mercoledì 6 agosto 2008

Il "Non credo" secondo Giorgio Galli

Il relativismo contro la fede
Radio Radicale
Intervista di Lanfranco Palazzolo
a Giorgio Galli

Non ho parole per definire la mia ammirazione e stima nei confronti di Giorgio Galli. La politologia italiana gli deve molto. Anche perchè Galli non è un politologo che vive in funzione delle sue simpatie politiche e non è legato a nessun carro. Questo breve saggio dal titolo "Non credo", pubblicato con la Kaos edizioni, è la prova della sua onestà intellettuale. Il volume non è altro che una prova, l'ennesima, del rigore e dell'onestà intellettuale di questo grande studioso. In questo saggio, Galli ci spiega come, la Chiesa cattolica, mediante il Catechismo, pretende di insegnare la verità e di combattere il relativismo, ma ammette che tale verità è basata su un insondabile “mistero” di carattere “divino”. Il fatto che sia divino non attenua la misteriosità del mistero, e come il mistero possa diventare verità è un mistero ulteriore... Nessuno studioso biblico crede che “il libro” sia la parola di dio, e tutti ne contestano il contenuto dal punto di vista storico; Abramo e Mosè non sono mai esistiti... «Da anziano neo-illuminista del XXI secolo quale sono», scrive Galli, «non posso certo propormi di dissuadere più di un miliardo di cattolici che trovano ragione di conforto nel Catechismo. Però ritengo doveroso oppormi alla pretesa di chi, in nome di un sistema di credenze senza basi logiche, vorrebbe imporre alla collettività tutta comportamenti, modi di vita, scelte politiche e sociali che non sono validi più di altri per il solo fatto di avere radici in antiche mitologie». Ecco cosa mi ha detto in questa intervista.