sabato 2 agosto 2008

Guglielmo Giannini, la faccia ingenua della politica

"Il qualunquista. Guglielmo Giannini e l'antipolitica"
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Radio Radicale con Carlo Maria Lomartire
(Stanotte a 00.30 su RR)

Chissà se un giorno qualcuno rivaluterà adeguatamente la figura del commediografo Guglielmo Giannini. Il libro di Carlo Maria Lomartire dal titolo "Guglielmo Giannini e l'antipolitica" (Mondadori) è un piccolo saggio che racconta la vita del fondatore del "Fronte dell'Uomo Qualunque", un movimento politico che nacque in Italia sull'onda del successo del settimanale "l'Uomo Qualunque", un foglio uscito in sordina nel dicembre del 1944 nella Roma liberata e che conobbe un successo inaspettato perchè si rivolgeva a quegli italiani che avevano subito la guerra e criticavano i nuovi partiti che non erano all'altezza di fronteggiare la grave crisi del Paese. Giannini ebbe il merito di introdurre un metodo nuovo di fare politica che oggi chiameremmo come politica spettacolo. I suoi neologismi furono una novità nel mondo politica che si affacciava alla democrazia. Il merito di Carlo Maria Lomartire è stato quello di aver costruito un libro su un ampio memoriale pubblicato dallo stesso Giannini su "Oggi" alla fine degli anni '50. Dei rapporti del partito di Giannini con le altre forze politiche viene messo in risalto l'atteggiamento di quasi sufficienza della Dc e la grande abilità del segretario del Pci Palmiro Togliatti che riuscì ad assorbire quello che sarebbe stato definito come qualunquismo. Nel libro sono anche narrati i difficili rapporti tra il Pli di Benedetto Croce e Giannini che fu più volte respinto da questo piccolo partito di Elite. Ma a dare il colpo di grazia al fondatore del torchietto di avrebbe pensato la Dc smembrando di fatto il gruppo parlamentare dell'UQ alla vigilia delle elezioni politiche del 1948. Ecco cosa mi ha detto Carlo Maria Lomartire in questa intervista.

Lo "Spogliatoio" di Paolo Sollier

Intervista a Paolo Sollier, autore di "Spogliatoio" (Kaos Edizioni)
di Lanfranco Palazzolo
"Radio Radicale"

Intervistare il "sinistro di Dio" è stato complesso. Quando è uscito "Spogliatoio", la lunga intervista di Paolo Bua con l'ex calciatore Paolo Sollier, ho dovuto fare una "doppia fatica": ho dovuto rileggere anche "Calci e sputi e colpi di testa" della Gammalibri. Attraverso la lettura di questi due lavori sono riuscito a capire come Paolo Sollier sia cambiato rispetto ai turbolenti anni '70. Paolo Sollier rappresentò uno dei pochi casi di calciatore politicamente impegnato. Alle elezioni politiche del 1976, nell'unico anno in cui giocò in serie A con il Perugia, decise di schierarsi a favore di Democrazia Proletaria. Tutti ricordano il suo saluto a pugno chiuso prima di ogni partita e le polemiche che accompagnarono alcune sue dichiarazioni. Ad esempio, alla vigilia di una partita contro la Lazio, il centrocampista del Perugia disse senza mezzi termini che sarebbe stata una soddisfazione battere i biancocelesti perchè considerata come la squadra di Mussolini. Quel campionato fu per certi versi unico per il Perugia che ebbe anche la soddisfazione di togliere il titolo di Campione d'Italia alla Juventus, sconfitta a Perugia per 1-0 grazie ad un Goal di Renato Curi (Vedi la foto a destra). I giocatori della Juventus non presero bene quella marcatura cercando di convincere i biancorossi a prendere il goal del pareggio. Un'altra particolarità della vicenda calcistica e umana di Sollier è che il calciatore ha lavorato in fabbrica a Mirafiori. In questa intervista che mi ha rilasciato a Radio Radicale, Sollier spiega perchè non ha più giocato in Serie A e la sua esperienza da calciatore. Ecco cosa mi ha detto. Il prossimo autunno la Kaos Edizioni ripubblicherà "Calci e Sputi e colpi di testa", che rappresentò un piccolo caso editoriale vendendo oltre 30 mila copie. Buon ascolto con il "Sinistro di Dio".
«In fondo, saper dare due calci al pallone, aver la possibilità di essere un superman per due ore alla domenica pomeriggio, per me non vuol dire assolutamente niente. Certamente non significa essere migliore degli altri o valere di più». Paolo Sollier, intervista al "Guerin Sportivo" del marzo del 1976.

