mercoledì 30 luglio 2008

I laburisti tramano contro il loro premier

"Voce Repubblicana" del 30 luglio 2008
Come i laburisti evitano di pensare alla crisi britannica
per dedicarsi alle congiure di palazzo
di Lanfranco Palazzolo

(Nella foto Gordon Prentice. Ha detto a Brown di dimettersi)

Gordon contro Gordon. Quando ieri abbiamo parlato della crisi dei laburisti avevamo detto che nessuno dei successori di Gordon Brown alla guida del Labour si sarebbe fatto avanti direttamente per invitare il premier ad alzare i tacchi dopo la sconfitta di Glasgow. Certo, sapevamo che il partito al governo si sarebbe servito di qualcuno per far capire al Premier che fosse giunto il momento di lasciare Downing street. Ma non pensavamo che la missione sarebbe partita così presto e ancor prima della fine di agosto. Si è preso l’onere di dire al Premier che è ora lasciare un oscuro parlamentare laburista, tale Gordon Prentice: “Gordon Brown deve dimettersi da primo ministro britannico nei migliori interessi del partito” laburista”, ha detto il deputato martedì pomeriggio. Il deputato laburista, che ha lo stesso nome del premier, è preoccupato per il suo collegio uninominale di Pendle (Lancashire) dove ha appena una maggioranza di 2.180 voti nel seggio di Pendle. L’oscuro parlamentare ha sottolineato che il partito laburista ha bisogno di “un ricambio al vertice”. La sua richiesta arriva mentre un ex ministro del Labour accusato di complottare contro Gordon Brown ha dichiarato che il partito è “in una situazione pericolosa” e che il ruolo del primo ministro “deve essere messo in discussione”. Nella sua richiesta di dimissioni a Brown, Prentice ha affermato: “Un primo ministro ha bisogno di una gamma diversa di abilità rispetto a un cancelliere dello scacchiere. Un primo ministro deve essere in grado di comunicare, persuadere ed entusiasmare. Altrimenti il messaggio si perde”. Poi ha aggiunto: “Spero che Gordon rifletta sulle cose ad agosto e accetti che è nei migliori interessi del partito, e forse dei suoi, che si dimetta”. Brown è stato difeso dalla sua vice Harriet Harman che ha collaborato con lui per 25. La vicepremier ha ammesso che Brown non è il meglio che i britannici si aspettavano come premier, ma ha anche detto che Brown ha fatto il possibile per risolvere i problemi dei britannici: in primis la crisi economica e l’aumento del costo del petrolio. Non sappiamo se la pausa del premier britannico Brown nella sua residenza nel Suffolk sia un modo per prendere tempo. Però il primo ministro inglese deve certo trovarsi in gravi difficoltà se non si fa vedere in giro dal giorno del voto in Scozia. Il 25 luglio scorso, il premier aveva fatto la sua ultima apparizione in pubblico al National policy forum (Npf) e aveva parlato della crisi dell’economia mondiale. Il suo discorso era molto piaciuto ai militanti del Labour che lo avevano catalogato come un ottimo intervento rispetto allo spessore politico dell’“inesistente” leader dei Tories David Cameron. Ma i colleghi del gruppo parlamentare e i ministri del suo governo non la pensano tutti così. Tuttavia non hanno l’ardire di dirlo in pubblico visto che il capogruppo del Labour Tony Lloyd precisa che contro Brown non si sono espressi altri parlamentari. Certo la situazione è davvero grottesca. C'è qualcosa di negativo in tutto questo complottare laburista contro il proprio leader. Il Labour ha due scelte: sostituire Brown oppure raccogliersi dietro di lui. In questa fase la Gran Bretagna ha bisogno di essere governata. Ma i politici al governo pensano solo a come sostituire Brown. Se il Labour pensa di ricostruirsi così fa il peggior danno a se stesso e al paese.

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