venerdì 25 luglio 2008

Il centrosinistra è disunito su Orlando

No a Leoluca
"La Voce Repubblicana" del 25 luglio 2008
di Lanfranco Palazzolo

Se il Pd volesse Leoluca Orlando alla Presidenza della Vigilanza Rai indicherebbe con l’Idv un candidato alla Presidenza Rai. Ma non lo stanno facendo. Lo ha detto alla voce il senatore del Pdl Alessio Butti.
Senatore Butti, cosa accadendo sulla Presidenza della Vigilanza Rai?
“In circostanze come queste la nomina della Presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai procede di pari passo con quella per la Presidenza del Consiglio di amministrazione della Rai. Noi sappiamo perfettamente che il centrosinistra appare disunito per quanto concerne l’indicazione unanime di un candidato alla Presidenza della Rai. E quindi registriamo questa impasse anche per quanto concerne la Presidenza della Commissione parlamentare. Abbiamo detto fin dall’inizio che non era un problema di carattere personale nei confronti dell’onorevole Leoluca Orlando. Tuttavia, devo rilevare che quanto è accaduto recentemente a Piazza Navona rappresenta una sorta di pietra miliare negativa nella storia della costituzione di questa Commissione. Leoluca Orlando è uno degli esponenti principali de l’Italia dei Valori. Questo partito ha organizzato un’indegna gazzarra in piazza Navona”.
Però il Pd non ha dichiarato apertamente di voler abbandonare la candidatura Orlando.
“Ma non vedo nemmeno da parte del Partito democratico un evidente sostegno al candidato dell’Idv. Se volessero davvero Orlando alla Presidenza della Vigilanza Rai potrebbero tranquillamente indicare un candidato alla Presidenza della Rai. Ma non lo stanno facendo”.
Qual è la vostra posizione sulla Presidenza del Cda Rai? Il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani auspica che Claudio Petruccioli abbia un ruolo importante nel Cda. Pensate la nomina del Presidente della Vigilanza possa avere un effetto domino non gradito al Pdl?
“Non credo che possa esserci un effetto domino. Penso che Claudio Petruccioli sia un valido giornalista e professionista con una certa esperienza parlamentare. Come tale è un politico etichettato sul quale – in passato – il centrodestra aveva fatto convergere i propri voti e il proprio sostegno, dimostrando una certa disponibilità. Non mi spingo più in la. Vorrei che vi fosse un’indicazione unanime tra centrodestra e centrosinistra sul Presidente del Cda e il resto del Consiglio di amministrazione. Credo che sia il centrodestra che il centrosinistra stanno lavorando su questo. Come centrodestra presenteremo un’indicazione legislativa sulle modalità di elezione del Cda Rai e per la sua governance”.
Cosa ne pensa del tentativo di licenziare il responsabile di Raifiction Agostino Saccà?
“Saccà è un buon professionista. Lo ha dimostrato come Direttore generale. Mi auguro che la politica non entri in queste dinamiche interne alla Rai. Saccà è un dirigente di questa azienda”.

Indipendenza dei magistrati e prevaricazione

Convegno del Pri
Una nuova giurisdizione
nella Costituzione
Roma 24 luglio 2008
ore 16,00
Camera dei Deputati
Sala del Cenacolo, Palazzo Valdina
Vicolo Valdina, 3/a

Un programma repubblicano per la giustizia. Radio Radicale, 23 luglio 2008.
Intervista di Lanfranco Palazzolo


