mercoledì 6 febbraio 2008

Arresto di un romanziere a Parigi

L’arresto di Beigbeder, la vita a l’“extrême contemporain”
IL VELINO SERA del 6 febbraio del 2008
di Lanfranco Palazzolo

Roma, 6 feb (Velino) - Non sono bei giorni per Frédéric Beigbeder. Il romanziere francese è stato arrestato nella notte tra lunedì e martedì della scorsa settimana per possesso di cocaina. L’autore ha passato una notte in cella dopo essere stato sorpreso in strada a Parigi mentre era in compagnia di un amico e consumava la polvere bianca che aveva appoggiato sul tetto di una macchina. Beigbeder e il suo amico hanno provato a darsi alla fuga. Ma non c’è stato nulla da fare. I poliziotti che erano evidentemente più lucidi di lui lo hanno immediatamente ripreso e hanno sequestrato i due sacchetti di coca che lo scrittore aveva con sé. Non appena i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia del suo arresto e del successivo rilascio, tutti hanno ironizzato sulla vicenda accaduta a Beigbeder. In fondo, i personaggi dei romanzi dello scrittore francese vivono una vita non dissimile da quella del loro autore. La notizia non ha avuto alcuna eco in Italia. Frédéric Beigbeder oltre a essere un apprezzato scrittore è anche un critico letterario per alcuni programmi televisivi e per le riviste culturali Voici e Lire. L’autore ha pubblicato tre romanzi in Italia. Prima dell’apparizione del suo libro capolavoro “Lire 26.900” (trad. “99 francs”), che ha venduto circa 400 mila copie, Beigbeder lavorava per l’agenzia pubblicitaria Young & Rubican che lo ha immediatamente licenziato dopo l’uscita del libro nel 2000. Il motivo è che “Lire 26.900” era un libro di denuncia sulla “realtà” all’interno del mondo della pubblicità visto dal punto di vista di Octave, creativo pubblicitario strapagato che inventa per noi bisogni inutili e inquina il mondo con spot e bugie. Il libro, utilizzando le stesse armi della pubblicità ci ha descritto i meccanismi della macchina pubblicitaria che, a giudizio dell’autore, ha l’unico scopo di spingere le persone ad acquistare sempre di più, schiavizzarle alle regole auree del consumismo imperante, renderle sempre più insoddisfatte della propria vita, perché la gente felice non consuma. Molti osservatori hanno messo in luce la somiglianza tra il personaggio di Octave e l’autore di “99 francs”. In questo romanzo Octave viene descritto come un giovane dissoluto che si divide tra le donne, il successo e la Cocaina. Qualcun altro ha cercato di identificare Beigbeder con Mark Marronier protagonista di un altro libro di successo dell’autore: “L’amore dura tre anni” (Feltrinelli). Anche qui Beigdeber ci ha raccontato la storia di un pubblicitario parigino malinconico e mondano che formula una sua teoria: anche l’amore, come tutto il resto ormai, ha una data di scadenza: dura tre anni. E in effetti, Beigbeder si è separato dalla sua compagna Laura Smet, la figlia del cantante Johnny Halliday, pochi mesi fa proprio dopo 3 anni di convivenza. Questa strana identificazione tra personaggio e autore alimenterà altre discussioni e voci sulla confusione culturale che vive la Francia letteraria con l’avvento della corrente de “l’extrême contemporain”. Con questo termine si vuole solo definire la produzione letteraria francese più recente. La nozione di “extrême contemporain” è, dunque, una definizione in continuo movimento senza nessuna certezza. Come del resto la vita confusa degli autori che la animano entrando ed uscendo dalle loro opere.

(pal) 6 feb 2008 20:20