venerdì 22 febbraio 2008

E' polemica sul francobollo del liceo Combi

Poste, esce a marzo il contestato francobollo su Capodistria
Il Velino del 22 febbraio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Roma, 22 feb (Velino) - Verrà messo in circolazione il prossimo 8 marzo dalle Poste italiane il contestato francobollo dedicato all'ex liceo Combi di Capodistria. Originariamente l’emissione filatelica si sarebbe dovuta avere il 9 febbraio scorso in occasione della giornata della Memoria in cui si ricordano i genocidi commessi dalle truppe titine contro gli italiani in Istria. Ma le polemiche che si sono scatenate hanno impedito il rispetto dei tempi. Il 28 gennaio scorso il quotidiano Il Piccolo di Trieste aveva riportato le dichiarazioni di Massimiliano Lacota, presidente dell'Unione degli istriani che aveva previsto il ritardo dell’uscita del francobollo sull’ex liceo Combi: “Abbiamo avuto tale notizia da fonti sicure. L'emissione è stata differita addirittura alla prossima estate per soddisfare una precisa richiesta del governo sloveno che avrebbe infatti raccomandato all'Italia di posticiparne l'uscita a luglio, e cioè alla fine del semestre sloveno di presidenza dell'Unione europea”. Già lo scorso novembre era scoppiata un'analoga polemica filatelica, quando il francobollo “Fiume terra orientale già italiana” venne ritirato su pressioni del governo croato che non aveva gradito che si ricordasse l'italianità della città del Quarnaro.
Il francobollo su Fiume è diventato oggi una rarità, come dimostra la sua quotazione sul sito internet E-bay dedicato alle aste on-line. Oggi le polemiche si sono spostate sull’edificio scolastico di Capodistria. A proporre il bozzetto è stata l'Unione degli istriani. Il francobollo è descritto così dal sito internet specializzato “Philweb”: “Di grande formato, il dentello da 0,60 euro riporta, con una grafica fortemente stilizzata, quasi 'eccentrica' per via dei colori, la facciata dell'edificio che ospitò il liceo ginnasio nella cittadina istriana e la leggenda 'Ex Liceo Carlo Combi - Capodistria', anche se solo fino a pochi giorni fa si era deciso per un più diplomatico 'Già Liceo Combi oggi R. Carli - Capodistria'. Un piccolo mistero del quale avremmo fatto volentieri a meno. Alla fine dei giochi, ed è ciò che più conta nonostante la 'lezione negativa' per il francobollo dedicato alla la Città di Fiume, il Liceo Combi avrà la sua celebrazione dentellata”.
Per capire la genesi della polemica sulla didascalia del francobollo vale la pena riportare quanto dichiarato lo scorso 2 febbraio da Pietro Valente, membro del comitato ex allievi del liceo Carlo Combi: “Sapevo già da più di un mese che ci sarebbe stato un rinvio (poi confermatomi anche al telefono) in quanto non ci era stato richiesto in tempo utile il testo da inserire nel bollettino filatelico e il ritardo era dovuto ufficialmente a cause tecniche, per cui nessun dramma. Il mancato rispetto della data del 9 febbraio (concordata con gli organi ministeriali) certamente dispiaceva, visto che era stata scelta per dare continuità alle celebrazioni del Giorno del Ricordo. Ora però si scopre il mistero. Il comitato ex allievi (titolare della pratica presso l’Ufficio Filatelico) di cui faccio parte si è ulteriormente meravigliato per il recente comunicato stampa di Poste italiane nel quale indica quella che secondo loro dovrebbe essere l'esatta titolazione cioè 'Già Liceo Combi oggi R.Carli - Capodistria'. Un testo ingiustificato e da noi mai richiesto. Messe così le cose sembra che questa scuola slovena per la minoranza italiana sia l'erede e la continuazione del Combi. Niente di più inesatto, visto che per quanto ci riguarda, il Combi è stato cancellato dalla storia, domenica 5 febbraio del 1950, quando con una azione vandalica, i titini distrussero a martellate tutte le lapidi storiche dell'atrio e successivamente rimossero il monumento del cortile con la torretta del sommergibile 'Giacinto Pullino' di Nazario Sauro, inviandola in fonderia e decretarono l'espulsione di tutto il corpo docente. Gli ultimi studenti abbandonarono la scuola nel 1955, lasciando tutto ai nuovi venuti”. Magari sarebbe stato più opportuno che le Poste si fossero attenute fin da subito alle richieste dell'Unione degli istriani. Ci saremmo risparmiati una polemica che gli italiani d'Istria non meritavano.

(pal) 22 feb 2008 13:18