Praga 1968. Intervista a Jiri Pelikan

Primavera di Praga, parla l'esule indigesto
di Lanfranco Palazzolo
Per Radio Radicale
(Nella foto a destra carri armati sovietici entrano a Praga, agosto 1968)
Nel 1998 ebbi la fortuna di intervistare Jiri Pelikan che aveva pubblicato un libro dal titolo "Io esule indigesto: il Pci e la lezione del '68 di Praga" (edizioni Reset). Me lo presentò Antonio Carioti che allora era mio collega della "Voce Repubblicana" e autore di quel piccolo, ma preziosissimo volume. L'intervista con Pelikan è interessante perchè ci permette di capire la doppiezza del Pci nei confronti degli esuli cecoslovacchi e di valutare positivamente il comportamento del Psi che aiutò davvero queste persone che furono costrette a lasciare il paese dopo l'intervento armato dell'Urss nell'agosto del 1968.
Ho riproposto recentemente questa intervista a "Radio Radicale" con altri servizi realizzati dalla Radio sulla Cecoslovacchia. Tra questi servizi vi voglio segnalare in particolare quello sull'arresto di alcuni musicisti Jazz in cecoslovacchia. Il regime comunista non gradiva questa forma di espressione artistica.
Clicca qui per il link all'intervista

La metamorfosi dalemiana di "Nessuno Tv"

Mario Adinolfi "Contro D'Alema" su "Red"
"Voce Repubblicana" del 2 agosto 2008
di Lanfranco Palazzolo
(A sinistra Mario Adinolfi, sotto Massimo D'Alema in "Red")

Non mi hanno avvisato sul cambiamento degli assetti di “Nessuno Tv”. Lo ha detto Mario Adinolfi, Vicedirettore di "Nessuno tv" che si prepara a diventare la televisione di Massimo D’Alema. Ma con quali metodi? Ecco cosa ci ha detto il conduttore di "Contro Adinolfi".
Mario Adinolfi, cosa sta accadendo a “Nessuno Tv”?
“Sul ‘la Repubblica’ di giovedì è uscito un articolo ispirato dallo staff di D’Alema in cui si diceva che ‘Nessuno Tv’ si prepara a diventare ‘Red’, cioè la televisione ufficiale di Massimo D’Alema e della sua associazione. Io non ho avuto nessuna comunicazione in proposito. Tutte le cose che ho letto erano sorprese e novità. Mi è sembrato di trovarmi davanti ad una condizione da fantapalinsesto. Io vivo la realtà di ‘Nessuno Tv’ da 40 mesi e qui ci metto la mia faccia tutti i giorni conoscendo quello che sta accadendo. Questo mi è sembrato il tentativo di impadronirsi al patrimonio di chi qui ci lavora dicendo anche cose che sono fuori dalla realtà”.
Cosa c’è che non ti convince in “Red”?
“Il fatto che vengano strombazzati tutti questi grandi nomi, che questa venga presentata come una grande operazione editoriale a spese della gente che qui ci lavora. La condizione di chi lavora qui è di grande difficoltà perché qui portiamo avanti tutti i giorni un progetto editoriale con grande fatica. Ho trovato che l’ottimismo e le ‘luci’ e il trionfalismo di ‘Red’ contrastasse con la nostra realtà quotidiana. Mi è sembrata una strumentalizzazione troppo arrogante da parte dello staff del Presidente D’Alema”.
Perché ‘Nessuno tv’ ha deciso di abbandonare il suo target di tv della politica per diventare la tv di D’Alema? Perché Luigi Zanda ha fatto questo passo?
“Io non credo che l’abbia deciso. Attendo comunicazioni in proposito. Ma non mi sembra che stiamo per diventare quello che alcuni ‘sognano’. Io penso che oggi ci troviamo in una situazione di grande riflessione. Intanto lavoriamo giorno per giorno. Mi sembra un po’ strano che i due grandi duellanti della sinistra come Veltroni e D’Alema, il primo sul caso di ‘Nessuno tv’ e il secondo su ‘l’Unità’, si comportino in questa maniera affermando una sorta di diritto su questi territori editoriali senza prendere in considerazione chi ci lavora da tempo. Penso al caso di Concita De Gregorio all’‘Unità’ (si parla di una sua direzione a l’Unità) e al nostro caso”.
Che progetto ci vedi in “Red tv”?
“Nei mesi scorsi era stato coniato il termine ‘Abbiamo una banca’. Oggi il motto è ‘Abbiamo una tv’. Si tratta di progetti che vengono annunciati prima della realizzazione. Ma prima credo che sia necessario confrontarsi con chi qui ci lavora e presentare un progetto senza che questo venga calato dall’alto”.
Ti piace il nome “Red”?
Mi troverei a disagio con questo nome. Preferisco il riferimento omerico di “Nessuno tv”.

