giovedì 1 febbraio 2007

L'antisemita Celine e quella insolita alleanza tra "Il Secolo" e "Liberazione"

Il Velino cultura del 1 febbraio del 2007, di Lanfranco Palazzolo
(A destra il poeta Louis-Ferdinand Cèline, 1894-1961)
Roma, 1 feb (Velino) - Non capita tutti i giorni che un apprezzato esponente dei Democratici di sinistra come Gianni Borgna, ex assessore alla Cultura del Comune di Roma, sia attaccato dal quotidiano del suo partito e difeso da Il Secolo e da Liberazione. L’insolita alleanza è nata a seguito di un'intervista che lo storico della musica ha concesso al giornale di Alleanza nazionale, sabato 27 gennaio. “Per me la pregiudiziale antifascista appartiene al passato” ha dichiarato, e fin qui nulla di male. Ma nel corso dell’intervista Borgna definisce lo scrittore Louis-Ferdinand Cèline (1894-1961), insieme ad altri autori, come “il lievito della mia formazione”. È bene ricordare che Cèline è stato anche un poeta antisemita.
Di lui Carlo Bo ha scritto: “Negli anni Trenta, Céline vantava (forse più di ogni altro) un bel curriculum di antisemita, ma dopo il Quaranta andò oltre imboccando un razzismo scientifico, quale a suo avviso neppure i nazisti osavano sperare…Non si può non continuare a chiederci come mai uno scrittore di quella forza e di quella novità si sia lasciato trascinare da uno spirito più che polemico, predicatore di morte e di rovine”. Il quotidiano l’Unità non è rimasto con le mani in mano e ha deciso di attaccare quel “traditore” di Borgna domandandosi perché nel giorno della memoria, Borgna non abbia preferito lievitare con Primo Levi o Simon Weil”. L’interrogativo è più che legittimo. Ma l’attacco de l’Unità non è stato gradito dal quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione.
Sul giornale del Prc, il 30 gennaio, viene pubblicato un articolo di Renzo Paris nel quale si ricorda che Cèline “fu il più grande romanziere del novecento” e che l’autore di Viaggio al termine della notte “è stato sdoganato da tempo dalla sinistra!”. Paris cita questa frase senza parlare dello sdoganatore. Probabilmente lo ha fatto pensando ad una frase di Cèline: “Tutto quello che è interessante accade nell'ombra” (Viaggio al termine della notte). Se si legge il libro intervista Il ragazzo con la maglietta a strisce (rossonere) pubblicato da Aliberti, scritto con Wilma Labate, si scopre che segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti disse quanto segue sull’autore francese: “Cèline è bello, nel senso che raggiunge una forma artistica alta e comunicativa seppure tragica…”, aggiungendo che “ho imparato leggendo Cèline l’intollerabilità della sinistra, di certa sinistra”. Il 26 novembre del 2005 Il Secolo invita il segretario di Rifondazione comunista a meditare sulla sua collocazione politica. Chissà che non ci stia pensando oggi Borgna dopo l’attacco de l’Unità.

(Lanfranco Palazzolo) 1 feb 2007 12:19