martedì 5 agosto 2008

Anniversari, il 5 agosto del 1962 muore la "compagna" Marilyn

Quella comunista deve morire!
Intervista a Radio Radicale con Mario La Ferla
di Lanfranco Palazzolo
(Marzo 1962, Marilyn con lo scneggiatore messicano Jose Bolanos alla premiazione del Golden Globe)
Oggi ricorre l'anniversario della morte di Marilyn Monroe. Da 46 anni si continua a parlare di questa atrice, ma il suo ritratto appare ancora nebuloso perchè manca un capitolo fondamentale della vita sua e dell'America. E' il capitolo raccontato in questo libro: la storia della "Compagna Marilyn" che, grazie allo stretto legame con i Kennedy, conosce i segreti politici e strategici del suo paese e li passa ai compagni comunisti rifugiati in Messico. Chi è stato a cucire addosso a Marilyn questo ruolo da Mata Hari rossa, bollata come "nemico pubblico dell'America"? Il famigerato Edgard Hoover che, in un dossier di oltre 3000 pagine ha costruito, come arma del ricatto contro John e Robert Kennedy allo scopo di conservare la guida dell'FBI, non esista a dare in pasto ai carnefici la sua vittima sacrificale: Marilyn. In questo libro, edito da Stampa Alternativa, dal titolo "Compagna Marilyn", Mario La Ferla ci parla della militanza comunista negli Stati Uniti e in Messico della diva del cinema americano. Sarà vero?!

Ascolta l'intervista

Olimpiadi, la questione del Turkestan orientale

Intervista al segretario di "Nessuno tocchi Caino" Sergio D'Elia
Intervista a Radio Radicale
di Lanfranco Palazzolo



Da mesi Pechino va ripetendo che i separatisti islamici dello Xinjiang stanno preparando attacchi durante le Olimpiadi. E dopo l'attentato di ieri a Kashgar, nella regione nordoccidentale dello Xinjiang, la Cina punta di nuovo il dito contro gli Uiguri, soprattutto dopo che le autorità hanno confermato che ad aver ucciso i 16 poliziotti sono stati proprio due membri di questo gruppo etnico musulmano. Lo scorso 16 giugno, quando la fiamma olimpica passò in questa regone ho realizzato questa intervista con Sergio D'Elia sulla posizione della minoranza degli Uiguri nei confronti del regime comunista cinese. Questa popolazione è restia ad abbracciare la non-violenza dei tibetani. Ecco cosa mi ha detto in quella circostanza l'ex parlamentare della Rosa nel Pugno sulle iniziative radicali per gli Uiguri.

I fatti del 16 giugno nello Xinjiang
La minoranza cinese degli Uiguri protesta contro la staffetta della torcia olimpica di domani nella regione dello Xinjiang dove le autorita' hanno chiesto ai residenti di restare in casa e guardare l'evento alla tv. "Le autorita' cinesi vogliono nascondere il diffuso malcontento tra gli Uiguri", denuncia in una nota il portavoce della comunita' Dilxat Rexit* da Monaco, in Germania, dopo averne "attentamente monitorato le attivita'" per evitare proteste durante i tre giorni del passaggio della fiaccola nella regione. A chiedere ai residenti di restare a casa per seguire la staffetta della fiaccola olimpica che domani partira' da Urumqi, capitale della regione, e' stato Li Guangming, responsabile del partito comunista per lo sport nello Xinjiang.Secondo il portavoce degli Uiguri, la Cina vuole mostrare al mondo "una atmosfera falsa di societa' armoniosa", mentre nasconde "violazioni sistematiche dei diritti umani nel Turkestan orientale", ha aggiunto, indicando il nome ancora usato dagli Uiguri per indicare lo Xinjiang che vorrebbero indipendente da Pechino. Tra i 20 milioni di residenti nella regione, la comunità degli Uiguri, in gran parte musulmana, rappresenta 7,5 milioni di individui.