lunedì 11 giugno 2007

Le ultime parole famose di Margherita Buy


Il Velino dell'11 giugno del 2007, di Lanfranco Palazzolo
(A sinistra un'immagine sfocata di Margherita Buy)

Roma, 11 giu (Velino) - Sabato notte RaiUno ha trasmesso le premiazioni della terza edizione del Golden Graal, il premio che le giovani leve consegnano ai “grandi” italiani del cinema e del teatro. Il momento più polemico della serata si è avuto durante la premiazione di Margherita Buy come migliore attrice. Alla domanda del presentatore della manifestazione Massimo Lopez sulla situazione del cinema, la protagonista del Caimano ha dato la sua ricetta sulla crisi del cinema italiano e ha spiegato cosa suggerire ai giovani attori che si apprestano a intraprendere questo mestiere. La Buy ha risposto, senza perifrasi, di provare all’estero dove le opportunità di lavoro sono maggiori e migliori che in Italia. Ecco cosa ha detto l’attrice ai giovani sulle difficoltà della sua professione: “È un lavoro difficile. Se mi metto a parlare… smettono subito di fare questo lavoro nel senso che è complicato in Italia. Io me ne andrei via dall’Italia. No, per dire. Ma, no! Voglio dire che stiamo cercando di fare tutti quanti delle leggi che proteggano questo cinema perché è un disastro… non ci sono, cioè, voglio dire… fare finta di niente. I giovani, speriamo che possano lavorare qui. Certo, non è facile. Chi può se ne va… se io potessi… se avessi potuto… ”.
Per quanto riguarda le difficoltà di Margherita Buy, in 21 anni di carriera, ha all’attivo 37 film, tre serie televisive e un documentario. La Buy non ha nulla da lamentarsi e neanche può pensare di andare all’estero. Anche se poi un film francese lo ha girato nel 1994 Le fils préféré di Nicole Garcia. Le dichiarazioni della Buy ci hanno incuriosito e siamo andati a vedere quanto hanno incassato i film nei quali ha lavorato nelle occasioni in cui questi hanno ricevuto finanziamenti pubblici. Il primo film nel quale ci siamo imbattuti è Cuori al verde (1994). Il film è andato maluccio. I finanziamenti statali sono stati di 1 milione 209 mila 25 euro per un incasso di 404 mila 297 euro. Invece, Va' dove ti porta il cuore (1995) è stato un successo di incassi. Il film di Cristina Comencini ha ricevuto 1 milione 279 mila 780 euro, ma ha incassato ben 3 milioni 694 mila 991 euro. L’insuccesso di cassetta torna con Fuori dal mondo (1998) di Giuseppe Piccioni: l’opera ottiene 1 milione 298 mila 889 di finanziamento contro 721 mila 741 di incassi. È andata peggio per Controvento (1999) di Peter Dal Monte che, con 1 milione 213 mila 157 euro ha racimolato nelle sale appena 150 mila 716 euro. Il deficit economico è confermato con Il siero delle vanità di Alex Infascelli (2003) che riceve 3 milioni 297 mila 267 contro un incasso di 646 mila 728 euro. I finanziamenti sono stati di 8 milioni 298 mila 118 euro contro 5 milioni 618 mila 473 euro di incassi al botteghino. Mancano all’appello 2 milioni 679 mila 645 euro. Con quella cifra almeno tre giovani registi avrebbero potuto realizzare un film a testa. La Buy denuncia la difficoltà di fare il cinema nel nostro Paese, ma in realtà lo Stato ha aiutato una parte della produzione in cui ha lavorato. Quindi le leggi che proteggono il cinema, anche quello che non incassa, ci sono. La Buy ha criticato un sistema, come quello del sostegno al cinema, che ha permesso all’attrice di fare alcuni film senza che questi riuscissero sempre a incassare almeno la stessa cifra del finanziamento ricevuto dallo Stato.

(Lanfranco Palazzolo) 11 giu 2007 16:37