martedì 18 marzo 2008

"Sagan a tutta velocità"

Buongiorno Francoise, si riapre il dibattito sulla Sagan
Il Velino del 18 marzo del 2008
di Lanfranco Palazzolo
(La scrittrice ai tempi dei suoi primi successi negli anni '50)

Roma, 18 mar (Velino) - La Francia torna a parlare della scrittrice francese Francoise Sagan, autrice di “Buongiorno tristezza” e “Le piace Brahms?”. E lo fa con un libro della giornalista di Liberation Marie-Dominique Lelièvre dal titolo “Sagan à toute allure” (Denoel). Questo saggio ha avuto il merito di riaprire il dibattito su una scrittrice, scomparsa nel 2004, che è stata dimenticata dalla Francia. Senza dubbio, la Sagan ha rappresentato un nuovo modello di scrittrice negli anni Cinquanta. La Lelièvre ha fatto un lavoro durissimo cercando e incontrando gli amici della scrittrice. Questo è stato un modo per scoprire un nuovo aspetto dell’autrice. Non a caso il volume è preceduto da una citazione di Nietsche: “Un grande scrittore non vive solo del suo spirito, ma anche in quello dei suoi amici”. E non è un caso che il libro sia stato dedicato a Florence Malraux, sua carissima amica che l’aveva definita con lucida tenerezza “l’ultimo personaggio di Francis Scott Fitzgerald”. Anche se in Francia l’opera della Lelièvre non è considerata esaustiva, sfogliando le pagine di “Sagan à tout allure” si ha l’impressione di conoscere la Sagan. Ma questo abbraccio lascia un vuoto. L’assenza delle opere della scrittrice dalle librerie francesi. Ce lo segnala il mensile Lire che dedica ben 13 pagine al nuovo libro sulla Sagan. Quello che rivela Lire è che nonostante si torni a parlare della Sagan, nelle librerie francesi (e anche in quelle italiane) resta il vuoto delle opere della Sagan e non sulla Sagan.
Un bel problema nel momento in cui si parla della scrittrice la cui opera è ancora giudicata come largamente incompresa. La donna, che è stata definita dalla Lelievrè come “il sogno delle generazioni francesi del dopoguerra”, è riuscita a trasmettere ai giovani degli anni ‘50 un patrimonio di sentimenti contrastanti. È difficile dimenticare le prime parole di “Bonjour tristesse”: “La tristezza mi è sempre parsa onorevole. Non conoscevo lei, ma la noia, il rimpianto e più raramente i rimorsi. Oggi, qualcosa si ripiega su di me come una seta, snervante e dolce, che mi separa dagli altri”. Il figlio della Sagan, Denis, nato dal secondo matrimonio della scrittrice con Bob Westhoff, ricorda una mamma anticonformista che non faceva mai colazione con lui perché nella notte era troppo impegnata a scrivere. Nonostante la sua vita sregolata, i suoi eccessi nella guida delle macchine fuoriserie, la Sagan aveva preteso che suo figlio Denis svolgesse il servizio militare per conoscere la “vera vita”. Ma per farglielo fare aveva interpellato il ministro della Difesa Charles Hernu affinché suo figlio venisse chiamato alle armi al più presto. Tutti i suoi amici ricordano il modo che aveva di trattare con le persone illustri del suo paese.
Ancora oggi, gli amici della scrittrice si sbellicano nel raccontare come ricevesse il presidente francese Francois Mitterand in cucina o come allungasse per gli ospiti la minestra con l’acqua del rubinetto quando si accorgeva che non bastava. A rileggere oggi le opere della Sagan resta un grande vuoto. Difficilmente incontreremo nel panorama letterario una scrittrice come la Sagan che nella sua vita ha vinto così pochi premi letterari e guadagnato la stima di tanti lettori che l’amavano per la sua capacità di essere se stessa senza ipocrisia.

(pal) 18 mar 2008 11:53