Mercoledì 23 luglio il segretario del Partito Repubblicano Italiano Francesco Nucara ha rilasciato questa intervista a “Radio Radicale” per presentare il convegno del Pri dal titolo “Una nuova giurisdizione nella Costituzione”, che si è svolto ieri a Roma in vicolo Valdina, Sala del Cenacolo. Fra gli interventi, anche quello del ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano.
Onorevole Nucara, perché il Pri ha organizzato questo convegno che cade in un momento molto difficile e di aspro scontro politico sulla giustizia in Italia?
“Già nella precedente legislatura, il Pri aveva presentato in Senato un disegno di legge di modifica dell’assetto della giustizia in Italia. In quella occasione avevamo proposto la riforma del Consiglio superiore della magistratura, per passare poi ad una modifica più ampia che riguarda anche l’elezione diretta dei capi degli uffici giudiziari. Il convegno sulla giustizia del Pri cade a proposito. Leggo dai giornali che il ministro della Giustizia Angelino Alfano presenterà ad ottobre una riforma sui temi della giustizia. So che anche i parlamentari radicali hanno presentato una riforma su questi temi. Ho visto che ci sono anche tante affinità con il disegno di legge che ho presentato qui alla Camera dei deputati. Noi vogliamo che ci sia una giustizia vera, a cominciare dalla riforma dell’obbligatorietà dell’azione penale, che invece diventa prerogativa discrezionale dei pubblici ministeri”.
Come volete cambiare il Csm?
“E necessaria anche una riforma del Csm. L’organo di autogoverno dei giudici è stato concepito in maniera tale che i magistrati si sono organizzati in correnti. Invece di essere un organo di autogoverno, il Csm si è trasformato in una casta a tutela dei magistrati. Ai tempi della Costituente, il Pci, attraverso l’onorevole Fausto Gullo, pensava ad un Csm che fosse per 2/3 laico e 1/3 per i magistrati. Prevalse l’emendamento di Oscar Luigi Scalfaro, che ci ha consegnato questo Consiglio superiore della magistratura. Il dibattito fu intenso. I repubblicani erano divisi sul ruolo da affidare ai cosiddetti membri laici del Csm. Oggi noi siamo per l’indipendenza della magistratura. Ma non pensiamo che l’indipendenza della magistratura significhi mettere in atto prevaricazioni che non hanno più senso. Ecco perché vogliamo agire anche sul meccanismo di reclutamento dei magistrati, sugli automatismi della carriera dei giudici”.
Nei giorni scorsi un esponente del Pdl ha definito il Csm una cloaca. Si sente di condividere questo giudizio molto pesante? "Non condivido affatto questi toni. Oggi dobbiamo guardare alla magistratura con rispetto e con determinazione se vogliamo modificare la giustizia italiana. Non condivido mai le offese gratuite. Un capogruppo di oltre 170 senatori non può permettersi questi toni. Se lo pensa dovrebbe avere la bontà di dirlo a casa sua. Questi termini non devono trovare cittadinanza nelle aule del Senato".
Cosa pensa della vicenda degli arresti del Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco? Alcuni esponenti del Pd dicono che non ci sono più ragioni per gli arresti in isolamento nel carcere di Sulmona.
“Io sono contrario al carcere preventivo. Non va fatto! Se hanno le prove di illeciti del Presidente della Regione Abruzzo lo rinviino immediatamente a giudizio. Se lo lasciano in isolamento per farlo pentire è un errore. E se Ottaviano Del Turco non ha nulla di cui pentirsi? Non è giusto che Del Turco resti in carcere senza un motivo giustificato. In Italia, il 58% degli inquisiti viene assolto, forse è più giusto fare il lancio della monetina per stabilire se un cittadino è colpevole o innocente, alla luce di queste percentuali. Non so se Ottaviano Del Turco sia colpevole o innocente. Lo conosco da una vita e penso che sia innocente. Ma credo che la carcerazione preventiva sia una barbarie da abolire. Semmai possono lasciarlo agli arresti domiciliari per evitare che ad un reato se ne aggiunga un altro, come quello di concordare una testimonianza”.
Ci saranno iniziative comuni con i radicali?
“Penso che le faremo. Ci sono molti punti in comune con le nostre proposte. Abbiamo visto che ci sono molte battaglie da fare insieme, come quella relativa all’8 per mille alla Chiesa cattolica, quella sul testamento biologico, quella sull’eutanasia. Anche sulla giustizia ci sono molti punti in comune. Il problema è come perseguire questi obiettivi. Come vede dall’invito al convegno, esso è molto ‘trasversale’, ci rivolgiamo anche ad esponenti della sinistra. Vogliamo aprire un dibattito serio sulla giustizia, senza fare cose affrettate”.