lunedì 21 luglio 2008

Il Psi e l'ordine pubblico ai tempi del Governo Tambroni

Recensione de "Il socialismo fiorentino".
"Che libri", Luglio 2008
di L. P.

Di questi tempi non si parla molto di socialismo. Dopo la sconfitta alle recenti elezioni politiche il partito che fu di Pietro Nenni è sparito dalla geografia parlamentare italiana. Proprio mentre si consumava questo dramma, Polistampa ha pubblicato “Il socialismo fiorentino. Dalla liberazione alla crisi dei partiti (1944-1994)”. (Pagg. 204 – 16 Euro), a cura del professor Luigi Lotti. Il volume si avvale della prefazione del Presidente del Consiglio regionale toscano Riccardo Nencini, con scritti di Massimo Nardini e Donatella Cherubini con una testimonianza dell’ex ministro della Difesa socialista Lelio Lagorio. Il libro è proprio un omaggio all’ex ministro che fu anche sindaco di Firenze negli anni ’60 succedendo al democristiano Giorgio La Pira nel biennio 1964-1965. Secondo Riccardo Nencini, il Psi di allora “seppe comunque rappresentare pezzi di società che i partiti di massa non riuscivano ad interpretare”. Di certo il Psi riuscì ad evitare un bagno di sangue nel 1960, quando nacque il Governo guidato da Fernando Tambroni, un monocolore Dc, appoggiato dal Msi. Mentre nel resto d’Italia proseguivano gli scontri tra polizia e manifestanti dei partiti di sinistra, contrari a quell’esecutivo, il Psi chiese al prefetto di Firenze Arnaldo Adami di lasciare la polizia nelle caserme. Nella sua testimonianza, Lagorio racconta che i socialisti si imposero sul responsabile dell’ordine pubblico nella città garantendo che non ci sarebbero stati incidenti nel capoluogo fiorentino: “Lei non dia ascolto al Governo – disse l’allora vicesegretario del Psi fiorentino Lagorio -, lasci la forza pubblica in caserma. All’ordine ci pensiamo noi”. Il questore rispose che avrebbe voluto parlare con Roma, ma Lagorio lo invitò a decidere subito: “Le do dieci minuti per decidere”. Tutte le manifestazioni contro il Governo Tambroni si svolsero senza incidenti. Questa storia degli amministratori socialisti fiorentini è un documento interessante perché ci permette di comprendere quale fu il ruolo del Psi in una città dove serviva una forza politica in grado di mediare tra la Dc e il Psi. Anche se il libro risente della passione di parte e della naturale competizione tra Pci e Psi, resta una testimonianza per interpretare le divisioni della politica fiorentina che seppe comunque trovare l’orgoglio e l’unità per affrontare un’emergenza difficile come quella dell’alluvione del novembre del 1966.

“Il socialismo fiorentino. Dalla Liberazione alla crisi dei partiti (1944-1994)”, a cura di Luigi Lotti. Polistampa 2008, cm 17x24, pp. 204, ill. b/n e col., br., € 16,00