lunedì 25 agosto 2008

Amato e quella raccomandazione non riuscita

Quando Tristano Codignola ignorò Giuliano Amato
di Lanfranco Palazzolo

Prima di riprendere la mia attività giornalistica in pieno volevo parlarvi di raccomandazioni. Nella nostra vita tutti abbiamo fatto ricorso a questo importantissimo istituto del diritto privato. L'ho fatto anche io. Purtroppo nessuno mi ha mai dato ascolto perchè non conto niente; nessuno mi ha mai filato più di tanto; non conosco le persone giuste; non sono nel ranking delle persone influenti e nessuno ha interesse a sponsorizzarmi. Anzi, colgo l'occasione per chiedere la raccomandazione a qualcuno che nel frattempo si è commosso leggendo le prime righe di questo post. Giuliano Amato invece si trovava in un'altra situazione alla fine degli anni '60. In quel periodo il nostro ex Presidente del Consiglio era un uomo emergente del Partito socialista italiano. Infatti si era iscritto al glorioso Psi nel 1958. E alla fine degli anni '60 stava raccogliendo i primi frutti di una carriera folgorante. In questa lettera lo troviamo alle prese con una raccomandazione al senatore socialista Tristano Codignola (1913-1981), esponente di rilievo del Psi e punto di riferimento del partito nei confronti del mondo universitario. In quel periodo Amato aveva vinto un concorso con le sue forze all'università di Pisa. Ma non era sicuro di riuscire ad ottenere il posto. In quella circostanza Amato si appellò alla legge "Codignola bis". Il bigliettino risale verosimilmente alla primavera-estate del 1969. Nel foglio con la carta intestata del Senato, Amato chiede a Codignola di interessare il ministro dell'Istruzione Mario Ferrari Aggradi sulla sua sistemazione a Pisa, dove lo stesso Amato si era laureato. Chissà se Codignola trovò il tempo di interessarsi a quella richiesta scritta sulla carta intestata di Palazzo Madama. E' bene ricordare che Amato non è mai stato senatore. La richiesta di Amato andò a vuoto. Sebbene Amato si sia laureato al collegio medico giuridico di Pisa non ha mai insegnato a quell'università. Del resto, con le sue qualità Amato non aveva certo bisogno di raccomandazioni. La storia di Giuliano Amato ha dimostrato proprio questo.