giovedì 13 marzo 2008

Il fallimento mediatico di Pierofassino.it

Piero e quel gemellaggio fallito con Zapatero
IL VELINO SERA 13 marzo del 2008
di Lanfranco Palazzolo


Roma - Il sito di Piero Fassino si sta rivelando un vero e proprio fallimento mediatico. L’ex segretario della Quercia ha progettato pierofassino.it con l’obiettivo di dare di sé una nuova immagine, lontana dallo stereotipo del vecchio funzionario di partito sindacalizzato della Torino degli anni Ottanta. Lo ha fatto scegliendo sulla homepage il modello di immagine dell’attore americano Gregory Peck senza avere il medesimo fascino. Ma se andiamo ai contenuti del sito, i progressi non ci sono. E pensare che il sito dell’esponente del Pd ha un numero di audiovideo notevole. I contenuti sono quelli giusti. L’esponente del Partito democratico viene intervistato da alcuni giornalisti famosi o conosciuti come Lucia Annunziata e il direttore di Europa Stefano Menichini. Ma il risultato e soprattutto il successo nella rete non c’è. E questo lo si comprende se si vanno a leggere i commenti del blog di Fassino. Dopo una prima fase di entusiasmo nei confronti dell’esponente del Pd sono arrivate le critiche ai commenti dell’esponente del Partito democratico. Probabilmente, i navigatori della rete politica non hanno gradito l’entusiasmo con il quale Fassino ha accolto la vittoria del Psoe di Zapatero in Spagna. E ancor meno la comparazione tra questo successo e la campagna elettorale del Pd. Fassino scrive che questa è “la tendenza che si registra anche da noi, in questo inizio di campagna elettorale, che vede Veltroni e il Partito democratico come il fattore dinamico e innovativo della scena politica italiana”. In molti non la pensano così. Franco non ha gradito le polemiche su Giuseppe Ciarrapico: “Caro Fassino, potrebbe spiegarmi per quale motivo lei è stato uno tra i primi a strumentalizzare le dichiarazioni del vecchio Ciarrapico? Forse lei dimentica che fino a qualche mese fa l’editore Ciarrapico è stato corteggiato dai vertici del Pd! Forse lei dimentica altresì che nel governo D’Alema l’incarico di sottosegretario al ministero del Tesoro è stato assegnato ad un certo Romano Misserville! Questo nome le dice qualcosa? Quindi, per cortesia, non riempiamoci la bocca di ‘chiacchiere’ ma se proprio dobbiamo farlo pensiamo allora che nelle liste del Pd sono presenti candidati che orgogliosamente si dicono comunisti o ex comunisti. Saluti”. Buffalmacco critica il Pd spiegando che “il riformismo del Pd mi sembra un po’ timido, un po’ incerto, pur rappresentando un indubbio e gigantesco passo in avanti rispetto alla fase politica che si è appena conclusa. Sarà forse perché è mancato al Pd il tempo per elaborare una cultura politica fondante, omogenea e coerente pur nel rispetto dell’identità delle sue componenti d’origine?”. Yerle non condivide il tentativo di Fassino di fare del successo socialista in Spagna anche quello del Pd in Italia: “A Fassì...sei più triste di Rutelli quando tenti di aggrapparti ai successi degli altri per cercare di apparire quello che non sarete mai...”. Marco corregge questa valutazione di Piero Fassino sul sito: “Il netto successo elettorale di Zapatero e la vittoria dei socialisti francesi nelle elezioni municipali hanno lo stesso segno: gli elettori considerano il centrosinistra più affidabile”. Il navigatore di pierofassino.it puntualizza: “...non centrosinistra Piero, ma i Socialisti. Mi chiedo tante volte se sei davvero convinto del PD”. Antonio Radici non condivide la vicinanza tra Pd e Psoe: “Parliamo di quello che vuoi, similitudini economiche, similitudini nel modo di concepire la società, partito socialista europeo e quello che ti pare, ma, onestamente, non c’è nessuna similitudine nella ‘modernità dei diritti’ concepita dal Psoe e dal Pd. Capisco che dovete raccattare i voti di Cl, Confindustria e quant’altro, è legittimo, è il vostro partito e fate quello che vi pare, ma almeno siate coerenti in questo”. (pal)