martedì 20 novembre 2007

I forchettoni rossi alla carica del potere

Il Velino del 20 novembre del 2007
(POL) Libri, il “fochettonismo rosso” di Roberto Massari
di Lanfranco Palazzolo

Roma, 20 nov (Velino) - Con la sinistra di Governo è nato il fenomeno del “forchettonismo rosso”. Ne parla Roberto Massari, autore di “I forchettoni rossi. La sottocasta della sinistra radicale” (ed. Massari) un saggio di aperta critica alla cosiddetta sinistra ideologica che ha abdicato i propri ideali per regalarsi agli interessi del Governo Prodi. “Secondo me – afferma Massari -, i prodromi del forchettonismo rosso risalgono al 1969. Da quell’anno ho una naturale diffidenza di tutto ciò che è estrema sinistra. Ho sempre avuto una pessima opinione dei gruppi dirigenti di Avanguardia operaia, di Lotta Continua, di Potere operaio. E poi, più pessima che non si poteva di Democrazia proletaria. Penso che questi gruppi politici non abbiano dei progetti politici, non hanno delle linee alle quali si attengono nell’arco di 15 anni”. Per Massari “l’obiettivo dei dirigenti di questi gruppi è il loro successo personale che, in una prima fase si limitava alla conquista della segreteria e poi è diventata altre cose. In quegli anni, i forchettoni rossi erano alle loro prime armi. Il 46 per cento dei forchettoni viene da una carriera interna di partito”. Se si tratta di carriere “onorevoli”, Massari le definisce meglio di “cursus disonorum. Nel libro che ho curato insieme ad altri – aggiunge -, spiego che il criterio fondamentale per diventare forchettone rosso è quello di dare sempre ragione al segretario, schierarsi sempre con le maggioranze, uniformarsi alle dichiarazioni del leader anche se questo dice che gli asini volano”.
Massari sostiene inoltre che l’accusa ai cosiddetti forchettoni è “utilizzare la menzogna su questioni come la guerra. Negli altri partiti c’è una linea più chiara e più ‘onesta’. Il forchettonismo è unito da un fattore immorale molto importante: la menzogna. I forchettoni dicono: ‘Noi siamo comunisti, però votiamo a favore delle leggi sul capitale; noi siamo pacifisti, però votiamo a favore della missione in Afghanistan; noi siamo anticlericali, ma però votiamo per mantenere l’esenzione Ici al Vaticano. Questa è una grande menzogna che li accomuna ideologicamente”. I forchettoni quindi costituiscono una sottocasta, per Massari che precisa: “Penso che tutti i membri del Parlamento costituiscano una casta. Sociologicamente si può parlare di gruppo burocraticamente chiuso. Personalmente penso che la ‘casta’ della sinistra radicale – conclude - abbia una sua specificità. Questo è il vero problema teorico sul quale sono disposto ad accettare ogni critica. Se la sinistra radicale dichiara di essere una cosa e poi in Parlamento attua un altro comportamento. Se questo comportamento è tenuto da un gruppo di forze parlamentari senza defezioni (si tratta di 110 parlamentari, quasi 11 per cento della rappresentanza parlamentare italiana), penso che questo sia un fenomeno da studiare”.
(pal) 20 nov 11:16