sabato 19 luglio 2008

Selva, il Cda Rai ha fatto bene a salvare Saccà

Onore a Saccà
"Voce Repubblicana" del 19 luglio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Il Cda della Rai ha reso giustizia ad un grande professionista come Agostino Saccà. Lo ha dichiarato alla “Voce Repubblicana” l’ex senatore Gustavo Selva. Ecco cosa ci ha detto.
Senatore Selva, cosa pensa del voto del Consiglio di amministrazione della Rai che ha evitato il licenziamento dell’ex Dg della Rai Agostino Saccà, accusato di aver ricevuto in passato pressioni da parte di Silvio Berlusconi quando era all’opposizione?
“Penso che sia stata resa giustizia ad un eccellente professionista, quale si è sempre dimostrato Agostino Saccà. In ogni caso, per quanto riguarda i procedimenti giudiziari, uno è innocente fino al compimento di tutti gli atti. Credo che il Cda abbia fatto benissimo a non prestarsi alla manovra che l’attuale Direttore generale Claudio Cappon aveva preparato a Saccà”.
Non la fa sorridere il fatto che in Rai abbiano creato un Comitato etico proprio per Agostino Saccà? In passato c’erano stati dei Comitati etici?
“Io ho subito i Comitati etici. Forse non molti lettori ricordano che all’epoca della Direzione del Gr2 (che aveva raddoppiato i suoi ascolti), da una lista apocrifa il mio nome risultò tra gli iscritti alla loggia P2. Le sentenze della magistratura hanno sempre dimostrato quello che ho sempre sostenuto: io non ero iscritto a questa loggia massonica nella quale c’erano anche tante degnissime persone che poi erano estranee ad ogni trama contro lo Stato. In quel periodo mi fu applicata una sentenza tutta politica. La sinistra Dc e i consiglieri comunisti pretesero che io venissi destituito dalla direzione del Gr2 dopo circa nove mesi di sospensione. Questo è lo stesso metodo che si voleva applicare a Saccà”.
E’ rimasto sorpreso che un consigliere come il comunista Sandro Curzi si sia astenuto?
“Trovo che quella di Curzi sia stata una posizione apprezzabile. Io avrei votato contro il licenziamento. La richiesta del Direttore generale Cappon aveva troppo il sapore di una vendetta politica”.
Ecco, diciamo che i politici chiamano i direttori delle testate e i dirigenti della Rai. E che questo accade con tutti…
“Sappiamo benissimo quante sono le raccomandazioni ad ogni livello in Rai. Mi riferisco ai direttori dei programmi, ai direttori generali, ai direttori di testata. Ai tempi del Gr2 mi telefonò un ministro dell’Interno che non era Francesco Cossiga…”.
Era Virginio Rognoni?
“Non dico il nome. Il ministro di cui non voglio pronunciare il nome mi trattò come se fossi un suo subordinato, invitandomi ad eseguire un suo ordine per non dare una determinata notizia. Io gli risposi che facevo il direttore fino a quando avevo quell’incarico. Questa è una delle pressioni più blande che venivano fatte. Per raccomandare delle persone per condurre delle trasmissioni o affidarle degli incarichi gli scontri erano ben più duri”.