venerdì 8 giugno 2007

Il canadese che affondò il leader degli U2

Harper, il conservatore che disse no a Bono
IL VELINO SERA, 8 giugno 2008
di Lanfranco Palazzolo

(A destra Bono depresso per il mancato incontro con Harper)

Roma - A molti osservatori che stanno seguendo il G8 di Rostock è sembrato strano il rifiuto del premier canadese Stephen Harper che ha evitato l’incontro con Bob Geldof e il cantante degli U2 Bono che si trovano nella località tedesca per parlare di Africa e di povertà. Lo statista di Ottawa e leader del Partito conservatore ha preferito risparmiarsi l’incontro con il cantante degli U2. Harper è un uomo politico molto pratico che non ama molto concedersi agli incontri con le celebrità dello spettacolo. Del resto le sue parole non lasciano spazio ad equivoci: “Se sono qui è perché voglio incontrare gli altri membri del G8. Questa è la mia priorità”. Harper è il principale esponente politico del Partito conservatore canadese e guida un governo di minoranza dopo aver vinto le elezioni federali del 2006. Harper sa benissimo di quali appoggi goda Bono negli ambienti laburisti britannici. Tutti ricordano che nel 2000 il cantante fu ricevuto da Massimo D’Alema anche grazie all’intercessione di Tony Blair. Ma di questi aspetti della politica Harper preferisce infischiarsene convinto che non debba essere la musica a risolvere i problemi dell’Africa o a proporsi come mediatrice per risolvere i problemi del mondo. Harper è un politico molto pratico che bada al sodo. Lo statista è riuscito a fare quello che Piero Fassino e Francesco Rutelli provano a fare nel centrosinistra. È riuscito a mettere insieme i due principali partiti del centrodestra: L’Alleanza e il Partito Conservatore Progressista. L’intesa tra le due forze viene ratificata nel 2003 con la nascita del Partito conservatore. I punti comuni tra Harper e Berlusconi sono diversi. Il premier canadese è convinto che la politica di riduzione della pressione fiscale sia più importante dei temi dell’ambiente. Infatti, la sua vittoria di misura alle ultime elezioni federali è giunta dai voti della comunità italiana e dai figli dell’emigrazione europea che volevano più ordine e più giustizia sociale che i governi precedenti, guidati dai liberali, non erano riusciti a garantire al Paese. La sinistra liberale è crollata politicamente anche sotto il peso degli scandali dopo 12 anni di potere. L’atteggiamento della sinistra canadese nei confronti di Harper è stata di assoluta demonizzazione: “Se vincerà lui arriveranno gli americani come Bush” dicevano i liberali canadesi e anche statunitensi come Michael Moore che aveva in serbo il sogno di andare a vivere in Canada, dove c’era un governo di sinistra. Alla severità di Harper sull’ordine pubblico, il governo di minoranza in carica, abbina una politica di apertura verso l’immigrazione. Il Canada ha problemi diversi dall’Europa e dagli Stati Uniti in questo settore ed incoraggia l’immigrazione. Sull’ambiente, Harper si è dimostrato un nemico delle associazioni ambientaliste dichiarando di non voler rispettare il protocollo di Kyoto. L’amico di George W. Bush prosegue nella sua opera di rinnovamento del Paese e lo fa anche seguendo un comportamento che non concede molto allo spettacolo. Ma a rivelare un’altra ragione che lo ha indotto a non incontrare Bono è stato lo stesso Harper: “Apprezzo molto la musica degli U2, ma la mia preferenza va verso i Beatles”. Ma i giornalisti che raccoglievano queste dichiarazioni sapevano benissimo che se a Rostock si fosse presentato Paul Mc Cartney, Harper non ci sarebbe andato. (pal)