venerdì 2 novembre 2007

Il bacio della crisi

Svezia, governo in crisi per il bacio della segretaria di Stato --IL VELINO SERA--2 novembre 2008

Roma - Ulrica Schenström, la trentacinquenne segretaria di Stato nell’ufficio del primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt, si è dimessa ieri per un bacio. Il quotidiano svedese Aftonbladet ha mostrato la Schenström, che nel governo ricopre il delicato incarico della protezione civile, mentre sorseggiava vino e si scambiava un bacio con Anders Pihlblad, cronista politico dell’emittente Tv4. I fatti risalgono allo scorso 23 ottobre. Sul quotidiano è apparsa la foto della segretaria di Stato mentre bacia il giornalista, dopo aver bevuto ben 19 bicchieri di vino, come ha riportato l’agenzia France Press. Nessuno ha ancora appurato se quella sera la Schenström era in servizio o no. Tuttavia, il primo ministro Reinfledt è stato travolto dalle critiche della stampa svedese e non ha potuto far altro che indurre la donna alle dimissioni. Anche il giornalista di Tv4 ha cercato disperatamente di difenderla senza riuscirci. Non è la prima volta che il governo Reinfledt è costretto alle dimissioni di alcuni suoi membri. Nell’ottobre 2006 il ministro del Commercio con l’Estero Maria Borelius, il ministro delegato alla Cultura Cecilia Stego Chilo e ministro dell’Immigrazione Tobias Bilstroem furono costretti a lasciare i loro incarichi rispettivamente per aver pagato in nero delle bambinaie e per non aver provveduto al pagamento del canone televisivo. Chissà se le dimissioni della Schenström faranno contento Gian Antonio Stella. Il giornalista del Corriere, infatti, in occasione dell’abbandono degli incarichi da parte dei tre ministri dell’attuale governo conservatore svedese, scrisse che dopo quelle dimissioni molti italiani “hanno desiderato essere svedesi”. Da allora è passato un anno. In questo periodo, il governo Reinfledt ha guidato bene il Paese: ha abolito la patrimoniale e privatizzato tutti gli antichi templi dell’antica e arretrata socialdemocrazia. Un bel successo che è messo in forse da questa vicenda. Dare un bacio è spesso costato il posto a qualche politico. Ne sa qualcosa l’ex ministro della Giustizia israeliano Haim Ramon (Kadima, ex laburista). Il tribunale di Tel Aviv, nel febbraio di quest’anno, l’ha giudicato colpevole di atti osceni per aver baciato sulla bocca una soldatessa nel luglio del 2006. Ramon non ha avuto alcun dubbio: ha subito rimesso il mandato nelle mani del premier, Ehud Olmert, non per un’ammissione di colpa, ma al contrario perché era talmente convinto di non aver commesso alcun reato che, dopo essersi dimesso, ha persino rinunciato all’immunità per essere processato al più presto. Del resto la soldatessa non aveva opposto resistenza, ma aveva denunciato il fatto solo successivamente. Alla fine, Ramon è stato condannato a passare 130 ore a svolgere servizi sociali in stalla con i cavalli. Ma nel luglio del 2007, scontata la pena, ha fatto il suo ingresso nel nuovo governo Olmert in qualità di vicepremier. Non sappiamo se per la Schenström ci sarà una nuova chance politica. Sappiamo per certo che gli svedesi sono molto sensibili al rapporto tra pubblico e privato. Molti si sono chiesti se la Schenstorm abbia la fibra necessaria a una politica che deve fronteggiare una crisi nazionale. In Svezia la vita privata dei personaggi pubblici non viene vista con moralismo, ma in funzione del ruolo politico e della capacità ad affrontare i problemi. Ne sanno qualcosa i socialdemocratici che hanno pagato cara la loro incapacità di riuscire ad affrontare una crisi come quella dello Tsunami in Thailandia, dove morirono ben 543 svedesi. Il principale collaboratore del premier Goran Persson fu costretto alle dimissioni per manifesta incapacità. Memori di quella figuraccia, contro la Schenström è sceso in campo il vertice del partito socialdemocratico svedese. Il segretario del partito Marita Ulvskog ha sostenuto che con questo comportamento “significa che non si può avere alcuna fiducia su di lei”. Il vicesegretario, invece, Håkan Juholt, membro della commissione difesa, ha detto che le foto pubblicate dal tabloid svedese indicano nella Schenström “una minaccia per la sicurezza nazionale”, a causa del suo incarico nel governo nel campo della gestione delle crisi. Anche per il primo ministro conservatore sarebbe stato un problema farsi vedere pubblicamente con la Schenström che era considerata una delle artefici della sua vittoria elettorale alle politiche del 2006 e appariva al suo fianco. Ulf Bjereld, politologo dell’università di Goteborg, ha spiegato che con questo scandalo i margini di vantaggio di Reinfledt si assottigliano e che deve sperare che altri casi come questi non si ripetano. Per gli svedesi sarebbe troppo. (pal)