lunedì 21 gennaio 2008

Mosca apre un ufficio per i diritti umani a New York

Quando i russi danno lezioni di democrazia

di Lanfranco Palazzolo
Il Velino del 21 gennaio 2008

Roma, 21 gen (Velino) - La scorsa settimana The Moscow Times ha pubblicato una notizia molto insolita. Secondo quanto scrive il giornale, il 14 gennaio la fondazione russa The Institute of Democracy and Co-operation, che monitorizza la situazione dei diritti umani e dello stato della democrazia, ha aperto un suo ufficio negli Stati Uniti per promuovere la democrazia nella patria di George Washington. L’avvocato Anatoli Kucherena, che ha fatto registrare la presenza di questo ufficio a New York lo scorso 31 dicembre, ha spiegato che l’obiettivo della sua iniziativa è quello di migliorare la percezione della Russia in Occidente e negli Stati Uniti. Questa fondazione sembra comunque un tentativo di penetrare nella società americana attraverso i “soft power”, i mezzi di persuasione leggera. Il Cremlino avrebbe anche aperto una sorta di Radio Londra negli Stati Uniti che trasmette 24 ore al giorno in lingua inglese dalla Russia. Tutto era nato lo scorso ottobre, quando il presidente Vladimir Putin aveva fatto sapere di voler contrastare la continua apertura di sedi di organizzazioni non governative di difesa dei diritti umani e di fondazioni internazionali che ficcano il naso a Mosca. E da qui è nata una nuova offensiva rivolta verso l’Europa e gli Stati Uniti. Putin aveva accusato queste organizzazioni non governative di aver guastato l’immagine di Mosca in Georgia e in Ucraina. Tuttavia, Kucherena ha fatto sapere subito che lui non c’entra proprio niente con le iniziative di Putin e che The Institute of Democracy and Co-operation non è finanziato dal governo ma da soldi di uomini di affari russi. Anzi, ha negato che quella messa in piedi a New York sia la versione russa della Freedom House, che aveva recentemente condannato la Russia come un paese carente nella difesa dei diritti umani. Per adesso la fondazione è in cerca di nuovi funzionari per la sede di New York e per quella di Parigi. Rose Goettmoeller, direttore del Carnegie Moscow Center, con sede a Mosca, spiega che il nuovo istituto potrebbe avere dei grossi problemi a farsi notare a New York dove la concorrenza nel settore è molto agguerrita e la presenza degli esperti nel settore è molto qualificata. Ma a quanto pare il guanto della sfida “democratica” made in Russia è stato lanciato. Adesso sarà curioso vedere se ci saranno anche dei risultati. Molti ne dubitano.
Tutto era nato lo scorso ottobre, quando il presidente Vladimir Putin aveva fatto sapere di voler contrastare la continua apertura di sedi di organizzazioni non governative di difesa dei diritti umani e di fondazioni internazionali che ficcano il naso a Mosca. E da qui è nata una nuova offensiva rivolta verso l’Europa e gli Stati Uniti. Putin aveva accusato queste organizzazioni non governative di aver guastato l’immagine di Mosca in Georgia e in Ucraina. Tuttavia, Kucherena ha fatto sapere subito che lui non c’entra proprio niente con le iniziative di Putin e che The Institute of Democracy and Co-operation non è finanziato dal governo ma da soldi di uomini di affari russi. Anzi, ha negato che quella messa in piedi a New York sia la versione russa della Freedom House, che aveva recentemente condannato la Russia come un paese carente nella difesa dei diritti umani. Per adesso la fondazione è in cerca di nuovi funzionari per la sede di New York e per quella di Parigi. Rose Goettmoeller, direttore del Carnegie Moscow Center, con sede a Mosca, spiega che il nuovo istituto potrebbe avere dei grossi problemi a farsi notare a New York dove la concorrenza nel settore è molto agguerrita e la presenza degli esperti nel settore è molto qualificata. Ma a quanto pare il guanto della sfida “democratica” made in Russia è stato lanciato. Adesso sarà curioso vedere se ci saranno anche dei risultati. Molti ne dubitano.

(pal) 21 gen 2008 12:26