martedì 29 luglio 2008

Deiana, i risultati del congresso sono il riflesso della crisi di Rifondazione

Deiana (Mozione 2), noi abbiamo fatto una proposta unitaria, ma non ci hanno ascoltato
Voce Repubblicana del 29 novembre del 2008
Di Lanfranco Palazzolo
(A destra il vincitore Paolo Ferrero e sotto lo sconfitto Nichi Vendola)
Non so se gli alleati della mozione Ferrero permetteranno a Rifondazione di restare nelle giunte di centrosinistra. Lo ha detto alla “Voce” l’ex parlamentare di Rifondazione comunista Elettra Deiana, sostenitrice della mozione numero 2 (Vendola).
Onorevole Deiana, come si è chiuso questo congresso del Prc che ha sancito la sconfitta della mozione Vendola. Cosa accadrà?
“I risultati congressuali sono iscritti nella dinamica di crisi che ci ha colpito come sinistra in generale e come Rifondazione comunista in particolare. I risultati elettorali parlano chiaro ed hanno messo in gioco responsabilità complessive del partito, ma ci sono state anche evidenti responsabilità del gruppo dirigente. Questa situazione ha favorito dinamiche di contrapposizione e di differenze politiche che già c’erano all’interno di Rifondazione comunista. Nell’epoca dei successi del partito queste differenze politiche non venivano evidenziate. Quando il successo elettorale non c’è stato più queste differenze sono venute alla luce con grande evidenza. Il confronto è ripreso in maniera molto aspra perché si trattava di trovare le responsabilità e il capro espiatorio. Questo spiega l’asprezza del confronto congressuale e l’impossibilità di trovare una mediazione”.
Pensa che la mozione 1 (Ferrero) riuscirà a guidare il partito visto che raccoglie consensi di diverse correnti eterogenee nel partito?
“La mozione di Nichi Vendola rappresentava quasi la metà del congresso. Non voglio tornare sulla polemica dei voti cancellati, ma la percentuale era quella del 48%. Noi abbiamo fatto una proposta unitaria che poi è stata rifiutata. Le altre mozioni, che poi sono la maggioranza, mettono insieme culture molto diverse. In questo caso hanno preferito coalizzarsi. Questo è il segno della crisi interna del partito. Questo è il segno di una mancanza di responsabilità che sappia mantenere il partito unito nella parte maggioritaria”.
Il neosegretario Paolo Ferrero ha detto che non si deve uscire da tutte le giunte di centrosinistra. Come considera questa affermazione?
“Io mi auguro che sia un elemento di saggezza che contrasta con le altre mozioni che si sono coalizzate con Ferrero e che hanno sempre espresso nel partito. Alcuni pezzi di partito sostengono questa tesi. Non so quanto Ferrero riuscirà a governare queste spinte settarie che ci sono nel partito, le quali sostengono la sua segreteria”.
Ci sono stai brogli alla vigilia del congresso?
“Non ci sono stati brogli. Noi abbiamo avuto un risvolto positivo per le iscrizioni dopo la sconfitta di aprile. Il Comitato politico aveva deciso di fissare a 10 giorni prima dei congressi l’iscrizione di chi poteva partecipare al congresso. Tutte le correnti hanno avuto nuovi iscritti. Ma noi non abbiamo detto nulla. Altri lo hanno fatto”.