venerdì 5 settembre 2008

Piazza S. Maria Consolatrice 1944-2008

Casalbertone ritrovata
di Lanfranco Palazzolo
Come eravamo nel mio quartiere. Oggi ho ritrovato una foto di Casalbertone, il quartiere di Roma dove vivo, che risale al giugno luglio del 1944 (Foto in B/N). Si tratta della bellissima Piazza Santa Maria Consolatrice, il cuore del quartiere. Come potete vedere, la piazza è del tutto irriconoscibile rispetto all'odierna sistemazione. Nel luogo dove oggi si trovano l'edicola e le panchine, il luogo dove si accomodano gli abitanti del quartiere che vogliono riposare e chiacchierare, c'era un grande capannone con un muro di recinzione. I palazzi che circondano la piazza non erano ancora stati costruiti. Sullo sfondo si intravede il palazzo dove oggi si trovano la gelateria e il tabaccaio di via Orero. E in quella che oggi si chiama via di Casalbertone, all'altezza del passaggio pedonale che vediamo oggi (vedi foto 2), c'era il carro armato delle truppe americane che vedete nella prima foto. Nell'ultima foto potete vedere com'è oggi la zona della piazza che si trova nella parte non inquadrata a destra della foto in bianco e nero. E' un piacere vedere quella foto del 1944 senza nostalgia pensando che oggi Casalbertone è un quartiere bellissimo rispetto ad allora e che non ha nulla da invidiare rispetto al suo glorioso e tormentato passato....Buona notte.

Teodori, una convention repubblicana in tono minore

Nulla di deciso per la corsa alla Casa Bianca
Intervista a Massimo Teodori
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 5 settembre 2008
(A destra una delle tante vignette sul "democratico" Joe Lieberman)

Nulla è ancora deciso per la Presidenza degli Stati Uniti. Lo ha detto alla “Voce” il professor Massimo Teodori.
Professor Teodori, quali sono le sue valutazioni sulla Convention Repubblicana che si è svolta a St. Paul? Crede che per Johm Mc Cain si presenti un cammino in salita?
“Innanzitutto c’è la questione dell’uragano Gustav che ha stravolto la programmazione mediatica della convention repubblicana. Inoltre sono emerse delle contraddizioni con la designazione di Sarah Palin come candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Infine, il problema dei candidati americani alla presidenza è quello di essere legati all’amministrazione Bush e in qualche modo lontani dai fallimenti di questi otto anni di guida repubblicana del Paese. Questa situazione attribuisce un tono dimesso alla Convention repubblicana”.
Crede che esista una divergenza palese tra George W. Bush e McCain e crede che l’assenza del primo a St. Paul possa rimettere le cose a posto?
“Il problema non è la divergenza tra i due, ma lo scarso consenso di cui gode l’amministrazione repubblicana in questa ultima fase del secondo mandato presidenziale di Bush. La popolarità di Bush è sotto il 30%. Questa situazione si ripercuote su tutto l’elettorato repubblicano. Quindi non ci sono questioni personali tra Bush e McCain, che pure esiste. Ma è un fatto di consenso della politica repubblicana e quali potrebbero essere le ripercussioni sul prossimo voto”.
Alla Convention repubblicana c’è andato Joe Lieberman già candidato alla vicepresidenza per i democratici che oggi chiede il voto per McCain affermando che Obama è inesperto?
“Lieberman si aspettava di essere scelto come Vicepresidente da Obama come gli era accaduto in precedenza. Forse è stata proprio questa delusione a spingerlo a svoltare verso i repubblicani. Del resto la sua storia è stata alternata dalla vicinanza ai democratici e ai repubblicani per indirizzarsi a quella parte dell’opinione pubblica americana che non è decisamente schierata né da una parte, né dall’altra”.
La Palin è una candidata alla vicepresidenza all’altezza del suo ruolo?
“La candidata vicepresidente degli Stati Uniti ha pochissima esperienza e viene da uno stato marginale come l’Alaska. Preoccupa il fatto che se accadesse qualcosa a McCain – che non è più giovane e non gode di buona salute – la Palin si troverebbe forse in difficoltà. La Palin è stata candidata per catturare l’elettorato della destra religiosa che ha delle posizioni molto tradizionaliste e che si teme non voti McCain a causa del suo profilo liberal”.
Una situazione internazionale difficile aiuterà McCain?
“Tutto dipende da quello che accade nei prossimi due mesi. Dalla prossima settimana si entra nel vivo. Quindi gli avvenimenti internazionali potranno influenzare il voto”.