giovedì 17 luglio 2008

Di Virgilio, no ad ogni persecuzione

Di Lanfranco Palazzolo, "La Voce Repubblicana" del 17 luglio 2008(Nella foto a sinista l'onorevole Domenico Di Virgilio)

Noi rispettiamo il lavoro della magistratura. Ma siamo anche contro ogni teorema politico. Lo ha dichiarato alla “Voce Repubblicana” il presidente vicario dei deputati del Pdl Domenico Di Virgilio. Ecco cosa ci ha detto il parlamentare abruzzese.
Onorevole Di Virgilio, cosa pensa dell’arresto del Presidente della regione Abruzzo Ottaviano Del Turco?
“Io rimango sempre sorpreso quando persone, di cui le istituzioni dovrebbero avere fiducia, restano coinvolte – fino a prova contraria mi fido della magistratura – in episodi di malcostume. Noi politici abbiamo il dovere di rispondere a chi ci elegge. Mi meraviglia che Del Turco sia al centro di questa inchiesta. Come politici dobbiamo rispondere ai cittadini con provvedimenti che vadano a vantaggio di tutti. Questo blitz nei confronti della giunta abruzzese mi ha molto amareggiato e sorpreso perché ha decapitato l’organo che governa la regione Abruzzo. Per giungere a questo arresto dovrebbero esserci delle prove. Ora occorre attendere con correttezza l’evolversi di questi eventi. E questa situazione penalizza fortemente – io sono abruzzese anche se vivo nel Lazio da tanti anni – una regione che è in crescita e non merita sicuramente quello che abbiamo visto in queste ore. Nel campo della Sanità questa regione ha bisogno di un salto di qualità delle strutture per evitare quei ‘viaggi della speranza’ in altre regioni e dare il massimo dell’eccellenza ai cittadini che l’aspettano”.
Quali problemi doveva affrontare la sanità in Abruzzo in questa fase?
“La sanità dell’Abruzzo è a chiazza di leopardo come quella di tutto il centrosud. Negli ultimi anni aveva fatto dei progressi. Alcuni ospedali si stavano attrezzando con tecnologie avanzate. Anche se la sofferenza per l’assenza di strutture altamente tecnologiche è ancora molto sentita. C’è necessità di un impulso notevole e di un equilibrio tra pubblico e privato nel rispetto della legge e delle possibilità del cittadino. Ora, con questa vicenda, questo processo di cambiamento viene vanificato. Sui giornali abbiamo letto come ci siano state – ammesso che corrispondano a verità – delle vicende che hanno penalizzato alcuni imprenditori privati della sanità. E questa è un’ingiustizia che l’Abruzzo non può assolutamente permettersi. E gli abruzzesi non meritano”.
Cosa ricorda dell’arresto in blocco della giunta abruzzese nel 1992?
“Allora la situazione era diversa. Gli eventi hanno dimostrato che le accuse erano in parte vere. Ora noi chiediamo l’azzeramento della giunta e nuove elezioni. Dobbiamo avere una giunta in carica che possa garantire un governo efficiente”.
I rapporti tra politica e magistratura peggioreranno?
“Noi siamo per il rispetto della magistratura, ma anche contro i teoremi e le persecuzioni da parte della giustizia”.