giovedì 24 luglio 2008

Ecco perchè il Pd è antimaggioritario

Arturo Parisi non ci ha abbandonato
Intervista al Professor Giovanni Guzzetta
"Voce Repubblicana" del 24 luglio del 2008
di Lanfranco Palazzolo
(A destra il prof. Giovanni Guzzetta).


Nel partito di Walter Veltroni c’è una maggioranza contraria al maggioritario e alle riforme istituzionali. Lo spiega alla “Voce” il prof. Giovanni Gazzetta Presidente del Comitato promotore dei referendum elettorali.
Professor Guzzetta, i partiti vi hanno voltato le spalle?
“Negli ultimi due anni tutti hanno riconosciuto che questa legge elettorale andasse modificata e alcuni partiti si sono spesi per raccogliere le firme. Oggi vedo una grande reticenza. A volte ho il sospetto che c’è chi non voglia raggiungere il quorum. Chi vuole questa soluzione dice che politicamente si è realizzato quello che il referendum voleva ottenere con la riforma elettorale. Non credo sia andata così per le liste bloccate e le candidature multiple. Nel corso delle ultime elezioni si è fatto un uso abnorme di questi due strumenti. Ecco perché abbiamo oltre 100 parlamentari non eletti che sono stati ripescati grazie al meccanismo delle candidature multiple che ha reso questo Parlamento come un’assemblea di nominati più che di eletti. Credo che ci sia stata una semplificazione grazie anche alla spinta referendaria. Ma questa semplificazione è stata parziale visto che i conflitti nelle coalizioni ci sono”.
Come stanno i grandi partiti?
“La riforma che abbiamo proposto implica anche apertura interna dei partiti alla democrazia. Questo non è accaduto in nessun partito. Il Pd sembrava aperto a questa prospettiva. Ma il partito di Veltroni ha compiuto una serie di gesti che non vanno in questo senso. Mi riferisco alla nomina della Direzione del partito che è avvenuto con un criterio di cooptazione di un listone unico. Detto questo, la semplificazione della vita politica che auspichiamo deve andare di pari passo con una riforma che renda i partiti coerenti con il dettato costituzionale che vuole una vita realmente democratica all’interno dei partiti politici”.
Goffredo Bettini del Pd propone una consultazione elettorale interna sui vostri referendum?
“E’ una scelta positiva. Ma credo sia evidente che nel Pd ci siano dei contrasti molto forti sulle riforme istituzionali. Una parte molto ampia del partito di Veltroni è contraria ai referendum e alla cultura del maggioritario. Qualche settimana fa c’è stato un convegno nel quale i leader di questo partito si sono incontrati esprimendosi in quella direzione. Mi riferisco a Massimo D’Alema, a Francesco Rutelli e a Dario Franceschini. Ecco perché il referendum interno è una scelta positiva”.
Chi si è dimostrato più coerente nei vostri confronti?
“Arturo Parisi è stato un referendario dalla prima ora e non ci ha mai abbandonati. Molti esponenti politici hanno fatto un passo indietro perché i rispettivi partiti hanno cambiato atteggiamento sui referendum. Se vogliono essere rieletti non devono esporsi per i referendum”.