sabato 7 luglio 2007

L'Eroe dei due blocchi contrapposti

Garibaldi / Quando venne celebrato oltre la Cortina di ferro
--IL VELINO CULTURA--7 luglio 2008


Roma, 7 lug (Velino) - Il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi è stato condito da numerose polemiche. Lo scontro a palazzo Madama tra il presidente del Senato Franco Marini e il senatore dell’Mpa Giovanni Pistorio e l’atteggiamento della Lega, che ha dichiarato il proprio lutto per le celebrazioni garibaldine, hanno riempito le cronache più del dibattito su Garibaldi. Molti osservatori hanno notato come le celebrazioni del bicentenario si siano svolte in tono sommesso. Nulla a che vedere con quelle che si tennero nel 1982, in occasione del primo centenario della scomparsa dell’eroe dei due mondi. Mentre oggi vediamo nella Lega e negli autonomisti siciliani gli avversari principali di Garibaldi, venticinque anni fa ad attaccare il generale nizzardo furono soprattutto i radicali e il Pdup che mal sopportarono quelle commemorazioni. Ma c’è un fatto curioso da ricordare riguardo le celebrazioni tenutesi nel 1982. Allora i paesi del blocco sovietico e Cuba si mobilitarono per ricordare Garibaldi. Un atteggiamento piuttosto stupefacente vista la scarsa simpatia provata da Karl Marx nei confronti dell’eroe dei due mondi. Basta ricordare, infatti, che all’atto della fondazione della Prima Internazionale, nel 1864, Marx non si unì ai saluti dei delegati indirizzati a Garibaldi e anzi lo tenne a distanza, salvo un tardivo riconoscimento in mera funzione strumentale antimazziniana. Ma la storia e la memoria non sempre vanno di pari passo. Il 31 maggio del 1982, il sindaco di Roma Ugo Vetere giunse all’Avana dove il giorno dopo avrebbe inaugurato una lapide posta nel centro della capitale cubana che ricordava il soggiorno di Garibaldi nell’isola caraibica. La presenza di Vetere fu sollecitata dall’allora sindaco dell’Avana in occasione della conferenza dell’unione interparlamentare della quale era presidente Giulio Andreotti. Sulla lapide a ricordo di Garibaldi, fu incisa una frase del patriota e scrittore cubano José Martì, il quale nel 1898 aveva fondato a New York, dove aveva trovato rifugio, il partito rivoluzionario cubano. Lo stesso giorno dell’arrivo di Vetere a Cuba, anche la Bulgaria si mobilitò a favore di Garibaldi. Per celebrare il centenario della morte del generale in camicia rossa, venne tenuto un convegno organizzato dall’Accademia bulgara delle scienze al quale parteciparono personalità della cultura e docenti universitari. Garibaldi godeva e gode tuttora in Bulgaria di grande popolarità, perché nell’Ottocento il risorgimento nazionale trasse esempio e ispirazione dalle sue gesta e dal pensiero di Mazzini. Non a caso il progetto insurrezionale bulgaro del 1876 aveva previsto la costituzione di un corpo dei “mille”. I padri del risorgimento bulgaro, Gheorghi Rakovski, Christo Botev e Vasil Levski ricevettero messaggi, consigli e incoraggiamenti dall’Italia, mentre volontari italiani andarono a combattere in Bulgaria contro gli Ottomani, così come volontari bulgari avevano combattuto nel nostro paese a fianco dei garibaldini. Anche in Romania si tennero delle celebrazioni il 2 giugno di venticinque anni fa. Alla presenza dell’ambasciatore d’Italia Benedetto Santarelli, il vice presidente del consiglio municipale Nicolae Iordache, in rappresentanza del sindaco di Bucarest, accompagnato da rappresentanti del ministero, pose una corona di fiori davanti al busto dell’eroe dei due mondi in una piazza della capitale rumena. Anche l’allora Jugoslavia non fu da meno. La biblioteca nazionale serba di Belgrado ospitò il 3 ottobre una mostra su Garibaldi composta da documenti e cimeli provenienti dal museo del Risorgimento di Milano e dal museo Correr di Venezia (fotoriproduzioni di lettere autografe, ordini del giorno, atti relativi alla vita dell’eroe), forniti dal comune di Firenze (92 foto di piazze italiane che innalzano un monumento a Garibaldi), da collezioni private italiane (fra cui antiche cartoline di Caprera e una lettera di Ricciotti Garibaldi) e dalla biblioteca nazionale di Belgrado (le edizioni in italiano e in serbo-croato di Un garibaldino sulla drina, opera del patriota Barbanti Brodano). L’apertura della mostra coincise con una conferenza in serbo-croato del professore Eros Sequi dell’università di Belgrado su “Garibaldi e gli slavi del sud” e con una lettura di testi garibaldini, in italiano e in serbo croato. Celebrazioni sull’eroe dei due mondi furono organizzate anche dalla Società cecoslovacca per le relazioni internazionali. Il 18 ottobre all’università di Praga si tenne un convegno al quale presero parte, tra gli altri, Josef Polisenski e Vaklav Zacek.

(pal) 7 lug 2007 12:46