lunedì 4 agosto 2008

Quando Marco Polo tradisce il Dalai Lama

Cittadinanza onoraria al Dalai Lama: e alla fine Venezia concesse la cittadinanza onoraria.
Intervista a Radio Radicale
di L. Palazzolo

Una delle tristi vicende di questa torrida estate è stato l'asperrimo conflitto che si è svolto nelle aule del Consiglio comunale di Venezia, dove il centrodestra e altri partiti della sinistra arcobaleno avrebbero voluto concedere la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Nel Partito democratico invece ci hanno pensato su molto e hanno pensato soprattutto agli imprenditori del Nord Est. In mezzo ci si sarebbe messo - a sentire Speranzon - anche il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Alla fine ha vinto il buon senso e la cittadinanza onoraria è stata concessa al Dalai Lama....Però quanta fatica. Il consigliere e capogruppo di An al comune di Venezia Raffaele Speanzon, lo scorso 28 giugno, ci ha spiegato il suo punto di vista due giorni prima che la mozione venisse votata.

Il Testo della mozione approvata il 30 giugno del 2008 con 35 voti favorevoli (Unanimità).
Il Consiglio Comunale di Venezia, premesso che: - l’Italia intera e la nostra stessa Città hanno seguito, nei mesi scorsi, con grande preoccupazione le notizie relative alla repressione delle manifestazioni svoltesi in Tibet;- in quella occasione, il Governo italiano ha sottolineato l’importanza attribuita dal nostro Paese al diritto di libertà di espressione e di protesta pacifica, ha invitato le Autorità cinesi a rispondere alle richieste della popolazione tibetana nel pieno rispetto dei diritti umani ed ha infine sostenuto la necessità di un confronto orientato alla pacifica riconciliazione tra le stesse Autorità cinesi e il Dalai Lama;
considerato:- che la Città di Venezia, da sempre luogo d’incontro delle popolazioni e degli scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente, è legata a profondi e riaffermati sentimenti di amicizia col Popolo Cinese ed è impegnata da anni in significativi rapporti e progetti condivisi con Città cinesi, può vantare da secoli anche storici legami con il Tibet e la sua gente, tanto che una delle dirette testimonianze della visita di Marco Polo alla corte dell’imperatore mongolo venne redatta dal Lama tibetano Phagpa, consigliere spirituale di Kublai Khan;
- poi che oltre 1.500 cittadini, insieme alle associazioni che partecipano al “Tavolo per e con il Tibet” promosso dal Centro Pace del Comune di Venezia, hanno sottoscritto una petizione popolare con la richiesta della concessione della Cittadinanza Onoraria al Dalai Lama;
ritenuto che:- di fronte alla grave situazione del Tibet, sia estremamente utile che il maggior numero possibile di città nel mondo compia quei gesti di alto valore simbolico che potrebbero contribuire allo sviluppo del processo di dialogo tra il Governo Cinese e i rappresentanti del Popolo Tibetano; preso atto-che il Dalai Lama è la massima autorità temporale del Tibet, e presiede il governo tibetano in esilio ed è la massima autorità spirituale della scuola Gelugpa, detta dei Virtuosi, una delle scuole del Buddhismo. - del riconoscimento nel 1989 del Premio Nobel per la Pace al Dalai Lama e dell’infaticabile impegno a favore della Pace, del dialogo, dell’ambiente e dello sviluppo compatibile senza pregiudizi ma attento alle opportunità di promozione economica delle popolazioni più povere;
CHIEDE fermamente il rispetto dei diritti fondamentali del Popolo Tibetano e delle sue tradizioni;
INVITA il Governo italiano a perseguire nei confronti della Cina una politica di collaborazione nella comunità internazionale che favorisca lo sviluppo delle relazioni e significativi miglioramenti in tema di rispetto dei diritti umani;
IMPEGNA il Sindaco e la Giunta ad aderire alle iniziative ritenute più opportune, affinché cessi ogni forma di repressione nei confronti della popolazione tibetana;
SI IMPEGNA AD AVVIARE E A CONCLUDERE NEL PIÙ BREVE TEMPO POSSIBILE LE PROCEDURE DELIBERATIVE PER IL CONFERIMENTO AL DALAI LAMA DELLA CITTADINANZA ONORARIA DELLA CITTÀ DI VENEZIA, quale eminente esponente in esilio del Popolo Tibetano, guida spirituale di questo popolo e interlocutore riconosciuto dello stesso Governo Cinese, figura che oggi incarna gli ideali della ricerca della pace con giustizia e del diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Rifondazione comunista: scontro senza fine

Rina Gagliardi: "Ecco perchè sostengo la mozione numero 2"
di Lanfranco Palazzolo
Per Radio Radicale

Il congresso di Rifondazione comunista è passato da più di una settimana. Tutti abbiamo visto come sono andate a finire le cose. Ha vinto la mozione numero 1 di Paolo Ferrero. Ma il partito resta di fatto spaccato. Lo scorso 9 luglio ho avuto l'occasione di intervistare Rina Gagliardi che mi ha spiegato come si sono svolti alcuni congressi di sezione, in particolare in quello di Trastevere. L'ex direttrice di Liberazione mi ha spiegato il suo punto di vista sulle polemiche che stavano caratterizzando il congresso del partito che fu di Fausto Bertinotti e di Francesco Giordano. L'ex parlamentare di Rifondazione ha respinto le accuse sui presunti brogli nelle sezioni di Reggio Calabria e di Arezzo, dove - secondo alcuni - il tesseramento del partito è stato gonfiato. Alla vigilia del Congresso non era ancora chiaro quale fosse la forza percentuale delle prime due mozioni. Tutto questo è accaduto mentre il quotidiano Liberazione aveva scelto di scendere in campo a favore della mozione numero 2.
Ecco cosa mi ha detto Rina Gagliardi poche settimane dall'appuntamento congressuale di Chianciano.