mercoledì 18 luglio 2007

Piccola storia degli appoggi esterni

Governo e appoggi esterni, quando l’ipotesi piaceva a Mastella --IL VELINO SERA--18 luglio 2007
di Lanfranco Palazzolo

Roma - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella non ha proprio mandato giù la proposta del segretario dello Sdi Enrico Boselli che, senza troppi problemi, ha ipotizzato di ritirare la delegazione del suo partito dal governo mantenendo però l’appoggio esterno a Prodi. Boselli ha avanzato questa proposta più per far contento il costituente socialista Gianni De Michelis che per sostenere l’iniziativa delle dimissioni revocabili di Emma Bonino. Interpellato dalla stampa, il guardasigilli si è rivolto polemicamente al leader socialista: “Ma gli appoggi esterni non erano uno strumento della Prima Repubblica? Sia chiaro che per noi questa eventualità non esiste. Qualora qualcuno pensasse a un appoggio esterno verrebbe a mancare il nostro appoggio al governo”. L’affermazione di Mastella è dura, ma il leader dell’Udeur è uno di quei politici che ha fatto ricorso alla minaccia dell’appoggio esterno. Il 21 ottobre del 2005 aveva riunito la direzione del suo partito per discutere l’appoggio esterno al governo che sarebbe nato dopo le politiche del 2006. La proposta di Mastella era scaturita dalla scelta di Margherita e Ulivo di presentare una lista insieme dopo una netta affermazione alle elezioni primarie. L’iniziativa però non viene portata avanti. Mastella utilizza il deterrente dell’appoggio esterno anche in occasione delle trattative per la formazione del governo Prodi II. Il 13 maggio dello scorso anno non vuole rinunciare assolutamente al ministero della Difesa e spiega: “Se anche questa volta ci tratteranno da figli di un Dio minore, se anche questa volta pensano che ci accontentiamo di una pacca sulla spalla resteremo fuori dal governo. Appoggio esterno, niente scherzi, né trattative: questo non è un gioco tra venditori di tappeti” (Il Giornale del 13 maggio 2006). E qualche giorno dopo anche il segretario del Pdci Oliviero Di liberto utilizza il mezzo dell’appoggio esterno al governo. Per tutta risposta, Mastella attacca il partito dei comunisti italiani: “Sti copioni”. La sua mossa successiva è quella di riunire l’ufficio politico del partito e alla fine della riunione fa sapere: “L’appoggio esterno lo minaccio io” (Il Messaggero del 17 maggio del 2006). Finora Mastella si è dimostrato leale con il governo. Ma tra quelli che hanno teorizzato l’appoggio esterno c’è anche chi è passato da uno schieramento all’altro. È il caso del segretario dell’Udc Marco Follini che il 19 aprile del 2005 fa sapere di essere leale al governo Berlusconi pur chiedendo al suo partito l’appoggio esterno (Vedi a pagina 11 del Corriere della Sera: “L’amarezza di Follini: saremo leali, appoggio esterno”). Al metodo dell’appoggio esterno avrebbe fatto ricorso Rifondazione comunista al momento di discutere della presidenza della Camera secondo quanto ha scritto Il Messaggero: “La bomba atomica a Rifondazione l’hanno giocata sotto traccia, ma a quel che si è saputo, l’hanno usata: si chiama appoggio esterno. È l’ipotesi che minaccia in maniera sussurrata e non gridata (…) se non si dovesse decidere per la presidenza a Fausto Bertinotti” (21 aprile 2006). E pensare che qualche giorno fa, al termine della riunione della segreteria del Prc sulle pensioni, a Giordano avevano chiesto se fosse vera l’ipotesi dell’appoggio esterno a Prodi. Il segretario guarda l’intervistatore e con meraviglia gli risponde: “Miserie della discussione politologica” (Corriere della Sera del 12 giugno 2007). (pal)