giovedì 27 marzo 2008

Athos, l'ambientalista del Pd

Il ritorno di Athos De Luca / Predica bene e razzola male
IL VELINO CULTURA del 27 marzo del 2008
di Lanfranco Palazzolo

Roma - Il ritorno di Athos. Uno dei fatti nuovi della campagna elettorale per il Comune di Roma è il ritorno di Athos De Luca. L’ex esponente dei Verdi e poi della Margherita ha organizzato in grande la sua riscossa politica. La capitale è stata letteralmente tappezzata dai manifesti del candidato del Partito democratico in Campidoglio. La sua immagine è stata associata a questo slogan: “Il ritorno di Athos l’ambientalista del Pd”. Fin qui nulla di male. Però, come dimostra il manifesto affisso all’imbocco della galleria che collega via Marsala con via dei Mille, De Luca non ha tenuto fede alla sua grande fama di ambientalista piazzando i manifesti dove non era consentito affiggerli. E sotto l’occhio attento delle telecamere di sicurezza della Stazione Termini. Inoltre, l’ex senatore dei Verdi non ha certo reso onore al suo passato di presidente del Comitato “Scopri Roma”. Infatti De Luca, proprio in qualità di presidente del Comitato Scopri Roma, si era battuto per difendere il decoro della capitale dai maxi cartelloni del centro storico e della periferia e contro i manifesti selvaggi. Nel 2001 il Comitato era riuscito a rimuovere circa 1.300 cartelloni selvaggi. Il Comitato “Scopri Roma” si era anche mobilitato contro la diffusione dei volantini e aveva criticato questo malcostume nel 2002. Ma non lo aveva fatto contro i partiti politici, ma contro i privati. Il 15 dicembre del 2002 il Comitato aveva scritto che “il problema fino ad oggi è stato molto sottovalutato tanto che i volantini che girano ogni giorno in città sono milioni, una nuova forma capillare di degrado urbano”. Il problema non è di poco conto se pensiamo che nel 2002 il consigliere comunale del centrosinistra Silvio Di Francia aveva fatto sapere che il Comune di Roma aveva speso ben nove milioni in più rispetto al passato per migliorare il decoro della città. Nell’edizione del 18 agosto del 2002 di Repubblica (edizione romana) lo stesso De Luca aveva spiegato anche quale era la sua strategia contro l’affissione dei manifesti abusivi nella capitale: “Pulire è utile, ma non risolve il problema”, spiegò De Luca. E propose: “Anni fa chi attaccava manifesti abusivi commetteva un reato, poi, guarda caso, tutto è stato depenalizzato. Bisognerebbe tornare alla vecchia disciplina. Essere più severi”. Dubitiamo che la stessa severità che chiedeva Athos De Luca per i cartelloni e i manifesti selvaggi sarà applicata al suo “manifesto selvaggio”. Però del ritorno di Athos De Luca abbiamo apprezzato una cosa. Dopo i primi giorni della campagna elettorale, l’ex parlamentare ha deciso di togliere dai suoi manifesti lo slogan “L’ambientalista del Pd” per scrivere semplicemente “Il ritorno di Athos De Luca”. Grazie per l’accortezza. (pal)