coca cola troviamo anche il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. L’esponente del governo Prodi non vuole che “la fuoriclasse cup”, un programma didattico-sportivo per gli studenti sponsorizzato dalla Coca cola, sia pubblicizzato dalla multinazionale americana: “Troppe convenzioni, la scuola non è un franchising, occorre rivedere tutto”. Sanguineti approverebbe. (pal)