giovedì 3 luglio 2008

No al "Compagno" Obama

I democratici Usa non entreranno nell'Internazionale socialista
"La Voce repubblicana" del 3 luglio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Non credo che i democratici americani possano entrare nell’Internazionale socialista. Lo pensa il deputato del Partito democratico Furio Colombo.
Onorevole Colombo, in questi giorni l’Internazionale socialista sta discutendo di avviare un dialogo con i Democratici americani. E’ credibile che i Democrats entrino nell’Is?
“Credo che questa sia una speranza infondata. E’ improbabile. Anzi, scommetterei che il Partito democratico americano non diventerà parte dell’Internazionale socialista perché sono storie diverse, vicine, affini, con delle sovrapposizioni anche incredibili, con dei momenti di intensità per la lotta sui temi del lavoro, per i diritti e per tutto quello che in Europa chiamiamo sinistra nel partito democratico americano. Ma non c’è nessun punto in cui la storia dell’Internazionale socialista attraversi la storia dei Democratici americani e viceversa. Si tratta di culture diverse, di storie diverse. E quindi anche il linguaggio rappresenta e riflette questa diversità. Il linguaggio – nel momento in cui si parla dell’Internazionale socialista – rappresenta ed evoca una storia diversa da quella degli Stati Uniti”.
Il termine liberal non può essere comparato con la parola Socialista?
“Non è una questione di comparazione. Si tratta di due culture completamente diverse. Negli Stati Uniti si dice Liberal, in Europa si dice socialista. liberal rappresenta una storia basata fondamentalmente sul lavoro, l’impegno, l’attività degli individui. L’Europa fa riferimento alla vita collettiva, sia statuale che delle masse collettive dall’altro. Son due visini diverse su come si arriva ad ottenere gli stessi diritti. Le masse dei cittadini di colore che chiedono i diritti non propugnano la rivoluzione, ma invocano la loro Costituzione, quella che hanno già, che è di una portata altissima. La loro fortuna è stata di avere una Costituzione moderna e liberale quando gli europei non avevano nemmeno pensato la Rivoluzione francese e lottavano con la tirannia. I cittadini americani hanno lottato contro i loro Governi, ma mai contro le loro leggi perché queste erano dalla loro parte. I diritti civili hanno trionfato perché i giudici lo hanno fatto realizzando il sogno di Martin Luther King: attuare le leggi che c’erano già. In un paese così, liberal significa applicare la Costituzione più liberal”.
La storia delle sinistre europee è la stessa?
“No, è una storia delle masse contro il potere. La storia americana è una lotta per il sogno americano che vuole il perseguimento della felicità nella Costituzione”.
L’Ulivo mondiale era più credibile?
“Allora condividevo quel progetto. Quello dell’Internazionale socialista lo trovo irrealistico. Allora nessuno voleva che Bill Clinton diventasse socialista. Volevamo tutti diventare ulivisti”.