Gr1 delle 11.50 del 2 agosto del 1980

Per non dimenticare.



Quella che ho postato qui è l'edizione straordinaria delle 11.50 del Gr1 del 2 agosto del 1980. Fino a quel momento non vi era certezza di un attentato alla stazione di Bologna. Si pensava che vi fossero un centinaio di feriti e in un primo tempo si era parlato dell'esplosione di una caldaia. Il giornalista Vicari - in collegamento con lo studio centrale di Roma - invita le persone in ascolto a dare una mano all'ospedale Maggiore del capoluogo emiliano. Il corrispondente parla dell'effetto di una bomba da aereo e aveva individuato anche nella sala di attesa della seconda classe il luogo dell'esplosione. Duccio Guido ricorda gli sviluppi del processo sulla strage del treno Italicus avvenuta il 4 agosto del 1974.
Mi sembrava giusto ricordare le vittime di questa assurda strage. Spero che una cosa del genere non accada più.
La lista delle vittime della strage del 2 agosto
Tonino LaBelva, anni 50
Danielino Sugaddozzu, anni 29
Mariotto Minghilledda, anni 55
Paolo Berosi, anni 32
Antonella Ceci, anni 19
Angela Marino, anni 23
Leo Luca Marino, anni 24
Domenica Marino, anni 26
Errica Frigerio In Diomede Fresa, anni 57
Vito Diomede Fresa, anni 62
Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14
Anna Maria Bosio In Mauri, anni 28
Carlo Mauri, anni 32
Luca Mauri, anni 6
Eckhardt Mader, anni 14
Margret Rohrs In Mader, anni 39
Kai Mader, anni 8
Sonia Burri, anni 7
Patrizia Messineo, anni 18
Silvana Serravalli In Barbera, anni 34
Manuela Gallon, anni 11
Natalia Agostini In Gallon, anni 40
Marina Antonella Trolese, anni 16
Anna Maria Salvagnini In Trolese, anni 51
Roberto De Marchi, anni 21
Elisabetta Manea Ved. De Marchi, anni 60
Eleonora Geraci In Vaccaro, anni 46
Vittorio Vaccaro, anni 24
Velia Carli In Lauro, anni 50
Salvatore Lauro, anni 57
Paolo Zecchi, anni 23
Viviana Bugamelli In Zecchi, anni 23
Catherine Helen Mitchell, anni 22
John Andrew Kolpinski, anni 22
Angela Fresu, anni 3
Maria Fresu, anni 24
Loredana Molina In Sacrati, anni 44
Angelica Tarsi, anni 72
Katia Bertasi, anni 34
Mirella Fornasari, anni 36
Euridia Bergianti, anni 49
Nilla Natali, anni 25
Franca Dall'olio, anni 20
Rita Verde, anni 23
Flavia Casadei, anni 18
Giuseppe Patruno, anni 18
Rossella Marceddu, anni 19
Davide Caprioli, anni 20
Vito Ales, anni 20
Iwao Sekiguchi, anni 20
Brigitte Drouhard, anni 21
Roberto Procelli, anni 21
Mauro Alganon, anni 22
Maria Angela Marangon, anni 22
Verdiana Bivona, anni 22
Francesco Gomez Martinez, anni 23
Mauro Di Vittorio, anni 24
Sergio Secci, anni 24
Roberto Gaiola, anni 25
Angelo Priore, anni 26
Onofrio Zappala', anni 27
Pio Carmine Remollino, anni 31
Gaetano Roda, anni 31
Antonino Di Paola, anni 32
Mirco Castellaro, anni 33
Nazzareno Basso, anni 33
Vincenzo Petteni, anni 34
Salvatore Seminara, anni 34
Carla Gozzi, anni 36
Umberto Lugli, anni 38
Fausto Venturi, anni 38
Argeo Bonora, anni 42
Francesco Betti, anni 44
Mario Sica, anni 44
Pier Francesco Laurenti, anni 44
Paolino Bianchi, anni 50
Vincenzina Sala In Zanetti, anni 50
Berta Ebner, anni 50
Vincenzo Lanconelli, anni 51
Lina Ferretti In Mannocci, anni 53
Romeo Ruozi, anni 54
Amorveno Marzagalli, anni 54
Antonio Francesco Lascala, anni 56
Rosina Barbaro In Montani, anni 58
Irene Breton In Boudouban, anni 61
Pietro Galassi, anni 66
Lidia Olla In Cardillo, anni 67
Maria Idria Avati, anni 80
Antonio Montanari, anni 86