sabato 22 marzo 2008

Il contatto telepatico di Hitler con il Tibet

Hitler e Buddha / Quando il nazismo ammiccava al Tibet
--IL VELINO CULTURA-- 22 marzo 2008

di Lanfranco Palazzolo

Roma, 22 mar (Velino) - Forse sono in pochi a sapere che il regime nazista si interessò del Tibet. Tra il 1938 e il 1939, un alto ufficiale delle SS fu mandato per conto del regime hitleriano in questa regione in occasione delle festività del capodanno tibetano. Scopo ufficiale della missione era uno studio di carattere geografico ed etnologico dei tibetani. E i nazisti furono accolti come i benvenuti. Negli anni ‘30 i tibetani cercavano nuovi alleati perché temevano un’aggressione straniera da parte dell’Urss, della Cina o degli inglesi. In quegli anni il regime stalinista aveva duramente perseguitato i credenti buddisti all’interno dei propri confini nonostante l’appoggio dato dall’Urss alla Repubblica Popolare di Mongolia. In quegli anni i giapponesi avevano fatto leva sul sentimento antireligioso dell’Urss per peggiorare le relazioni tra la Mongolia e il regime sovietico. Ma non ci riuscirono. Tokyo aveva anche costituito una sorta di stato fantoccio mongolo in Manciuria, il Manchukuo. Ma questi tentativi non avevano ottenuto alcun successo. I tibetani erano molto più interessati alle offerte del Giappone. Il 25 novembre del 1936 la Germania nazista e il Giappone avevano firmato il Patto Anticomintern che aveva stabilito una politica comune dei due paesi contro la diffusione internazionale del comunismo. Nel 1939 aveva aderito a questo accordo anche il Manchukuo. L’invito alla delegazione nazista era nata in questo contesto. Ma queste relazioni si interruppero poco dopo perché nell’agosto del 1939 la Germania e l’Urss sottoscrissero un patto di non aggressione che deluse il popolo tibetano. Ma cosa aveva convinto i gerarchi nazisti ad avviare i contatti con il popolo tibetano? Ci aveva pensato la leggenda di Shambhala. Questo mito aveva attratto il nazismo. Shambhala è una società dove tutti gli abitanti sono illuminati, con al centro una capitale chiamata Kalapa. Per comprendere l’interesse nazista per Shambhala è necessario fare un passo indietro fino alla nascita della cosiddetta Società di Thule (Thule-Gesellschaft) che aveva come simbolo la croce uncinata ed era caratterizzata dall’antisemitismo. Questa società, che si ispirava al buddismo, distorcendolo, era considerata come il primo nucleo del nazionalsocialismo. Il padre della Thule era il professor Karl Kaushofer, convinto assertore del ritorno della grande Germania e dell’espansione tedesca a est al fine di costituire un solido “spazio vitale” che avrebbe a sua volta garantito il dominio teutonico sul mondo. Gli appartenenti a Thule miravano, attraverso la telepatia e specifici riti occulti, che si svolgevano solitamente nei boschi e vicino a corsi d’acqua, a entrare in contatto con gli antichi “maestri sconosciuti”, considerati dai nazisti come dei superuomini, al fine di far nascere la razza superiore. Ebbero contatti con questa organizzazione molte personalità di primo piano del nazionalsocialismo come Adolf Hitler e Rudolf Hess. Quest’ultimo si formò nella Thule e si dice che abbia anche “iniziato” Hitler nel periodo nel quale si trovava con lui in carcere dopo il fallito Putsch di Monaco. Il “sogno” di Heinrich Himmler, altro uomo di fiducia di Hitler, era quello di creare un Ordine con superuomini da formare secondo l’etica prussiana e quella degli antichi Ordini cavallereschi, segnatamente dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici. Per una tale organizzazione egli cercava una legittimazione o crisma, che però non poteva trarre dal cattolicesimo, apertamente avversato dalla corrente radicalista dell’ideologia nazista. A questo scopo, Himmler aveva fondato la “Deutsche Ahnenerbe” (Vedi il simbolo nella foto sopra), nota come “Società di studio sulla storia antica dello spirito” (di questa società aveva già scritto IL VELINO lo scorso 24 maggio recensendo il volume “Il piano occulto. La setta segreta delle SS e la ricerca della razza ariana”, scritto da Heather Pringle e pubblicato da Lindau). Questa società aveva numerosi campi di studio. Uno di questi, il più importante, era in materia di occultismo. La missione in Tibet si inseriva in questo quadro. La spedizione nazista nella regione asiatica avrebbe cercato un collegamento con un centro segreto della Tradizione (Shambhala), mentre un’altra missione in Groenlandia avrebbe mirato a un contatto con la Thule iperborea o occulta. Nel 1938 l’Ahnenerbe finanziò una spedizione nell’estremo oriente. A guidarla fu il dottor Ernst Schaeffer, etnologo e alpinista. Il suo obiettivo era di realizzare uno studio scientifico del popolo tibetano. Durante la spedizione, lo studioso esaminò più di trecento crani di abitanti del Tibet e del Sikkim, registrando minuziosamente le loro caratteristiche fisiche. Determinò che il popolo tibetano si situava in una posizione intermedia tra le popolazioni europee e mongolidi, e che i caratteri europei erano tanto più marcati quanto lo stato sociale si alzava. Ma un altro dei compiti assegnati a questa spedizione era la ricerca della mitica Agarthi, regno sotterraneo in cui risiederebbe il Re del mondo, entità con cui Hitler sosteneva di mantenere una sorta di contatto telepatico. Ma ci sono stati anche altri studiosi che hanno sostenuto che i contatti tibetani con il nazismo furono molto più frequenti. Questa tesi fu enunciata da Trevor Ravenscroft nel suo libro “The Spear of destinity” (1973). Lo studioso sostenne che dal 1926 al 1943 ci fu una missione annuale di esponenti politici del partito nazionalsocialista (NSDAP). Ma questi contatti non furono mai provati del tutto.

(pal) 22 mar 2008 11:20