sabato 8 settembre 2007

Madre Teresa, per Licio Gelli nessun miracolo....

Madre Teresa / Chiese il Nobel per Gelli e consolò Andreotti
IL VELINO CULTURA dell'8 settembre 2007

di Lanfranco Palazzolo

Roma - In questi giorni si è scritto molto per ricordare i dieci anni dalla scomparsa di Madre Teresa di Calcutta. La stampa italiana si è interessata della beata albanese per un falso scoop sui suoi tormenti religiosi, ma nessuno ha pensato di ricordare che tipo di rapporti ha avuto Madre Teresa di Calcutta con alcuni personaggi pubblici italiani. La prima curiosità che salta agli occhi è relativa ai rapporti della beata con Licio Gelli. Lo scorso anno, il venerabile maestro della P2 ha consegnato all’archivio di Stato il suo archivio personale. La documentazione relativa alle carte di Gelli viene esaminata da un gruppo di studiosi che selezionano alcuni dei documenti più importanti. In uno di questi c’è l’appoggio da parte di Madre Teresa di Calcutta per la candidatura di Gelli al premio Nobel per la cultura. Quella di Madre Teresa è una delle 59 lettere di appoggio a Gelli che ha sempre amato la poesia. A fare la scoperta sono stati Linda Giuva, moglie di Massimo D’Alema, e lo storico Aldo A. Mola che giustifica così il tentativo di Gelli di concorrere al Nobel: “La loggia P2 era stata appena scagionata da ogni imputazione di cospirazione politica. Le ambizioni di Gelli si spiegano con il tentativo di sfruttare il momento favorevole ribaltando l’onda della vergogna in un clamoroso successo” (Corriere della Sera del 17 febbraio del 2006). Chi invece si trovava nell’onda della vergogna all’inizio degli anni ‘90 era Giulio Andreotti. Il senatore a vita ha raccontato nel 1999 che Madre Teresa “venne da me nella primavera del 1993”, nel periodo più duro delle accuse di collusione dell’esponente della Dc con la mafia. Ad Andreotti, Madre Teresa di Calcutta disse: ‘Non ti preoccupare, non ti devi preoccupare’. Allora pensai - ricorda l'ex premier - a un semplice incoraggiamento. Ora rivedo i suoi grandi occhi fissi e buoni su di me. Voleva dirmi che sarei stato assolto, ora io penso. Non so se ne abbia parlato al Papa” (Il Giorno del 25 ottobre del 1999). Anche Pier Paolo Pasolini ha incontrato la suora albanese all’inizio degli anni ’60 senza però ottenere alcuna rassicurazione o lettera di sostegno. Di questo incontro resta una traccia nel libro L’odore dell’India (Longanesi - 1962). “Ho conosciuto dei religiosi cattolici. E devo dire che mai lo spirito di Cristo mi è parso così vivido e dolce; un trapianto splendidamente riuscito. A Calcutta, Moravia, la Morante e io siamo andati a conoscere Suor Teresa, una suora che si dedica ai lebbrosi. (...) Suor Teresa è una donna anziana, bruna di pelle perché è albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili e l’occhio dolce, che, dove guarda, ‘vede’. Assomiglia in modo impressionante a una famosa Sant’Anna di Michelangelo: e ha nei tratti impressa la bontà vera, quella descritta da Proust nella vecchia serva Francesca: la bontà senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica”. (pal)