domenica 7 settembre 2008

"Underground" a buon mercato

Il Valcarenghi ritrovato
di Lanfranco Palazzolo

La fortuna mi ha arriso il pomeriggio del 27 agosto. Durante la pausa pranzo a "Radio Radicale" ho fatto un rapido passaggio nelle rivendite dei libri usati in via delle Terme di Diocleziano. Con mia grande sorpresa ho trovato "Underground a pugno chiuso" (Arcana 1973) di Andrea Valcarenghi con la magica prefazione di Marco Pannella. Il prezzo di vendita è stato buono, appena 4 euro. Altrove mi avrebbero fatto pagare di più. Il venditore mi ha detto: "Ah dottò, questo è un libro che vale!". Grazie del consiglio e soprattutto per il prezzo! Ricordo comunque a tutti che la bravissima Silvia Casilio ha curato una recente edizione di questo libro per la NDA press. E quindi una nuova edizione del volume è disponibile nelle librerie. La fortuna agostana non è finita qui anche perchè anche dentro questo libro ho trovato una dedica o forse uno scritto del precedente proprietario o comunque di chi lo aveva comprato negli anni '70. Il volume è pieno di sottolineature e di numeri di telefono di amiche del precedente proprietario. Tra questi anche il numero di una certa Lucilla. Nella "terza" del libro - come potete vedere - ci sono alcune scritte "underground", si fa per dire, come "Somebody to love", "Vive la France" e "pugno e sacco a pelo". Per la decifrazione degli altri scritti mi affido alla vostra buona volontà. Secondo la mia interpretazione, il messaggio lungo al centro della "terza" si legge così: “Dopo tutti questi tentativi di appicicargli i baffoni del defunto papà sovietico (Stalin, ndP) abbiamo anche i Mao capelloni”. Un'altra curiosità è che all'interno del libro ho ritrovato un ritaglio di un periodico di destra. Non sono riuscito a capire di quale rivista si trattasse. Comunque il tono della didascalia è inequivocabile. Il luogo dove è stata scattata la foto è sicuramente la vecchia sede della Stampa Estera in via della Mercede. Qui sotto naturalmente non posso sottrarmi al dovere di mettere una parte dell'articolo scritto su "Tempo illustrato" da Pier Paolo Pasolini il 4 novembre del 1973 sul libro di Valcarenghi: “…E’ finalmente il testo di un manifesto politico del radicalismo. E’ un avvenimento nella cultura italiana di questi anni. Non si può non conoscerlo. La definizione che vi si dà dei rivoluzionari, della non violenza, del potere, della sinistra tradizionale e della nuova sinistra (“basta con questa sinistra grande solo nei funerali, nelle commemorazioni, nelle proteste, nelle celebrazioni; tutta roba, anche questa, nera"), sul fascismo, e soprattutto, in modo sublime, sull’antifascismo (“Ma chi sono poi questi fascisti contro i quali da vent’anni vi costituite…in unione sacra, in tetro e imbelle esercito della salvezza?”…”dove sono mai i fascisti se non al potere e al governo? Sono i Moro, i Fanfani, i Rumor, i Colombo, i Pastore, i Gronchi, i Segni e – perché no? – i Tanassi, i Cariglia e magari i Saragat, i La Malfa”… “sotto la bandiera antifascista, si prosegue una tragica operazione di aggressione”… “in tutta questa vostra storia antifascista non so dove sia il guasto maggiore; se nel recupero…d’una cultura violenta, antilaica…per cui l’avversario deve essere ucciso o esorcizzato come il demonio…o se nell’indiretto, immenso servizio pratico che rendete allo Stato d’oggi ed ai suoi padroni, scaricando sui loro sicari…la forza…dell’antifascismo vero…”, “il fascismo è cosa più grave, seria e importante, con cui non di rado abbiamo un rapporto d’intimità)…”.