venerdì 13 luglio 2007

Tin Tin sotto tiro


Fumetti / Va ritirato il “Tin Tin” del 1930: è razzista
IL VELINO SERA del 13 luglio del 2007

di Lanfranco Palazzolo

Roma, 13 lug (Velino) - Nell’anno in cui si celebrano i cento anni della nascita di Georges Remì (1907-1983), il fumettista noto come Hergé, la Commissione britannica per l’uguaglianza razziale (Cre) ha chiesto alle autorità di ritirare dal mercato britannico tutte le copie di una storia del celebre fumetto belga pubblicata da Hergé, per la prima volta, nel lontano 1930. Si tratta di Tin Tin in Congo. La polemica non interessa molto gli italiani che hanno sempre guardato con molto distacco la figura del fumettista belga e il suo fortunatissimo personaggio. Per quel poco che possiamo sapere in Italia, Tin Tin ha sempre goduto di grande stima e nessuno ha mai sollevato particolari polemiche su questo fumetto. Tin Tin è un giovane reporter che gira il mondo e spiega ai bambini come funziona (secondo un’ottica legata al cattolicesimo conservatore). Il personaggio riscosse subito un grande successo presso i piccoli lettori. Alla fine della sua prima avventura in Unione Sovietica, numerosissimi furono i bambini che accorsero alla stazione di Bruxelles per festeggiarne il ritorno dall’est: venne pagato e truccato un attore, infatti, con al guinzaglio un foxterrier bianco, affinché impersonasse il protagonista. I bambini belgi rimasero estasiati da questo ragazzo poco più grande di loro che viaggiava da solo, sfuggendo a mille pericoli. A quanto pare, la richiesta della Cre ha scatenato aspre polemiche in Gran Bretagna, dove la catena di librerie Borders ha rimosso prontamente il controverso libro dalle sezioni per l’infanzia spostandolo in quelle riservate agli adulti. Il Cre ha probabilmente preso una decisione affrettata su una segnalazione dell’avvocato David Enright specializzato in diritti umani. Tin Tin in Congo, ha denunciato l’avvocato, “contiene immagini e parole di odioso pregiudizio razziale”, con gli indigeni rappresentati come “selvaggi molto simili alle scimmie” che si comportano sempre “da imbecilli”. La pubblicazione di Tin Tin in Congo iniziò il 5 giugno 1930 sul giornale Petit Vingtième (supplemento del quotidiano cattolico di destra XX siècle) per terminare l’11 giugno 1931. L’album è stato poi pubblicato dalle edizioni Casterman che riuscirono ad assicurarsi la pubblicazione delle avventure di Tin Tin in esclusiva. L’album venne ripubblicato nel 1946, dopo la seconda guerra mondiale. Al fumetto fu aggiunto il colore e ridotto il volume da 110 a 62 pagine. Nell’occasione fu anche modificato lo stile colonialista e l’ideologia razzista del racconto con la conseguenza che vennero cambiate molte scene del fumetto. La lezione di geografia sulla “Vostra patria del Belgio” fu sostituita, ad esempio, con una di matematica e altre edizioni furono precedute da una nota esplicativa concernente i dialoghi considerati razzisti. Non sappiamo se la polemica su Tin Tin sia destinata a restare in piedi. Mentre in Italia escono libri come quello di Tom Mc Carthy Tin Tin e il segreto della letteratura, pubblicato dalla casa editrice Piemme e Steven Spielberg sogna di realizzare una serie di film su Tin Tin, qualcuno pensa ancora di riaprire un processo politico postumo contro un fumetto che lo stesso Hergé modificò cambiando il contenuto di alcune scene. I fumetti a cui si riferisce il Cre nella denuncia sono delle copie per collezionisti che certo non possono avere la portata di un manifesto razzista. La verità è che probabilmente si è cercato di guastare il centenario del fumettista che ebbe la colpa di lavorare al quotidiano Le Soir durante il periodo dell’occupazione nazista del Belgio. Alla liberazione del Belgio, il suo nome comparve nella lista nera a causa di accuse di collaborazionismo con il regime fascista belga. Hergé venne arrestato più volte e poi rilasciato, correndo ogni volta il rischio di essere condannato alla pena capitale. Quando tutto sembrava perso, in suo soccorso intervenne Raymond LeBlanc, importante partigiano belga e appassionato lettore delle strisce quotidiane di Tin Tin su Le Soir. LeBlanc decise di fare anche una rivista su Tin Tin, procurando a Hergé i certificati necessari alla pubblicazione. Nel 1952 nacque così la rivista Tintin, indirizzata ai bambini e laica, di cui Hergé naturalmente divenne direttore artistico.

(pal) 13 lug 2007 20:06