venerdì 21 novembre 2008

Quando il Luce chiede troppi soldi

Intervista alla regista Chiara Bellini
Voce Repubblicana, 22 novembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

In Italia è difficile per i privati produrre dei documentari storici. Lo spiega alla “Voce” la regista Chiara Bellini, che nel 2007 ha realizzato il documentario “Identità – la vera storia di Juan Piras Peron” (Italia/Argentina-2007), uscito con la casa di produzione “Morgana”.
Chiara Bellini, perché in Italia i privati hanno tante difficoltà nel produrre dei documentari?
“Le ragioni di questa crisi sono molteplici. Noi non abbiamo avuto a che fare con l’Istituto Luce per la produzione del documentario su Peron perché in Italia non esistevano immagini del presidente argentino Juan Peron. Il Luce ha detto che avrebbe trovato per noi il materiale. Ma ci abbiamo pensato noi quando siamo andati in Argentina risparmiando molti soldi. Quindi non abbiamo chiesto una coproduzione al Luce sapendo che questo istituto coproduce dando il proprio materiale. In Italia, il genere del documentario è quasi nullo perché nelle sale non vediamo documentari di creazione. Solo in televisione vengono trasmessi servizi documentaristici. La gente non è abituata a vedere un documentario. In Italia, un documentario, come quello che ho prodotto, viene considerato una cosa strana. La ragione è che non c’è attenzione a questo tipo di progetti”.
La televisione come si pone nei confronti di questo settore. E soprattutto verso i privati? E’ interessata a questo settore?
“No, non è interessata. Si incomincia a vedere qualcosa sui canali satellitari. E si sta vedendo qualcosa su Raitre. Ma questo accade molto raramente”.
Con l’avvento di “History Channel” è cambiato qualcosa?
“Questo canale si avvale di documentaristi italiani. Ma non se ne servono per la produzione di documentari di creazione. Si tratta di documentari di montaggio, con immagini di repertorio. Dietro non c’è un lavoro artistico ed una narrazione filmica all’interno dei documentari che mandano su History Channel normalmente”.
Qual è la sua opinione sui documentari dell’istituto Luce?
“Sono ottimi prodotti molto interessante. Si tratta di un prodotto di genere molto valido. Però ritengo che sarebbe giusto vedere anche altro. Non sono molto affezionata alle produzione del Luce perché nei miei documentari utilizzo del materiale di repertorio ma la gran parte del lavoro è una mia produzione”.
I costi per ottenere materiale per i documentari è proibitivo? Che prezzi fa l’Istituto Luce?
“Ci vogliono tantissimi soldi. Il discorso vale per anche per la Rai. Sono prezzi proibitivi per chi intende fare dei documentari da produttore indipendente. Questo è un aspetto molto pesante per chi svolge il nostro lavoro”.
Ci sono degli accessi privilegiati a questo materiale?
“Quando una società entra in coproduzione con questi soggetti il materiale arriva gratis. Ma l’Istituto Luce deve essere il coproduttore”.

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