martedì 22 luglio 2008

Saccà, contro di me un Sabba

"Le idee di sinistra oggi suonano di più a destra"
la Voce Repubblicana del 22 luglio del 2008

Di Lanfranco Palazzolo

Contro di me è scesa in campo solo una parte della Rai, quella più avventizia. Lo spiega “Voce” Agostino Saccà dopo il voto del Cda che ha bloccato il suo licenziamento perché troppo vicino a Silvio Berlusconi.
Agostino Saccà, i suoi nemici l’hanno sempre accusata di essere troppo trasversale in Rai?
“Sono sempre stato una persona che ha ragionato con la sua testa ed ha sempre avuto le sue idee. La mia formazione è quella del socialismo liberale. Io voto per Forza Italia. Ma le mie idee sono di sinistra. Oggi, queste idee suonano di più a destra. Questa è la verità. Il mio è un trasversalismo obiettivo. Il termine trasversale non mi piace”.
Come ha trovato questo clima di moralismo contro di lei?
“Questo paese è malato. La Rai è sempre stata in qualche modo una metafora di quello che succede nel paese. Questa è anche la forza dell’azienda. In questo paese malato di giacobinismo la Rai partecipa a questo Sabba (incontro tra streghe e Satana, ndr) che è assurdo e farsesco. Mi considero uno degli uomini migliori della Rai: ho fatto crescere ‘Rai 1’ di 4 punti, ho aumentato la raccolta pubblicitaria in maniera straordinaria, ho dato vita a programmi di grande successo. Quando ero alla Direzione generale abbiamo fatto il 47 per cento di share nonostante i tagli 200 milioni di euro che ci erano stati imposti. Con la Presidente Letizia Moratti avevamo ridotto di 1500 miliardi l’indebitamento della Rai in due anni. Ho trovato ingiusto che mi mettessero in croce in questo modo. Ma questo attacco è arrivato da un pezzo di Rai. Un pezzo avventizio dell’azienda. E non mi riferisco all’azienda vera. Questa è stata una farsa più che una tragedia”.
Perché il consigliere Sandro Curzi non ha votato contro di lei?
“Curzi è un uomo intelligente che sente quello che succede in profondità. Nella sinistra è rimasto uno dei pochi. Per questo ha il dono dell’onestà. Le ricordo che ben 18 tra registi, sceneggiatori, direttori di fotografia come Vittorio Storaro e Liliana Cavani hanno firmato chiedendo: ‘Nessuno tocchi Agostino’. Io non ho voluto che questo appello arrivasse nei set per essere firmato. Purtroppo altri sono rimasti ciechi. Non hanno voluto vedere. Curzi ha capito molto di più di tanti giovani della sinistra. La sinistra di oggi perde perché non vuole vedere”.
In cosa sono diversi Berlusconi e Veltroni nel loro rapporto con la Tv?
“Silvio Berlusconi è uno che la Tv l’ha fatta e l’ha sentita dentro. Walter Veltroni ha visto la tv, l’ha studiata, l’ha amata seguendo le orme del padre. La Tv è la sua famiglia. Ma al contrario di Berlusconi, Veltroni non ha mai fatto tv. C’è una grande differenza tra fare la Tv e viverla di riflesso. Tuttavia riconosco che il Paese deve molto a questi due uomini per il cambiamento politico che stiamo vivendo”.