lunedì 8 settembre 2008

Tutta colpa di quel bolscevico di Walter

Cosa dicono di Walter nei forum dell'Ulivo e del Pd?
"Il Tempo", 8 settembre 2008
di Lanfranco Palazzolo

Il forum del Partito democratico è «in lutto» perché dallo scorso giugno, quando si sono verificate le prime crepe nel partito, c'è stata una piccola scissione nel sito. Infatti, alcuni simpatizzanti hanno deciso di dar vita ad un forum di «dissidenti» ulivisti che si trova all'indirizzo http://www.perlulivo.it/forum/index.php. Nel forum del Pd hanno commentato questa scelta così: «Forse sono modi diversi di percorrere la stessa strada, ma siamo giunti ad un bivio e i nostri obiettivi ci portano a strade differenti». Naturalmente questa miniscissione non ha impedito ai frequentatori del sito del Pd di esprimere delle critiche alla linea del segretario Walter Veltroni. Nel forum ufficiale del Pd, Darwin di Bari spiega che «l'inefficacia del governo ombra sta nella non unitarietà del partito che non riesce a gridare una tesi forte e credibile ad una sola voce, ma tutto viene "armonizzato" con il bilancino fra i personaggi di spicco delle correnti (nell'articolo se ne evidenziano almeno 3 e mancano all'appello Rutelli, Bindi) e non nel confronto con le persone che vorrebbero partecipare». Arlecchino è molto più diretto nei confronti di Veltroni aggiungendo che «l'errore principale è stato correre verso le elezioni senza prima aver creato il vero partito». Luigino imputa a Veltroni di vivere lontano dai problemi del partito: «Pare che siano ormai in molti a vedere la non politica del Pd. Ma Veltroni continua a sua volta a non vedere. Parisi è ormai una spina nel fianco, l'unico vero oppositore all'interno del Pd. A dimostrazione che Veltroni continua a vivere in un mondo tutto suo è il fatto che abbia accusato anche D'Alema, che aveva chiesto di darsi una mossa, di segare l'albero su cui era seduto. Insomma, detto onestamente, e tristemente, Veltroni si è affossato su una non politica che porterà a un solo esito: una batosta alle prossime europee». Per «Gabriele 1980» il comportamento della dirigenza del partito è a dir poco infantile: «Prima Bertinotti che a dicembre scorso disse la sinistra ha fallito e poi arriva Parisi settembre 2008 il governo ombra è (ha, ndr) fallito. Basta cari politici, Gli Italiani si sono rotti le scatole andare a votare e poi dopo il partito diventa un asilo». E quando sul forum del Pd viene pubblicato il sondaggio del sito del Corriere della Sera, www.corriere.it, che indica al 78,2% il giudizio negativo nei confronti del Governo ombra, Darwin commenta così questa «involuzione»: «Se il governo ombra ha quel bel gradimento, peggiore del disastro fatto segnare dal governo di destra forse risalta che gli italiani hanno capito che questa destra è un fallimento ma che la proposta della sinistra è ancora più inconsistente. Meditiamoci un po' su». Ma nel forum dei cosiddetti dissidenti del Pd, all'indirizzo http://www.perlulivo.it/forum/index.php, l'accusa rivolta a Veltroni è quella di comportarsi come un bolscevico. Infatti, Mario ritiene che gli errori siano moltissimi e «all'unico oppositore interno che contesta tutto questo, e che ripropone l'ulivo come strategia, Veltroni, lungi dall'entrare nel merito degli argomenti, risponde, secondo i vecchi schemi bolscevichi che tendevano a far passare come nemico del partito o matto chi non era d'accordo». Gabriele, commentando l'invito del segretario del partito a cessare le critiche, dice che quello che sta accadendo nel Pd è deludente: «Veltroni sa cosa vuol dire la parola "critica"? È di fondamentale importanza per un partito che si chiama "democratico". A me questa vicenda sembra tanto una Caporetto del veltronismo. Aspettando la manifestazione di ottobre mi domando se la prossima volta voterò ancora PD». E all'interno del partito sono in molti a maturare questa convinzione.

Come è andata la mia radiocronaca?

Una lettera dello sceneggiatore Fulvio Palmieri
di Lanfranco Palazzolo

Onorevole comando, fatemi sapere...

Il giornalismo italiano non ha mai brillato per la sua indipendenza. In questa lettera datata 24 ottobre 1940 e indirizzata all'E.I.A.R (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Come potete vedere, nella lettera autografa, su carta intestata dell'E.I.A.R., lo sceneggiatore Fulvio Palmieri intende informarsi circa l’esito di una trasmissione radiofonica da lui tenuta nella sede di Brà sulle operazioni militari alla frontiera occidentale alpina. Non sappiamo a quali operazioni alluda Palmieri visto che la guerra nelle Alpi occidentali era finita nel giugno del 1940. Probabilmente la trasmissione si riferiva ai combattimenti aerei visto che il nord italia e il sud della Francia furono oggetto di numerosi bombardamenti in quel periodo. Fulvio Palmieri fu autore di decine di sceneggiature come "Luciano Serra pilota" (1938) con Amedeo Nazzari. Palmieri lavorò tanto in epoca fascista quanto nel secondo dopoguerra passando indenne attraverso quella stagione politica molto burrascosa. I lettori più attenti noteranno che nell’intestazione della lettera l’indirizzo originario dell’EIAR, Torino via Arsenale 21, sia stato sostituito dal nuovo, Roma via Asiago 10. Gli uffici amministrativi dell’EIAR, infatti, vennero spostati da Torino a Roma nel 1939, un anno prima (La sede di via Asiago era stata inaugurata nel 1932). Proprio in quell'anno Fulvio Palmieri aveva scritto la scenggiatura del film celebrativo dell'Eiar dal titolo "Ecco la radio!". E proprio nel 1940 uscì l'ultimo film scritto da Palmieri durante il fascismo. Nel dopoguerra, Palmieri - che era tanto accorto nel sapere cosa pensavano gli alti papaveri dell'Eiar - scrisse la sceneggiatura di "Mio figlio professore". Un film che allora fu valutato come un opera cinematografica manifesto di quella che oggi chiamiamo l'antipolitica. Ma nell'autunno del 1940 non avrebbe mai pensato di realizzare un'opera cinematografica di denuncia della guerra, del fascismo e della politica come quella....